Glossario arboreo illustrato

Questo articolo contiene la spiegazione dei termini tecnici che compaiono nei post del blog. Non ha alcuna pretesa di esaustività, consideratelo un piccolo aiuto alla lettura. Quando la voce è trattata con qualche informazione in più in un certo post, ho messo un link.

A – BC -DF – L
alterne – vedi fillotassi
amento
antera – vedi fiore
apofisi o scudo – v. pigna
arillo
bacca
baccello o legume
bipennata
brattea
calice – vedi fiore
capolino
cono o strobilo
corimbo (composto)
corolla – vedi fiore
cultivar
dentato
distica – vedi fillotassi
dioica (di specie)
drupa
filamento – vedi fiore
fillotassi
fiore (parti del)
galbulo
grappolo
ibrido (di specie)
infero – vedi ovario
infiorescenza
M – QR – Z
monoica (di specie)
mucrone – vedi pigna
noce
opposte – vedi fillotassi
ovario (posizione dell’)
pannocchia
pappo
pigna (parti della)
pistillo o gineceo
pollone
pomo
pruina
ricettacolo – vedi fiore
samara
seghettato o serrato
semi infero – vedi ovario
sepalo – vedi fiore
sessile
spiga – vedi amento
stame o androceo
staminodio – vedi stame
stigma o stimma – v. fiore
stilo – vedi fiore
stipola
strobilo – vedi pigna
supero – vedi ovario
umbone – vedi pigna
varietà
verticilli – vedi fillotassi

A

Amento

Infiorescenza al cui asse principale sono attaccati singoli fiori privi, o quasi, di peduncolo. Se a fiori sessili, si parla, più propriamente, di spiga.

Attenzione: se i singoli fiori hanno peduncolo, si parla di grappolo.

Populus x canescens

Quercus ilex
Un caso di amento meno compatto, tipico delle querce.

Betula pendula

Arillo

Taxus baccata
Frutto simulato: una parte carnosa giustapposta al seme. Dopotutto il tasso è pur sempre una conifera…

B

Bacca

Arbutus unedo
Frutto carnoso con semi dispersi all’interno.

Non ci sono molti alberi con bacche, la maggior parte portano drupe (un sono seme in un nocciolo)

Punica granatum
Un particolare tipo di bacca

Baccello o legume

Robinia pseudoacacia

Sophora japonica
Baccelli con vistose strozzature (tecnicamente baccello a lomento).

Bipennata

Foglia pennata con foglioline a loro volta scomposte in ulteriori foglioline.
(Albizia julibrissin)

Brattea

Struttura che accompagna di solito il fiore, o l’infiorescenza, con funzione protettiva.
(Populus x canescens)

Corylus colurna
La specie ha nocciole racchiuse da brattee molto appariscenti

Tilia cordata

C

Capolino

Infiorescenza in cui i singoli fiori sono assiepati all’estremità di un rametto, che in realtà è un peduncolo.

Albizia julibrissin

Cono o strobilo

Nei diversi post ci siam presi la libertà di chiamarli fiori maschili e femminili o frutti a seconda del grado di maturazione.

Thuja (o Platycladus) orientalis
Cono femminile, pronto a ricevere il polline.

Cedrus atlantica
Cono femminile formato da brattee dispiegate a spirale. In esse alloggiano gli ovuli da fecondare.

Picea abies
Cono maschile formato da brattee disposte a spirale che proteggono le sacche polliniche. Allo stadio ripreso nella foto le sacche si sono già aperte.

Cupressus sempervirens
Cono maschile. Brattee con disposizione opposta su quattro file.

Cephalotaxus harringtonia
Coni maschili. Altra soluzione: le brattee formano palloncini che si aprono lasciando emergere strane strutture portanti le sacche polliniche.

Cedrus deodara
Pseudo frutto composto da un asse centrale con squame che custodiscono i semi.

