Euonymus europaeus – Berretta da prete o Fusaggine

Fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione
Areale di origine (native range): Europa

Chi ne ha visto il frutto una volta non lo dimentica più: una capsula a simmetria quadrangolare dal colore rosa shocking, generalmente pendula, ma se la si gira, si capisce quanto il nome volgare sia azzeccato.

Quattro sacche saldate assieme e attaccate ad un peduncolo sottile
Capsula capovolta.
Un disegno a chiarimento. Cappello per preti cattolici naturalmente.
I frutti permangono a lungo e numerosi; per quanto lo permettono gli uccelli, grandi consumatori
Dicembre. Infruttescenze a mazzolini penduli.
Tecnicamente si dice infruttescenza cimosa (lo stesso vale per l’infiorescenza). Più esattamente a cima bipara.
Spesso si incontra ai margini del bosco. Qui, in settembre, lungo un tratturo dal fondo ricco di sottilissimi sedimenti argillosi (falde del Monte Cimino, VT).
A maturazione le sacche si aprono e lasciano cadere semi coperti da un arillo aranciato
In maggio, a volte anche prima, si ricopre di candidi fioretti che assecondano la chioma mollemente ondeggiante
Quattro petali sottili e ben distanziati, su infiorescenze aperte, della cui esatta struttura si è già detto.
Quattro stami svettanti alternati ai petali. Al centro, alto e sottile pistillo con base a quattro lobi appena accennati.
A guardarlo da vicino sembra fatto di cera, ma con riflessi vetrosi
Quattro sepali verdi reclinati verso il ricettacolo
Foglie verde brillante. Lamina allungata, vertice e base acuti, picciolo proporzionato.
Giovani rametti verde intenso. Fillotassi opposta, con le coppie di foglie ruotate ad angolo retto.
Nervature leggermente evidenziate, bordo fittamente seghettato ma con denti minuti
Pagina inferiore più chiara e opaca; nervature più marcate.
Al risveglio vegetativo, in marzo, spuntano i giovani boccioli: bottoncini affastellati gli uni sugli altri in cima a brevi peduncoli.
Larve di coleottero del genere Yponomeuta (sulla specie le fonti si contraddicono, forse Y. cagnagella). Quando le larve si svegliano, in marzo, divorano gemme e foglie. Poi la pianta, per fortuna, si riprende, ma immaginate a quale sforzo è costretta.
Corteccia liscia e grigio verde, poi diventa decisamente grigia
Anche i rametti, come si è detto, sono verdi. Ma d’inverno diventano grigi.
Cresce ad alberello o a piccolo arbusto. Rami sottili ad angolo acuto rispetto al fusto principale, ma presto si inarcano verso il basso. Nella foto un esemplare al bordo del Sentiero Lorenzoni (giro del Venda), località: Case Brombolina.
Maggio, Pineta di San Nicolò al Lido di Venezia. La chioma è aperta e rada. Difficilissimo fotografarlo assieme ad altre piante poiché risalta pochissimo sui fondali.
Il periodo in cui si fa notare è, come si è detto, alla fruttificazione. Allora ingiallisce o addirittura le foglie possono arrossarsi al pari dei frutti. Ancora la Pineta di San Nicolò.
Raro trovarlo isolato, più spesso è parte di siepi. Nella foto presa in novembre il colore rimasto verde scuro lo distingue dai compagni. Argine fra Pontevigodarzere e la Certosa.
Un esemplare in Orto che cresce come arbusto.

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