Nome imposto da Friedrich Miquel (1811–1871) botanico olandese in Annales Musei Botanici Lugduno-Batavi (Annali del Museo Botanico di Leida), Volume 3, Fascicolo 5 (e non 7), pagina 140 (e non 203)
La pagina in questione. Un po’ deludente in vero, ma ci rifacciamo con Genera Plantarum di Jussieu.
La pagina 61. ‘Calice profondamente diviso in 2 parti, con il lobo superiore a 5 denti, e quello inferiore concavo. Ovario oblungo; stilo cilindrico; stimma capitato a 6 raggi. Bacca simile a un cetriolo, con le logge e i semi che scompaiono a causa della polpa. Fiori protetti da brattea, 5 stami, con il sesto filamento sterile e l’ovario abortivo [sta parlando del fiore maschile]; tutti gli altri sono fruttiferi con stami sterili. Fusto erbaceo eretto, coperto dalle guaine lunghissime delle foglie; spadice solitario e reclinato. I semi furono visti da Rumphius nella pianta selvatica’. Insomma, che dire? il post potrebbe fermarsi qui.
Fenologia minima. Pianta erbacea perenne in inverno la parte aerea secca. Ma negli ultimi anni le cose stanno cambiando e sempre più fusti permangono intatti.Areale di origine (native range), a dispetto del nome volgare proviene dalla Cina sudorientale.
Portamento
Banano ornamentale presente in molti giardini in città. Pianta erbacea perenne, sale alta e svettante con steli cilindrici che portano in cima ciuffi di poche foglie grandi e slanciate; la presenza di fusti affiancati ne aumenta il volume. Ai molti pregi va aggiunto il fascino dell’esotico.
Via Trieste, due esemplari molto scenografici ornano la facciata di una villettaGiovane basjoo in un giardino ricavato sull’argine presso il Ponte dei Tadi. La foto è di sette anni fa, oggi è alquanto cresciuto.Un florido gruppo presso la vecchia entrata dell’Orto – lì da sempre a mio ricordo. Dicembre, tra breve si prepara a rinascere. Orto quarto della Tamerice, ovvero delle monocotiledoni.
Foglia
Foglie molto lunghe (un paio di metri) e ampie, colore verde intenso su entrambe le facceDa un rachide centrale chiaro si dipartono ortogonalmente venature secondarie dritte e pralleleLei è una monocotiledone, ma le venature non seguono l’andamento canonico. Spesso il vento ‘taglia’ le foglie lungo le venature secondarie.Le giovani foglie spuntano arrotolate dal centro del ciuffo. Picciolo robustissimo. Nella parte finale una guaina avvolge il fusto.
Corteccia
Il quale fusto o stelo è erbaceo ma forzuto; sale dritto e cilindrico (meglio sarebbe dire conico); la pelle è liscia verdolina e brillante.
Lo strano caso dell’infiorescenza di Musa basjoo
Infiorescenza mista, su un rachide centrale si sviluppano inizialmente fiori femminili, poi mano a mano che l’asse si allunga spuntano i fiori maschili (può succedere che fiori bisessuali, ma infecondi, si interpongano fra le due fasi). Nella foto frutti formati alla base del rachide, segue un tratto di cicatrici e in cima il bocciolo con fiori maschili.
Non sempre i fiori femminili sono fecondati, ma dalla foto si comprende bene la dinamica del processo. La cosa notevole è che il tutto dura lo spazio di una stagione, ciò significa che le ondate di fiori hanno periodi di pochi giorni.Si capisce che in terra ci sarà un accumulo di fiori di notevole entità. Nella foto, a sinistra, si distingue una brattea del bocciolo; anche loro cadono sistematicamente.
Il fiore maschile
Bocciolo di fiori maschili, una falda di fioretti, in doppia fila, protetti da ampia brattea giallo arancioVale la pena soffermarsi sul modo di aprirsi delle brattee, i loro bordi disegnano triangoli su una superficie curva. La somma degli angoli interni è maggiore di 180 gradi, dunque un bell’esempio di modello di geometria non euclidea.Fiore maschile. Due tepali, il posteriore, in vero formato da cinque tepali fusi, è piatto e allungato, l’anteriore ha forma di coppa e protegge il nettare che sgorga dal calice. Il quale calice ha forma piramidale.Cinque stami fecondi lunghi e sottili, le antere allungate si aprono nel verso dell’asse principale. Colore biondo col calice verdolino e il polline ocra.La sezione longitudinale mostra gli stami, un pistillo privo di ovario e il modo peculiare in cui si ripiega in cima il petalo lungo.
Il fiore femminile
Infiorescenza nella fase femminile, due brattee ben aperte e le falde di fiorettiNella foto, sollevata la brattea, bene si distingue la doppia fila di fiorettiIl fiore femminile è molto simile tranne per l’ovario infero …e, naturalmente, per il vistoso stigma color crema.Particolare dell’attaccatura dei filamenti (ho tolto i tepali)Fiore privato del tepalo a coppa, si distingue lo stigma increspato e lo stilo con vistosa sutura del carpello.Sezione longitudinale di stilo e stigma. Tessuti giallastri all’interno; stigma molto articolato.Sezione longitudinale dell’ovario, numerosi ovuli allineati in più fileSezione trasversale dell’ovario: tre logge, placentazione centrale.
Diagramma fiorale di Musa basjoo
Forse è utile costruire un diagramma fiorale. Fiore bisessuale, con chiaro significato dei simboli.
Il fiore di Musa basjoo al microscopio
Stigma biancastro e increspato Sezione longitudinaleStilo, sezione longitudinale. Si è rivelato duro al taglio.Stame sterile, accenno di anteraSezione trasversale dell’ovario (particolare)Ovario, sezione longitudinaleSingolo ovulo.
Frutto
Per frutti piccole banane non commestibili. Nella foto fase iniziale della maturazione, si riconoscono tre falde di frutti in doppia fila avvolte a spirale, e il robusto asse.Col tempo diventano di un marrone scuro e intenso, non ne ho viste mai di mature. Il rachide nella foto ricorda il tubo di un sommozzatore…Le cicatrici lasciate da brattee e file di fiori si avvolgono a spirale sul rachide. Gemini giura che seguono i numeri di Fibonacci: per trovare una traccia allineata a quella di partenza bisogna aspettare 8 tracce e nel frattempo fare 3 giri. I bonaccioni si incontrano spesso in botanica.