Cryptomeria japonica
Pseudo frutto composto da celle che portano i semi.

Corimbo composto

Infiorescenza, e quindi infruttescenza, con i peduncoli attaccati in punti diversi del rametto ma di lunghezza differente in modo che i fiori si dispongano all’incirca sullo stesso piano.

Sambucus nigra
Anche se reclinato sembra uscito da un manuale.

Clerodendrum trichotomum
La pianta prende il nome specifico dal numero di diramazioni: di tre in tre.

Viburnum tinus
Spesso la differenza fra corimbo e ombrella non è così netta. In questa specie l’attacco dei peduncoli è in un unico posto come per l’ombrella ma i fiori giacciono su un unico piano come per il corimbo.

Crataegus monogyna
Fiori da poco fecondati

Cultivar

Una varietà ottenuta non in natura da giardinieri o vivaisti. Il genere è femminile e al plurale la parola resta invariata.

Quercus robur Fastigiata

Liriodendron tulipifera Aureomarginatum

D

Dentato

Bordo fogliare con sporgenze che richiamano il profilo di un dente. La forma dei singoli denti è varia: triangolare, rettangolare, più o meno smussata. Anche le dimensioni sono variabili, da piccolissime a molto grandi, ma mai quanto quelle di un lobo. Quanto all’orientazione è ortogonale al bordo: né verso al base né verso il vertice della foglia.
(Populus x canescens)

Acer campestre
Lobi muniti di grossi e radi denti.

Mahonia boalei
Denti spinosi e di varie dimensioni.

Interessante il caso di Ailantus altissima con foglioline che hanno alla base una o due coppie di denti vistosi

Betula pendula
Un caso, abbastanza comune, è la doppia dentatura: ogni dente ha margine a sua volta dentato.

Dioica (di specie)

Una specie è dioica quando porta fiori maschili e femminili su piante diverse. Sono esempi di specie dioica: Gleditsia triacanthos, Salix alba, Juniperus sabina.

Un felice esempio di pianta dioica è Acer negundo, poiché la femmina conserva a lungo le infruttescenze.

Drupa

Olea europaea
Se hai la polpa e un nocciolo con un solo seme dentro, allora sei una drupa.

L’oliva è la drupa per antonomasia, ma quasi tutti gli alberi con frutti carnosi portano drupe; più rare sono invece le bacche.

Celtis australis

F

Fillotassi

Studio della disposizione spaziale delle foglie. La geometria è affascinante ma molto complicata, ci limitiamo ai soli casi di foglie: alterne, opposte, a verticilli.

Zizifus jujuba
Fillotassi alterna: una foglia per nodo

Sequoia sempervirens
Fillotassi alterna distica: una foglia per nodo ma sullo stesso piano

Olea europaea
Fillotassi opposta. Due foglie per nodo.

Molto spesso nella configurazione per foglie opposte le coppie si dispongono sfalsate di novanta gradi. Succede così anche nell’ulivo.

E ancora meglio si vede nell’osmanto

Nerum oleander
Fillotassi a verticilli di tre

Fiore (parti del)

Pur essendoci fiori di molte fogge in tutti si possono riconoscere gli stessi elementi morfologici.
Sezione di fiore di Paulownia tomentosa

Crataegus monogyna
A sinistra i sepali verdi e ripiegati all’ingiù verso il ricettacolo. Corolla, stami, pistillo a destra.

Il fiore di Magnolia grandiflora ho struttura arcaica, è perciò molto istruttivo riconoscere le diverse parti e osservarne la disposizione.

G

Galbulo

Il frutto delle cupressacee
(Juniperus sabina)

Chamaecyparis lawsoniana

Grappolo

Infiorescenza al cui asse principale sono attaccati i peduncoli dei singoli fiori. Un grappolo di grappoli si dice pannocchia.

Attenzione: se i singoli fiori non hanno peduncolo (sono sessili), si ricade nel caso dell’amento.

