Diospyros lotus – Albero di Sant’Andrea

Albero affine al cachi (Diospyros kaki), ma molto più grande per dimensioni e dai frutti minuscoli al confronto con quello. Di origine cinese è naturalizzato nei paesi del Mediterraneo, con buona pace della diatriba tra piante autoctone e alloctone. Il nome risale ad una leggenda che vuole la croce del Santo fatta col legno del Nostro, la cui introduzione, tuttavia, non è anteriore al Cinquecento (sic!)...

Tilia tomentosa – Tiglio argentato

Dove dopo aver festeggiato la centesima specie, si parla di un altro tiglio staminodio munito e di provenienza balcanica. Il cui carattere sicuramente più attraente è il colore argentino della chioma con foglie verde intenso sulla pagina superiore e bianco vellutate sotto. Un albero che pur essendo molto ornamentale è raro in città, un peccato poiché ha il pregio di sopportare bene l'inquinamento; anzi, col suo tomento, è adatto a fissare sulle foglie i particolati.

Cotinus coggygria – Albero della nebbia

Dove si parla di un alberello poco frequentato dai manuali di divulgazione, e poco comune in città. Circostanza quest'ultima che è un vero peccato, poiché Cotinus coggygria è un piccolo albero molto decorativo coi suoi vaporosi pennacchi, che gli han fatto guadagnare il curioso nome volgare di Albero della nebbia. Si cita inoltre una delle sue tante cultivar dalle foglie violacee, Cotinus coggygria Purpurea.