Pini: una questione di silhouette

Distinguere i pini fra loro può essere a volte molto difficile, perciò è necessario cercare di utilizzare più caratteri possibile. In questo post, tuttavia, ci soffermeremo su un solo carattere, in un certo senso molto particolare; consideratelo una specie di gioco, un lusso che ci concediamo tra un post e l’altro.

Si tratta di esercitare l’occhio all’osservazione del contorno delle chiome, non sto parlando del portamento, ma della linea di separazione fra albero e sfondo.

Pinus pinea

Gli aghi lunghi e sottili del Pino domestico seguono l’andamento dei rami, e quelli in cima si fermano alla stessa altezza, dando al rametto terminale l’aspetto di certi piumini per la polvere.
Un filare di giovani pinea al Lido di Venezia, la strada fra Malamocco e gli Alberoni
Giardino delle Tamerici

Pinus nigra

Diversa è la disposizione degli aghi nel Pino nero. In punta seguono ancora la direzione del ramo, ma danno a quest’ultimo una forma arrotondata, inoltre quelli più bassi si dipartono perpendicolarmente al rametto.
Così i rami terminali sembrano nel complesso più ‘gonfi’ (un tipo diverso di spolverino), ed essendo anche più radi, il profilo cambia di molto.
Riva Giovanni e Vindelino da Spira al Lido di Venezia, sullo sfondo si intravedono, da sinistra, i campanili di San Marco e San Giorgio rispettivamente.
Parco Milcovich.

Pinus pinaster

I lunghi aghi di Pinus pinaster (Pino marittimo) che si espandono in tutte le direzioni danno ai rametti, e dunque al contorno, una forma ancora diversa, come di tante stelle filanti accese contemporaneamente.
Anche il colore quasi glauco degli aghi contribuisce al fascino che questo albero esercita su chi lo osserva.
Murazzi, Lido di Venezia.
Ospedale Giustinianeo, dalla rampa sopra il Pronto Soccorso.
E dalla stessa rampa si vede anche questo murales.

Pinus halepensis

Diversa ancora è la forma dei rametti terminali nel Pino d’Aleppo: gli aghi sottili si discostano lievemente dalla punta del rametto, e ancora una volta torna l’immagine del piumino da polvere, ma di quelli fatti con le piume; ne vendono ancora?
Sullo sfondo la Laguna con l’Isola di Poveglia, vista dal borgo di Malamocco.
Ancora Poveglia ma la foto è presa dal Lido .
L’unico halepensis di Padova, che io sappia. Si trova in un giardino privato, riparato da un alto muro, in Via Briosco.

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