Ginkgo biloba

Ginkgo biloba è albero affascinante e misterioso con particolarità veramente al di fuori del comune. Il carattere che colpisce primariamente è la foglia, le nervature si diramano  radialmente dal lungo picciolo facendola somigliare ad un ventaglio, mentre una profonda incisione sembra dividerla a metà. Da questa cesura la pianta prende il nome specifico.

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Foglia 2

La bellezza e singolarità della forma è, se possibile, esaltata dal colore che la foglia assume in autunno, un giallo intenso che vira all’ambra col passare dei giorni.

Foglia 4
Foglia 3
Foglia 5
Foglia 6
Origami 3
La forma della foglia ha ispirato orafi (collane, anelli, orecchini, …), tatuatori e ogni specie di decoratore (carta da parati, stoffe, …) Non potevano mancare, vista l’importanza di questa pianta nelle culture dell’estremo oriente, artisti di origami

L’albero ha portamento slanciato e severo.

Portamento 3
Due splendidi esemplari abitano in Riviera San Benedetto presso Ponte dei Tadi
Portamento 7a
Qui visti dal ponte; sulla sponda opposta un enorme gelso.
Acquerello 1
Li riconoscete? sì sono proprio loro, i due ginkgo di Riviera San Benedetto. L’artista ha saputo cogliere in pochi tratti forme e colori e, direi, lo spirito del Ginkgo.
Acquerello di Maria Makarov.
Portamento 2
Lungo il pattinodromo, addossato al Bastione di Santa Giustina, vive questo bellissimo Ginkgo qui colto ai primi di Ottobre. Sullo sfondo il campanile della Basilica.
Portamento 1
Roseto di Santa Giustina, uno splendido individuo in Maggio. L’albero è visibile, anche se con qualche difficoltà, dall’adiacente Via Sanmicheli.
Portamento 4
Giovani ginkgo al Parco Europa in una splendida giornata di Settembre
Portamento 5a
Dietro l’abside della Cappella degli Scrovegni dimora un gruppo di notevoli biloba
Portamento 6
Qui osservati dal Viale Perlasca, Giardini dell’Arena
Portamento 8
Un giardino privato in Via Morgagni, sulla destra le colonne del pronao dell’edificio jeppelliano di Largo Meneghetti, insomma il Selvatico.

Fiori maschili e fiori femminili sono portati da piante diverse.

Fiore 4
I fiori maschili sono riuniti in amenti
Fiore 5
Quelli femminili hanno forma curiosa, un lungo peduncolo che alla sommità porta una protuberanza gialla, a volte due, contenente l’uovo e che non corrispondere a niente di simile ad un ovario.
Fiore 1
La mancanza dell’ovario accomuna il ginkgo alle conifere e altre piante originatesi in ere geologiche lontane. Per il ginkgo i fossili indicano il Triassico. Qualcuno parla di “fossile vivente”, locuzione, dovuta a Darwin, e carica di risvolti epistemologici. Preparando questo post mi sono imbattuto in due luoghi ai quali rimando i più curiosi: il primo a carattere più generale, il secondo si concentra su aspetti critici.

I frutti, che in realtà sono soltanto dei semi, sono simili a prugne, e a maturazione hanno un odore nauseabondo.

Frutto 1
Frutti 2.jpg

La corteccia è grigia e con fessure alquanto distanziate fra loro.

Corteccia 1
Corteccia 2

Osservando l’albero da lontano si resta colpiti dai lunghi e possenti rami che si protraggono un po’ in tutte le direzioni. Ciò è dovuto alla scarsità di rami e rametti secondari, in luogo dei quali la pianta presenta numerose strutture tozze e robuste (brachiblasti), alle cime delle quali sono attaccati ciuffi di foglie.

Brachiblasti 2
Brachiblasti 13
Filari 1
Spesso sono presenti a Padova filari che contribuiscono alla scenografia dei luoghi; qui ai Giardini alla Rotonda.
Filare2
La vicina Via Fra Paolo Sarpi ospita un lungo filare di giovani ginkgo
Filari 3
qui in Autunno
Filari 4
Riviera Mussato in prossimità del Ponte dei Tadi
Filari 6
Via Annibale da Bassano, all’Arcella.

Ancora qualche esemplare isolato.

Portamento 9
Bastione Alicorno
Portamento 11
Giardini Treves
Portamento 10
Il vecchio e splendido esemplare dell’Orto Botanico di Padova.