25 Aprile – Il martirio di un uomo giusto

Alcuni post risultano molto più faticosi di altri e questo, in onore della Festa della Liberazione dall’occupazione nazifascista, lo è stato particolarmente: forse per le troppe informazioni da veicolare, forse per i forti sentimenti di diversa natura coinvolti o forse perché distratti dalle continue notizie dall’assurda guerra portata nel cuore dell’Europa.
Buona lettura e buon 25 Aprile.

In questo 25 Aprile di guerra in Europa Unalberoalgiorno ricorda la figura di uno dei tanti martiri della città, il medico patriota Flavio Busonera giustiziato il 17 Agosto 1944 assieme ad altri nove uomini. Le dieci vite furono stroncate in cambio di quella persa da un colonnello fascista, Bartolomeo Fronteddu, ucciso in Via Santa Lucia. Il racconto dell’episodio lo potete trovare nell’Atlante delle Stragi Nazifasciste in Italia; troppo lungo per questo misero post. Ci dedicheremo invece, come di consueto, a caratterizzare i luoghi legati ad accadimenti e personaggi con gli alberi lì presenti.

Tre esecuzioni avvennero in Via S. Lucia, le altre sette a Chiesanuova in una caserma ora intitolata ad una delle vittime, il comandante partigiano Luigi Pierobon. Nella foto la targa deposta nel quinto anniversario dell’assassinio.
Il testo, dalla penna di Egidio Meneghetti, stigmatizza le modalità barbariche dell’esecuzione: in pieno centro cittadino e per impiccagione. La targa a fianco è del 17 Agosto 1997, ogni anno le massime autorità cittadine ricordano quel giorno disgraziato.
Il crimine è documentato nel sito dell’Archivio fotografico del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Da sinistra Flavio Busonera, Ettore Calderoni, Clemente Lampioni. Le corde non si distinguono poiché gli aguzzini usarono del fildiferro (proprio così!).
Oggi l’intera facciata dell’edificio, che fece da quinta, è coperta da una splendida Parthenocissus tricuspidata, che affonda le radici in corrispondenza di una parete laterale.
La magnificenza del fogliame sembra voler mitigare l’efferatezza del delitto.

La città di Padova è prodiga di tributi col Busonera, proprio vicino al luogo del feroce assassinio una strada ricorda il suo sacrificio e persino un ospedale gli è stato dedicato. Il motivo di tanti riconoscimenti va ricercato nella sua azione in favore di ebrei, soldati sbandati italiani e alleati e ai suoi meriti politici: fu fra i fondatori del CLN padovano.

La targa in Via Sanmicheli in ricordo dell’evento. La ricopre garbatamente una splendida passiflora di cui Unalberoalgiorno possiede alcuni semi donati dall’attuale proprietario dell’abitazione.
Il conto dell’età è facile: 54 anni. Era dunque una persona ormai matura. Aveva partecipato infatti alla prima guerra mondiale e dopo si era laureato in medicina. E come medico lo ritroviamo a operare in due minuscole frazioni di Cavarzere (VE). In questa città, lui sardo, aveva trovato affetti e, solo apparentemente, tregua dall’accanimento fascista, essendo stato da subito un oppositore del regime.
La facciata dell’Ospedale Busonera su Via Gattamelata. Ex sanatorio per la tubercolosi, poi integrato nell’Ospedale Giustinianeo, oggi sede dell’Istituto Oncologico Veneto.
La destinazione iniziale della struttura calza a pennello con la vocazione di questo blog, era, infatti, dotata di un grande Giardino gremito di alberi di ogni sorta a beneficio dei degenti. Ad esso dedicheremo il resto del post.

Gli alberi del Giardino

Entrando da Via Gattamelata ci dirigiamo a destra verso il Giardino.
In due aiuole adiacenti si fronteggiano un Osmanto (a destra nella foto) e un Pitosforo (1), due vecchie conoscenze.
Proseguendo verso sud la prima grande aiuola che si incontra (2) ospita un nutrito gruppo di grandi frassini, quasi certamente del giardino originario.
Autunno, varie tonalità dal giallo al rosso.
Proseguendo si incontra un’aiuola di tigli (3). Al centro una folta vegetazione attrae l’attenzione, entriamo a curiosare e scopriamo i resti inequivocabili di un campo da bocce.
Un aiuto a sopportare le lunghe degenze. Questa scoperta ci rammenta la natura del luogo e lo sguardo si volge ancora alla grande struttura della quale possiamo osservare dal Giardino il lato meridionale.
Ampie terrazze con strane serpentine occupano quasi tutta la facciata
Guardando meglio si distinguono robuste guide per tapparelle e ampie finestre in corrispondenza di quelle che dovevano essere camere per gli ospiti. Due video dell’Istituto Luce aiutano a capire meglio manufatti e loro funzioni.

Le aree verdi sono separate da vialetti rettilinei che convergono verso l’edificio centrale con gli alberi in doppi filari.

Guadagniamo il viale che costeggia la parte meridionale del muro di cinta. Sulla sinistra ci accompagna una aiuola dominata da conifere, prevalentemente abeti (4).

Collinetta delle meraviglie

Proseguendo lungo il muro incontriamo una aiuola (5) ornata da alberi giovanissimi; le specie presenti sono così numerose e ricercate che decidiamo di battezzare il posto Collinetta delle meraviglie.

Tre giovani maggiociondoli, di recente piantati in luogo di uno che non aveva attecchito (morto nel giro di un paio d’anni).

Raro Malus floribunda Royality da foglie e fioritura purpuree. In secondo piano Pallon di Maggio
Spirea x arguta: una cascata di fioretti bianchi. Dietro sono visibili i tre maggiociondoli e un paio di giovanissimi Ginkgo biloba. Sullo sfondo un imponente deodara (8) e numerosi pecci. A sinistra, fuori dall’inquadratura, un Cipresso di Leyland (7) lasciato crescere liberamente.

Numerose altre specie occupano l’area, impossibile riportare le foto di tutte; ci accontentiamo di un elenco (forse incompleto): Acer platanoides Royal Red, un grosso Morus alba nell’angolo di nordovest, due Prunus serrulata Amanogawa dalla abbondante fioritura primaverile, Prunus serrulata Pendula, Cornus kousa che però non ho più visto, Pieris japonica

… infine una originale siepe organizzata su due livelli: in alto Cydonia oblonga e in basso Chaenomeles japonica. Le auto in sosta che si vedono nella foto sono una costante del Giardino: tutti i vialetti ne sono ingombri, e c’è un continuo via vai di ogni sorta di veicolo che rende difficoltoso persino camminare.

Proseguendo verso est incontriamo l’asse principale del Giardino: un lungo e ininterrotto doppio filare di carpini bianchi (6). Le giovani piante salgono alte e diritte e sono di grande effetto in tutte le stagioni.

Oltrepassando i due filari di carpini incontriamo il lato est del muro di recinzione. Lo seguiamo fino all’altezza della costruzione principale accompagnati sulla sinistra da due aiuole di frassini (9) e sulla destra da un parcheggio a spina di pesce, che di recente ha sostituito un filare di conifere di varia natura [sic!]
Quindi giriamo a sinistra lungo un viale parallelo al lato sud dell’edificio. Ci attendono due grandi aiuole colme di cedri (11) e, lieta sorpresa, un filare di faggi purpurei (10).

Maggio, i faggi al risveglio vegetativo con tenere foglie di rosa vestite.

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