Viburnum davidii – Viburno di David

portamento; foglia; fiore; frutto; corteccia; rametto; fenologia; areale di origine; sistematica e etimologia; dove trovarli


Viburnum davidii Franch.
Nome attribuito da Adrien René Franchet (Pezou 1834 – Parigi 1900). Di umili origini divenne uno dei più importanti sistematici del Museo di Storia Naturale di Parigi, dove classificò migliaia di piante provenienti dall’estremo oriente. Insomma, un botanico di città che catalogò piante scovate da altri sul campo; ognuno contribuisce come può alla conoscenza.

Descritto per la prima volta in Nouvelles archives du Muséum d’histoire naturelle, 1885, Parigi, Serie 2., Tomo 8., p. 251. La descrizione si concentra sulle foglie persistenti, coriacee, con tre nervature principali. Poi parla delle infiorescenze a ombrella. Lo dice alto 10 metri, ma è un errore.

Etimo
La specie è dedicata a Armand David (Esplette 1826 – Parigi 1900), missionario in estremo oriente e grande procacciatore di campioni. I due, morti lo stesso anno, si conoscevano e collaborarono a lungo strettamente. Francet pubblicò (1884-1888) Plantae Davidianae ex Sinarum Imperio (Piante davidiane dall’Impero Cinese).


Fenologia minima
Areale di origine (native range) ristretto al solo Tibet orientale.

Arbusto di modeste dimensioni, sempreverde, dal portamento allargato ma compatto.

Giovane davidii in Via Dell’Orto Botanico
L’esemplare dell’Orto, nell’arbusteto vecchio
Un bell’esemplare cresce alto e robusto in Via Lepanto, facendo capolino oltre la recinzione di un giardino privato. Nella foto marzolina si distinguono numerose nuove foglie leggermente bronzee.
Foglia a tre venature principali: carattere dirimente. Si originano presso il picciolo, seguono per quanto possono il bordo e terminano prossime all’apice. Venature secondarie a pettine. Picciolo lungo, robusto, rosso violaceo.
Dello stesso colore i giovani rametti, dalle numerose lenticelle persistenti. Fillotassi opposta, come tutti i viburni.
Pagina superiore verde lucente, molto più chiara l’inferiore. Da questo lato le venature appaiono più chiare e a sbalzo. Base acuta, vertice prominente.
Lamina coriacea. Bordo leggermente ripiegato verso il basso, punteggiato di piccoli denti radi alla base e più densi verso il vertice.
La foglia da giovane è (come già detto) bronzea. Venature e denti sono, in questa fase, molto più marcati.
I fiori spuntano fra marzo e aprile…
in infiorescenze allargate di piccoli fioretti bianchi
Ombrelle composte; peduncoli verdi e robusti protetti ciascuno da una brattea rossastra
Corolla a cinque lobi con petali saldati alla base
Antere, inizialmente rosse ma presto nerastre, emergono dalla corolla; al centro si intravvede un pistillo giallastro.
Calice a sepali saldati alla base (gamosepalo) di colore verde
La corolla cade presto lasciando libero il pistillo dal corto stilo chiaro; stigma piatto, violaceo, tripartito
Nella foto ho allargato i lobi di un bocciolo per meglio osservare le antere, rossissime, come già detto, e a teche ben distinte. Si sono aperte lungo fenditure longitudinali al calore della lampade del microscopio.
La specie ha strane abitudini sessuali. Ci sono piante che si comportano da femmine, nel senso che l’ovario (infero) contiene tutti i suoi bravi ovuli e si trasforma in frutto;…
…mentre altre si comportano da maschi: hanno stami più lunghi, gli ovari presentano strutture indifferenziate e non producono frutti.
I quali frutti sono drupe d’un bellissimo blu elettrico – ricordano quelle del tino.
Corteccia grigio marrone, fondamentalmente liscia e lenticelle munita.

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