Ginkgo biloba

Aggiornato nel Maggio 2022

Ginkgo biloba è albero affascinante e misterioso con particolarità veramente al di fuori del comune. Il carattere che colpisce primariamente è la foglia, le nervature si diramano  radialmente dal lungo picciolo facendola somigliare ad un ventaglio, mentre una profonda incisione sembra dividerla a metà. Da questa cesura la pianta prende il nome specifico.

Fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione
Areale di origine
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Foglia 2

La bellezza e singolarità della forma è, se possibile, esaltata dal colore che la foglia assume in autunno, un giallo intenso che vira all’ambra col passare dei giorni.

Foglia 4
Foglia 3
Foglia 5
Foglia 6
Origami 3
La forma della foglia ha ispirato orafi (collane, anelli, orecchini, …), tatuatori e ogni specie di decoratore (carta da parati, stoffe, …) Non potevano mancare, vista l’importanza di questa pianta nelle culture dell’estremo oriente, artisti di origami

L’albero ha portamento slanciato e severo.

Portamento 3
Due splendidi esemplari abitano in Riviera San Benedetto presso Ponte dei Tadi
Portamento 7a
Qui visti dal ponte; sulla sponda opposta un enorme gelso.
Acquerello 1
Li riconoscete? sì sono proprio loro, i due ginkgo di Riviera San Benedetto. L’artista ha saputo cogliere in pochi tratti forme e colori e, direi, lo spirito del Ginkgo.
Acquerello di Maria Makarov.
Portamento 2
Lungo il pattinodromo, addossato al Bastione di Santa Giustina, vive questo bellissimo Ginkgo qui colto ai primi di Ottobre. Sullo sfondo il campanile della Basilica.
Roseto di Santa Giustina, uno splendido individuo in Maggio. L’albero è visibile, anche se con qualche difficoltà, dall’adiacente Via Sanmicheli.
Portamento 4
Giovani ginkgo al Parco Europa in una splendida giornata di Settembre
Dietro l’abside della Cappella degli Scrovegni dimora un gruppo di notevoli biloba
Portamento 6
Qui osservati dal Viale Perlasca, Giardini dell’Arena
Portamento 8
Un giardino privato in Via Morgagni, sulla destra le colonne del pronao dell’edificio jappelliano di Largo Meneghetti, insomma il Selvatico.

Fiori maschili e fiori femminili sono portati da piante diverse.

Fiore 4
I fiori maschili sono riuniti in amenti
Fiore 5
Quelli femminili hanno forma curiosa, un lungo peduncolo che alla sommità porta una protuberanza gialla, a volte due, che all’interno custodiscono un ‘uovo nudo’ cioè privo di ovario.
Fiore 1
La mancanza dell’ovario accomuna il ginkgo alle conifere e altre piante originatesi in ere geologiche lontane. Per il ginkgo i fossili indicano il Triassico. Qualcuno parla di “fossile vivente”, locuzione, dovuta a Darwin, e carica di risvolti epistemologici. Preparando questo post mi sono imbattuto in due luoghi ai quali rimando i più curiosi: il primo a carattere generale, il secondo si concentra su aspetti critici.

I frutti, che in realtà sono soltanto dei semi, sono simili a prugne, e a maturazione hanno un odore nauseabondo.

Frutto 1
Frutti 2.jpg

La corteccia è grigia e con fessure alquanto distanziate fra loro.

Corteccia 1
Corteccia 2

Osservando l’albero da lontano si resta colpiti dai lunghi e possenti rami che si protraggono un po’ in tutte le direzioni. Ciò è dovuto alla scarsità di rami e rametti secondari, in luogo dei quali la pianta presenta numerose strutture tozze e robuste (brachiblasti), alle cime delle quali sono attaccati ciuffi di foglie.

Brachiblasti 2
Brachiblasti 13
Filari 1
Spesso sono presenti a Padova filari che contribuiscono alla scenografia dei luoghi; qui ai Giardini alla Rotonda.
Filare2
La vicina Via Fra Paolo Sarpi ospita un lungo filare di giovani ginkgo
Filari 3
qui in Autunno
Riviera Mussato in prossimità del Ponte dei Tadi
Filari 6
Via Annibale da Bassano, all’Arcella.

Ancora qualche esemplare isolato.

Bastione Alicorno
Portamento 11
Giardini Treves
Il vecchio e splendido esemplare dell’Orto Botanico di Padova, messo a dimora nel 1750.