x Cupressocyparis leylandii – Cipresso di Leyland

Non capita spesso di incontrare una specie nata dall’incrocio di alberi appartenenti a generi diversi, il leylandii è una di queste avendo come genitori Cupressus macrocarpa (Cipresso di Monterey) e Chamaecyparis nootkatensis (Cipresso di Nutka). Fu ottenuto negli anni ottanta dell’Ottocento da una ibridizzazione spontanea. I tentativi di incrociare le due piante in ambiente controllato pare siano sempre falliti, per cui gli esemplari che oggi si trovano nei vivai sono tutti cloni derivati da quel primo incrocio o da altri successivi e sempre spontanei. L’affascinante storia dell’albero la potete trovare qui.

Lui cresce alto, robusto e fitto proprietà essenziali per farne siepi. Nella foto Via Gonzati laterale di Via Canestrini.
Così le occasioni di osservarlo ‘al naturale’ sono rarissime, direi eccezionali, mentre quello che si vede di solito è una deprimente barriera folta e impenetrabile. Nella foto Parco Modì, Albignasego.
In alternativa alle siepi si possono vedere talvolta cortine in formazione, come questa in un condominio in Via Tirana. Ma lo spettacolo è destinato a durare poco: la pianta cresce molto in fretta e le potature cominciano presto. La recente raccolta differenziata ‘porta a porta’ ha accelerato spettacoli del genere.
Insomma, lo si trova dappertutto in città, ma la condizione più comune è purtroppo questa: cimato, poi appena si espande un po’, rifilato a siepe e da quel momento è impossibile osservare fiori e frutti.
Per vederlo al naturale a Padova bisogna andare nel parco dell’Ospedale Busonera, sede di molte piante belle e importanti in città.
Da angolazione diversa.
Un bell’esemplare nell’Orto Botanico di Cordoba (Andalusia)
Questo notevole tronco è invece di un individuo che vive nel Giardino all’inglese della Reggia di Caserta.
Nelle piante adulte la corteccia si sfilaccia in lunghe strisce sottili, in modo simile al Libocedro.
I rami e i giovani alberelli hanno corteccia rossastra. Nella foto un esemplare da poco piantato in un piccolo parcheggio in Via delle Melette.
Vive tutto solo in una piccola aiuola; forse si può nutrire qualche speranza che crescendo abbia modo di esibire il suo vero portamento.
Come stanno cominciando a fare questi quattro giovinetti che abitano l’argine sinistro del Brenta fra il ponte per Limena e la Certosa di Vigodarzere.
I rametti sono appiattiti: disposti su un unico piano
Foglie di circa due millimetri, ottuse, apice acuto e acuminato.
Le foglie laterali tendono a sollevare le punte dal rametto.
La fioritura è in maggio. I coni maschili compaiono in cima ai nuovi rametti
Di colore gialloverde si ricoprono di polline giallo a maturità.
I coni femminili in cima ai rametti più interni
Galbulo in aprile. Poche squame con mucrone appuntito al centro
Galbulo maturo.

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