Diospyros lotus – Albero di Sant’Andrea

Albero affine al cachi (Diospyros kaki), ma molto più grande per dimensioni e dai frutti minuscoli al confronto con quello. Di origine cinese è naturalizzato nei paesi del Mediterraneo, con buona pace della diatriba tra piante autoctone e alloctone. Il nome risale ad una leggenda che vuole la croce del Santo fatta col legno del Nostro, la cui introduzione, tuttavia, non è anteriore al Cinquecento (sic!)...

Pinus wallichiana – Pino dell’Himalaya, primatista per lunghezza di aghi e pigne

Albero dal profilo elegante anche per i lunghi aghi pendenti, raccolti a fascetti di cinque, e le pigne grandi e sottili. Arrivato dall'Himalaya nei giardini di tutta Europa a metà dell'Ottocento. In città è piuttosto comune nei giardini privati, molto meno in quelli pubblici dove i giardinieri del Comune, pare, gli preferiscano il cugino americano, dai tanti caratteri simili, Pinus Strobus.

Tilia tomentosa – Tiglio argentato

Dove dopo aver festeggiato la centesima specie, si parla di un altro tiglio staminodio munito e di provenienza balcanica. Il cui carattere sicuramente più attraente è il colore argentino della chioma con foglie verde intenso sulla pagina superiore e bianco vellutate sotto. Un albero che pur essendo molto ornamentale è raro in città, un peccato poiché ha il pregio di sopportare bene l'inquinamento; anzi, col suo tomento, è adatto a fissare sulle foglie i particolati.