Melograno: spigolature

Il post è dedicato al Melograno nelle arti e nelle lettere oltre che nelle diverse attività umane. Molti i riferimenti di certo dovuti al frutto intensamente colorato e dalla struttura singolarmente composita che si presta a simbolismi di ogni genere.


Forse un po’ scontato ma doveroso il richiamo alla poesia universalmente nota del Carducci, Pianto antico. Rappresentazione breve, quasi fulminea, ma intensissima di un dolore straziante.

L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli fior,

nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor
.

Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,

sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.

Targa commemorativa del centenario della nascita del poeta posta sulla casa dove abitò dal 1861 al ’76 in Via Broccaindosso a Bologna. Nel giardino dell’edificio pare viva ancora il melograno. (Google Maps)

Un haiku di O. Hosai (1885-1926), altrettanto fulmineo, ma dal tenore fortemente ironico.

Un frutto di melograno,
bocca aperta che irride
quel mio insulso amore.

I. Iarocci a cura di, Cento haiku, Guanda, 2021, pag. 131

Van der Hamen y Leon, Natura morta con frutta e ortaggi (Particolare), 1625, Prado.
Una coincidenza? o forse una concordanza percettiva a distanza di secoli.

Piene sono le pinacoteche di opere dove compare la pianta, legata com’è a numerosi miti pagani e di altre religioni.

Botticelli, Madonna della Melagrana, 1490, Uffizi.
L’abbondanza di semi racchiusi in uno scrigno dalla struttura complessa e misteriosa indica fecondità. Mentre il colore allude al martirio di Cristo, e proprio a quell’orizzonte per ora lontano sembrano rivolti gli sguardi dei due protagonisti. Alcuni angeli sono invece un po’ distratti.
Filippo Lippi, Madonna col Bambino e storie della vita di Sant’Anna, 1452-53, Uffizi.
Gentile da Fabriano, Fuga in Egitto (particolare), nella predella della grande pala Adorazione dei Magi, 1423, Uffizi.
Domenico Ghirlandaio, Sacra conversazione degli Ingesuati (particolare), 1480-85, Uffizi.
Oltre la balaustra rappresentazione accuratissima di melograno, colpisce la precisione delle foglie oblunghe e a margine intero.
Domenico Ghirlandaio, Madonna in trono con santi e due angeli (particolare), 1480-83, Uffizi. Dietro San Tommaso d’Aquino un melograno in fiore.

In una rassegna, anche se necessariamente limitata, sul melograno non può mancare un richiamo alla città di Granada in Andalusia che ha fatto del granato il suo simbolo.

Lo stemma della città
Paracarro nel centro storico di Granada.
Pedro Bocanerga, Allegoria del fiume Darro (Particolare), 1676-80, Palazzo di Carlo V, Granada. Il fiume, oggi in gran parte tombinato [sic!], ha in mano la città.

A rischio di sembrare un po’ provinciali torniamo a Padova.

Bar in Via Belludi
Via Facciolati

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