
Abbiamo concluso l’articolo sulla tavola di Georg Ehret dicendo che avremmo parlato del significato moderno del termine Cryptogamia (o meglio Crittogame) in un luogo apposito. È giunto il momento di farlo. L’argomento è particolarmente caro al Blog perché ottimo esempio di come i termini scientifici cambino il loro significato col susseguirsi delle teorie e il progredire della conoscenza. Ciò ha conseguenze epistemologiche importanti poiché prova che i concetti scientifici non sono scoperti come avviene per un fossile o una pianta, ma sono inventati dall’ingegno e l’immaginazione umana.
Linneo conia il termine ‘crittogame’ e poi gli cambia significato
Nella prima edizione di Systema Naturae, Leida, 1735 Linneo annuncia al mondo il suo sistema.

Pagina III, le ventiquattro classi sufficienti a catalogare tutte le piante conosciute

Primo passo: due grandi gruppi: piante a fiori chiaramente visibili (nozze pubbliche) e piante a fiori appena visibili (nozze clandestine).

Parafrasi della foto precedente – Linneo costruisce il termine a partire da criptos che sta per occulto più gamia che vale nozze, dunque: piante a nozze nascoste; e gli dà il significato di specie del regno vegetale con ‘fiori che sbocciano dentro il frutto, o che sfuggono alla nostra vista per la loro piccolezza’.

Alla pagina V declina le famiglie e i generi coinvolti nelle crittogame. Compaiono: un solo genere per gli alberi (i fichi), le felci con otto generi, muschi con dieci, alghe con sei, e, infine, funghi e litofite.
Linneo si muove all’interno di una ben determinata teoria (la Teoria sessuale) il cui assioma principale è: Tutti gli esseri viventi si riproducono tramite rapporti sessuali tra individui di generi maschile e femminile. Dunque egli, nel costruire il suo sistema tassonomico (il Sistema sessuale), sta semplicemente applicando i principi della teoria. Naturalmente, come succede spesso nella storia della scienza, le cose funzionano bene in zone della realtà ben conosciute e sperimentate (nell’ambito di un relativo periodo storico), un po’ meglio in quelle zone ai confini della teoria.
Una dozzina d’anni dopo toglie il fico dalle crittogame per metterlo fra le poligame. Non ho trovato né il momento esatto della migrazione, né i motivi che convinsero il Nostro a fargliela fare. Peccato!


Ma così facendo deve cambiare la definizione di Cryptogamia.

Jussieu identifica le crittogame colle acotiledoni

Nel sistema di de Jussieu (1789) il termine scompare: egli cambia nome all’intera classe linneana chiamandola Acotiledoni. Queste piante, ritenute la più semplice manifestazione del regno vegetale, sono ora collocate in modo organico nel sistema. E non più semplicemente giustapposte a gruppi molto meglio caratterizzati, come aveva fatto Linneo. (Nella foto la pagina LXXI di Genera Plantarum, 1789)

‘La parte interna principale ed essenziale del seme, la vera e propria piantina, detta embrione (corculum), è sempre provvista di un’unica radichetta e di un’unica gemmula (plumula), ma è dotata di un lobo o cotiledone, spesso duplice e opposto, talvolta unico e laterale, più raramente nessuno evidente: da qui deriva la distinzione dei semi in acotiledoni, monocotiledoni, dicotiledoni.’ (nella foto la pagina XVII di Genera Plantarum)
Credo che per Jussieu rifarsi alla presenza o meno dei cotiledoni sia un modo per dare a quelle piante uno stato tassonomico ancora più fondamentale, necessario, rispetto alla circostanza contingente che i loro fiori si possano o meno vedere.

A pagina 1 introducendo la prima classe si produce in una osservazione interessante: ‘A questa divisione giova meno la rispettiva posizione dei sessi, non ancora sufficientemente definita in questa classe poiché, o i sessi si nascondono sconosciuti, oppure sono più spesso separati in perianzi distinti’. Il riferimento al Sistema sessuale è esplicito: se non posso osservare il sesso, questi non può essere l’elemento fondante di una classificazione. Con buona pace del Professore di Uppsala.
Brongniart, ovvero fanerogame e crittogame
Un altro protagonista è Adolphe Brongniart (già incontrato a proposito della scoperta della gimnospermia) il quale era tra quei botanici convinti che queste piante non producessero fiori. Nel suo sistema, esposto in Enumeration des genres de plantes cultivés au Museum d’histoire naturelle de Paris, Parigi, 1843, accorpa monocotiledoni e dicotiledoni in un nuovo grande raggruppamento cui dà nome Fanerogame, dal greco phaneros che vale visibile, manifesto e gamos che, come ormai noto al blog, vale nozze, dunque piante a nozze manifeste. Insomma, le nostre piante a fiore.

Alla base del suo sistema ci sono due divisioni:
Crittogame: ‘piante prive di stami, pistilli e persino ovuli, ma ancora con embrione semplice e omogeneo, solitamente vescicolare’
Fanerogame: presenza di ‘stami e pistilli (o ovuli) – Embrione composto, [tessuto] parenchimatico, eterogeneo, racchiuso in un seme’
Dunque un nuovo cambio di significato del termine crittogame.
Ma la vicenda produce un risultato ancora più importante: la presa di coscienza che in certi gruppi i fiori non compaiano proprio. Circostanza che mina alla base la Teoria sessuale di Linneo (con effetti catastrofici sul Sistema sessuale), il cui assioma centrale era: tutte le piante hanno fiori. In vero il botanico svedese aveva, già un secolo prima, cercato di salvaguardare il ‘nucleo’ della sua costruzione circondandolo con una ‘cintura protettiva’ alla Lakatos (se i fiori mancano, è solo perché non li vediamo). Ma ora l’argine a una possibile falsificazione si fa sempre più fragile. Tuttavia un conto è avere la convinzione che certe piante non abbiano fiori, altro è dimostrarlo. Sarà Wilhelm Hofmeister a farlo come raccontato nel post Wilhelm Hofmeister e la scoperta del ciclo vitale delle crittogame.

Come ricordato in quel post il termine crittogame risultò ancora utile e appropriato per almeno un altro secolo, dopotutto anche se in assenza di fiori i matrimoni si consumavano ugualmente. Dagli anni novanta del Novecento con la rivoluzione cladistica corroborata da dati sui genomi il termine è caduto irrimediabilmente in disuso poiché ha finito per indicare un gruppo di piante non interessante per il nuovo paradigma (perché privo di un antenato comune esclusivo). Nella foto fronda di capelvenere.