Olea europaea – Ulivo

Albero legato profondamente alla cultura mediterranea e europea in generale. Un rametto di ulivo portava la colomba a Noè dopo una ricognizione sulle macerie della Terra colpita dal Diluvio.

Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell’arca, perché c’era ancora l’acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell’arca. Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. (Bibbia, Genesi, 8, 8-11, PIEMME, 1988)
Particolare dai mosaici del Duomo di Monreale. La foto è presa da questo articolo, dove troverete anche una interessante rassegna dei luoghi biblici in cui è citato l’ulivo.

E da un ulivo è ricavato il talamo di Ulisse in Itaca. Circostanza sfruttata dalla diffidente Penelope per accertarsi dell’identità dell’uomo che l’ha liberata dai petulanti Proci.
‘Bella d’olivo rigogliosa pianta
sorgea nel mio cortile i rami larga,
e grossa molto, di colonna in guisa.
Io di commesse pietre ad essa intorno
mi architettai la maritale stanza,
e d’un bel tetto la coversi’ […]  
Questo fu il colpo, che i suoi dubbj tutti
vincitore abbattè. (Odissea, Libro XXIII, v. 233)

Ulivo secolare ai Giardini del Castello di Trauttmansdorff.
Simone Marini, Annunciazione, 1333, Uffizi. L’angelo ha in mano un rametto di ulivo, Maria, turbata, si ritrae in una linea sinuosa che sembra copiare quella del ramoscello.
Particolare. Anche la corona dell’Angelo è di ulivo. All’artista non sfugge la disposizione opposta delle foglie.
In città è degnamente rappresentato in luoghi pubblici e privati. Nella foto un esemplare dal portamento insolitamente slanciato in Via Donatello.
Via Bligny. Si intravedono i rami protesi verso l’alto, tipico della specie.
Un parcheggio privato affacciato su Riviera Tito Livio. In secondo piano scampoli di Mura medievali. Anche questo ulivo è di dimensioni non trascurabili; e fruttifica abbondantemente.
Foglia coriacea, verde bluastra sopra e quasi bianca sotto. La fillotassi è opposta e le coppie di foglie, come spesso succede in questa disposizione, sono sfasate di 90 gradi.
Quasi invisibili le nervature secondarie. La pagina superiore è liscia nelle foglie mature, leggermente pruinosa (coperte da leggera polverina cerosa) in quelle giovani. Picciolo corto e tozzo.
Anche la pagina inferiore è liscia al tatto. Il bordo è intero e leggermente ripiegato verso il basso (revoluto).
Fiori piccoli e variamente colorati: candida la corolla, verde l’ovario e giallo lo stigma, antere dapprima giallo oro poi mattone.
Simmetria quaternaria, che si ripete nei quattro sepali del calice, ma non nell’organo maschile che ha solo due stami.
I petali sono saldati fra loro nella parte inferiore della corolla.
L’infiorescenza è una pannocchia (grappolo di grappoli), anche se non molto articolata. Inizia a formarsi in aprile, e i fiori sbocciano fra maggio e giugno.
Il frutto, l’oliva buona da mangiare e per farne olio, matura in autunno o inizio inverno. Le olive in salamoia, o variamente conservate, assieme al pane, sono state per secoli alla base dell’alimentazione contadina. Foto ottobre.

Uno stacco musicale con la canzone simbolo di questo frutto donato agli uomini direttamente dagli Dei. Potete tenerlo come sottofondo alla lettura.

In città nessuno le raccoglie. Così si presentano in febbraio.
La corteccia grigio marrone si fessura in piccole placche quadrangolari...
…nelle piante più vecchie ha andamento contorto e tormentato. (Via Tirana).
Anzi, se il tronco non è sufficientemente travagliato, nessuno compra gli alberi. Un vivaio lungo l’argine sinistro del Brenta presso Vigodarzere.
L’albero ha dimensioni medie e portamento espanso ma contenuto. Il colore rispecchia quello delle foglie, ed è un carattere riconoscibile, simile in tutto a quello del salice. Nella foto, un rigoglioso esemplare in Piazza del Santo.
Via Vescovado. Un ulivo malamente potato.
Il poveretto è in crisi energetica e si affretta ad emanare ricacci.
L’albero è altamente simbolico e spesso è posto a suggello di nobili propositi. Qui al Giardino Cavalleggeri, alla base dell’Ulivo una scultura alla pace universale.
Giardino degli Ulivi di Gerusalemme. Una targa recita: ‘Ulivi delle colline di Gerusalemme dono del Fondo Nazionale Ebraico ai cittadini di Padova in occasione della creazione del Giardino degli Ulivi di Gerusalemme.’
Un gruppo di giovani ulivi piantati in occasione di una Festa dell’Albero al Giardino Modì di Albignasego.
Sentiero del Rifugio Appiolo, il cui primo tratto si snoda fra ampie coltivazioni di ulivi. Parco dei Monti Ausoni, presso Lenola (Latina).

In Orto vive l’unico Olea europaea var. sylvestris della città. Una varietà (cioè una mutazione naturale) dal portamento arbustivo e dalle foglie più piccole e rotondette.

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