Mimosa (Acacia dealbata), la più classica dell’infiorescenza a grappolo.

Non gli è da meno l’infiorescenza del Lauro del Portogallo (Prunus lusitanica)

I

Ibrido (di specie)

Incrocio fra specie diverse avvenuto in natura o con lo zampino dell’uomo. Un evento raro è l’incrocio fra specie appartenenti a generi diversi.

Platanus x acerifolia un incrocio naturale fra P. orientalis e P. occidentalis

x Cupressocyparis leylandii un ibrido, artificiale, fra le due specie Cupressus macrocarpa e Chamaecyparis nootkatensis

Infiorescenza

Non è il fiore, ma la struttura che porta un certo numero di fiori. Nei disegni a compendio dei vari tipi di infiorescenze i fiori sono schematizzati con puntini e i peduncoli con segmenti. Possiamo raggruppare le infiorescenze in semplici e composte.
Semplici (in ordine di complessità crescente): amento, capolino, grappolo, ombrella, corimbo;
Composte: pannocchia, ombrella composta, corimbo composto.

M

Monoica (di specie)

Una specie è monoica quando porta fiori ermafroditi oppure quando porte fiori maschili e femminili sulla stessa pianta. Sono esempi di specie monoica del primo tipo: Crateagus monogyna, Prunus avium; del secondo: Picea abies, Cedrus atlantica.

Corilus avellana è un esempio di pianta monoica (del secondo tipo). Esempio felice, poiché il fiore femminile è appena sopra l’infiorescenza maschile.

N

Noce

Frutto con guscio legnoso e dentro un seme.
(Corylus avellana)

La curiosa, per forma e dimensioni, noce di Zelkova carpinivolia

Le cose a volte sono complicate e curiose: il frutto del Noce non è una noce ma una drupa: ha il mallo.
(Juglans regia)

O

Ombrella

Infiorescenza, e quindi infruttescenza, con i peduncoli attaccati tutti nello stesso punto del rametto, con il fiori che disegnano un tratto più o meno ampio di circonferenza.

Ovario (posizione dell’)

A seconda del tipo di attaccatura dell’ovario al ricettacolo:
o. supero se l’o. aderisce con la sola base al ricettacolo;
o. infero se vi aderisce in tutte le sue parti;
o. semi infero se vi aderisce parzialmente.

P

Pannocchia

Infiorescenza composta da un grappolo di grappoli.

Pappo

Giro di peli a formare un piumino.
(Platanus x acerifolia)

Pigna (parti della)

Strobilo (pseudo frutto) dei pini formato da un asse centrale con inserite a spirale strutture composte dette squame. La faccia superiore di queste ultime si divide in unghia, la zona coperta, e apofisi o scudo la regione poligonale scoperta.

Apofisi o scudo a sua volta composto da: umbone, di solito a forma di losanga; e mucrone, uno sperone più o meno pronunciato.

Pinus sylvestris
Bene si distingue l’unghia di colore nero violaceo nel sylvestre.

Pistillo o gineceo

La parte femminile del fiore composta da ovario, stilo, stigma.
Grande varietà di soluzioni adottate in natura.

Paulownia tomentosa
Il più classico dei pistilli

Olea europaea
Stilo breve ovario grande

Hibiscus siriacus
Alto pistillo con gli stami attaccati allo stilo

Corilus avellana
Lunghi e contorti stigmi

Salix alba Tristis
Pistilli a birillo

Magnolia grandiflora
Ovvero come sbizzarrirsi inventando pistilli incredibili.

Pollone

Ricaccio emesso da punti diversi della pianta.

Nella foto polloni radicali alla base del tronco di Tilia tomentosa.

Acer pseudoplatanus Leopoldii
Un esempio di colpevole potatura, evidenziata da polloni emessi dalla pianta al fine di ristabilire l’equilibrio energetico.

