Il Tram per Voltabarozzo – 1

Questo post è destinato a rientrare nella serie ‘Come eravamo’. Percorreremo infatti, nella sua parte centrale, il tracciato del nuovo tram per Voltabarozzo, cercando di immaginare come cambierà il paesaggio. Inevitabilmente alcuni degli alberi lungo il percorso dovranno essere abbattuti (non si sa quanti, pare che nessuno si sia preso la briga di contarli), l’augurio è che ne vengano uccisi il minor numero possibile, e solo quelli per cui sarà effettivamente necessario.

Come è abitudine di questo blog, ne approfitteremo per parlare il più possibile degli alberi della città. Il lungo tragitto ne comprende veramente tanti, saranno segnalati gli esemplari che per bellezza, dimensioni, ragioni storiche non potremo trascurare.

Il percorso del tram per Voltabarozzo si diparte dalla linea 1 (Guizza-Pontevigodarzere) all’altezza di Piazzale Stazione. Robinie fiorite in maggio.
Ponte Omizzolo, da qui passerà il tram venendo da Via Gozzi. Il Ponte è presidiato da due pioppi cipressini, uno per lato.
Via Morgagni all’altezza di Largo Meneghetti. La grande aiuola all’imbocco della Via ospita un notevole Pino domestico e un Cedro dell’Himalaya.
Via Morgagni è a due corsie separate da una stretta aiuola abitata da un filare di splendidi tigli americani; altri due filari di tigli della stessa specie corrono ai bordi della strada. Il tram insisterà su entrambe le sedi stradali. (Fonte: APS, Presentazione Progetto definitivo)
I tre ordini di filari in Via Morgagni. L’asfalto sulla destra è il ‘sentiero’ del giardino dedicato a Boris Giuliano, il commissario siciliano assassinato dalla Mafia nel 1979.

Sarebbe stato bello se avessero immaginato una Tramvia Verde (numerosi esempi a questo link, pag. 45), ma non ho trovato documenti che facciano pensare ad uno studio in questa direzione. Certo non è facile, poiché ci sono sempre faccende più urgenti da affrontare, ma se non si comincia mai… Non può bastare il contenimento dell’inquinamento che segue dalla riduzione del traffico e dal tipo di energia utilizzata dal tram; bisognerebbe anche curare l’aspetto estetico, vorremmo che ci fossero tanti alberi ad allietare il percorso, e a portare i loro benefici in termini di riduzione di temperatura, produzione di ossigeno, assorbimento di polveri sottili. Insomma, la costruzione della linea avrebbe potuto essere un’occasione per ingentilire questa parte della città e aiutarla ulteriormente a proteggersi dagli agenti inquinanti.

La corsia verso la Stazione. A destra si intravede una Magnolia del Giardino Boris Giuliano, non è possibile parlare qui delle piante che vi abitano.
La gloriosa Casa editrice Cedam, punto di riferimento di tutti gli studenti universitari patavini. A destra un Pioppo cipressino.
L’incrocio con Via Altinate, la suggestiva abside di Santa Sofia e il magnifico Cipresso che vive in una piccola aiuola adiacente alla Chiesa.
Le folte chiome dei tigli in aprile. Gli alberi formano due tunnel, pericolosissimi per la sopravvivenza delle piante stesse: il rischio è che li abbattano per posare il filo aereo del tram. L’operazione non sarebbe però giustificata, infatti in circostanze simili è possibile sfruttare la capacità del veicolo di viaggiare per brevi tratti alimentandosi autonomamente; come avviene in Prato della Valle.
Il gigantesco Platano di Piazzetta Nievo, che meriterebbe il rango di Albero monumentale.
Dopo essere passato per Via Falloppio e Via Giustiniani il percorso tocca Via Sografi, con una fermata in corrispondenza del Giardino delle Tamerici.
Il Giardino prende il nome dalle piante di Tamarix gallica che vi abitano. Due esemplari dal portamento prostrato e dalla splendida fioritura.
Il percorso attraversa quindi Via Forcellini e si immette in Passeggiata Bianchini d’Alberigo, il sentiero che conduce in Via Canestrini passando dietro l’Ospedale Sant’Antonio. (Fonte: APS, Presentazione Progetto definitivo)
Via Sografi da Via Forcellini. Antonio Simone Sografi fu librettista e commediografo padovano, due suoi libretti d’opera furono musicati dai compositori Cimarosa e Salieri rispettivamente.
In fondo si intravede il semaforo dell’incrocio fra Via Sografi e Vai Forcellini. In questo tratto c’è sufficiente spazio per ospitare le due corsie. Sulla destra Pinus pinea in un giardino privato, e più in là l’inconfondibile sagoma di un Peccio.
Il sentiero prosegue verso Via Canestrini e attraversa una specie di strettoia dove incombono delle alte maclure (Maclura pomifera). In basso a destra si intravede la vasca delle acque di scolo del vicino parcheggio che serve l’Ospedale.
Quando il terreno era ancora incolto questo era uno dei pochi luoghi di Padova dove crescevano i Topinambur (Helianthus tuberosus).
In questo punto sorgerà la Fermata ‘S. Antonio’. Le maclure spoglie sulla sinistra. Il fosso sulla destra verrà spostato e le piante che fronteggiano le maclure quasi certamente abbattute.
A giudicare da questo disegno le maclure si salveranno, e verranno piantati sia a destra che a sinistra un mucchio di alberi… (Fonte: APS, Presentazione Progetto definitivo)
Maclura pomifera è un albero nordamericano che per un certo periodo ha sostituito il Gelso del baco da seta vittima di un parassita. Le foglie dall’apice lungo e acuminato sono più piccole di quelle del Gelso.
Il frutto è decisamente sorprendente: una grossa palla con strane increspature levigate. Questo tratto di sentiero ne è inondato in settembre-ottobre, per la delizia dei cani assidui frequentatori della Passeggiata.
Il percorso prosegue, allietato da tre splendidi platani, verso il Parco Iris, dove c’è la prossima fermata.
L’area del Parco Iris e Via Canestrini. Fonte: APS, Presentazione Progetto definitivo
La fermata insiste sul Parco Iris, quasi certamente verranno sacrificati un certo numero di alberi che abitano l’area cani (la parte più scura in figura). (Fonte: Mappa del Comune di Padova)
Tre floridi platani pericolosamente troppo vicini al tracciato. Le piante non sono censite nella Mappa del Comune mostrata nella foto precedente; ne ho evidenziato la posizione in rosso.
A sinistra il confine col Parco Iris. Gli alberi in controluce sulla sinistra sono querce. In fondo il passaggio pedonale su Via Canestrini.
In questa foto il Parco è sulla destra. In fondo le sagome dei tre platani. Anche il Pioppo qui a destra non è censito nella Mappa.

Il post è diventato veramente troppo lungo e dobbiamo fermarci per il momento. Completeremo il percorso in un prossimo articolo.

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