Pomo

Falso frutto derivante dall’ingrossamento del ricettacolo. Tipico di fiore con ovario infero.
(Crataegus monogyna)

Pruina

Sostanze cerosa che ricopre certi frutti, o altri organi della piata. (Prunus cerasifera)

R

S

Samara

Un frutto dotato di ala. Molte le soluzioni adottate in natura per facilitare la dispersione. Lunga e sottile nei frassini: Fraxinus angustifolia

Due ali avvolgenti a formare un disco negli olmi: Ulmus minor

E naturalmente gli aceri, dove però è doppia: Acer campestre

Seghettato o serrato

Bordo fogliare munito di denti rivolti verso il vertice della foglia. Non devono essere necessariamente acuminati, l’importante è che siano orientati come i denti di una sega: la punta verso la cima dello strumento.

Zelkova serrata
Più serrati di così…

Arbutus unedo
Denti piccoli e irregolari.

Prunus avium

Carpinus betulus
Comune il caso di doppia seghettatura.

Sessile

Di foglia priva di picciolo.
Nella foto la foglia, composta da tre foglioline, di Acer griseum: le due foglioline laterali sono sessili.

Stame o androceo

La parte maschile del fiore composta da filamento e antera.
Esiste grande varietà di soluzioni per la combinazione filamento-antera architettate dalla Natura.
Molte piante han stami sterili.

Crataegus monogyna

Laurus nobilis
Stame sterile (a sinistra) con strane formazioni attorno ad un asse centrale, mentre nel fiore maschile (a destra) l’antera è munita di cassetto con sportellino.

Tilia americana
Stami sterili (staminodi)

Stipola

Formazione simile a foglia alla base del picciolo. Di solito due, ma anche in numero diverso.
(Crataegus monogyna)

Crataegus laevigata Paul’s Scarlet

V

Varietà

Una mutazione avvenuta in natura, e stabile, di una data specie.

2 pensieri su “Glossario arboreo illustrato

  1. Cara Signora, la ringrazio per gli apprezzamenti, ché sono sempre graditi.
    Di recente ho presentato al Consiglio di Quartiere l’idea di munire i più importanti alberi del centro (un centinaio almeno?) di cartellini identificativi e di un codice QR con rinvio ad un data base dove trovarne la descrizione. Ho ritardato a risponderle perché aspettavo una risposta da un collega un po’ più addentro di me nelle cose del Comune. Pare però che la faccenda vada per le lunghe.
    Anch’io sono convinto che sarebbe bello organizzare visite guidate anche per gli alberi. Ma col Comune non è facile neanche avvicinarsi. Sarebbe bellissimo anche creare un gruppo interessato e organizzare dei percorsi per la città, magari lo stesso blog potrebbe fare da elemento aggregante. Un po’ come succede nella formazione dei cristalli quando attorno ad una piccola impurità cresce una struttura ordinata. Bella l’analogia con la creazione dei cristalli, esperienza affascinante e bellissima!, ma per renderla ancora più aderente, ché lì occorre una soluzione soprasatura, servirebbe un desiderio incontenibile da parte di tanti, o alcuni.

  2. Gentile Signore, La ringrazio dell’ invio dei bellissimi articoli sugli alberi: proprio questa mattina sono andata lungo l’ argine del fiume in Riviera Paleocapa, a vedere gli alberi, ora che ne conosco il nome.

    Io non so chi Lei sia, ma vorrei suggerirLe qualche altra cosa: non sarebbe bello riuscire a mettere un cartellino accanto agli alberi per identificarli? Ovviamente con nome latino e italiano. Forse parlando con l’ assessore al verde si potrebbe fare. Poi sarebbe anche molto bello se, assieme a qualche associazione (per esempio il FAI di Padova pare che si interesserà proprio del verde a Padova), si potessero organizzare con delle brave guide, che Lei senz’ altro conosce, delle piccole visite guidate.

    In ogni caso La ringrazio ancora molto, Francesca d’ Arcais

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