Cornus kousa – Corniolo giapponese

Fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione
Areale di origine (native range)

Alberello o arbusto presente in città solo in Orto (che io sappia), ma che si va affermando in Italia in sostituzione del cugino americano Cornus florida vittima di un parassita che lo uccide senza pietà. Indipendentemente da questa congiuntura, le sue attrattive sono comunque notevoli soprattutto fiori e frutti.

Piazzale Roma (Venezia), un breve filare di giovani kousa posti all’interno di curiose aiuole, forse a proteggerli da auto e pedoni. La strana cosa sulla destra è il frutto; ormai invecchiato in febbraio.
L’esemplare dell’Orto; area delle nuove serre. I rami partono dal terreno e salendo si allargano dando alla chioma una forma a cono.
Fiorito in maggio.
Jardin des Plantes, Parigi. Capotesta di una lunga siepe di specie diverse di arbusti. Lui cresce anche fino a cinque metri.
In autunno il kousa diventa rosso arancio.
Foglia tondeggiante, vertice e base acuti; poche nervature molto chiare e incurvate a inseguire il profilo della foglia (come in tutti i Cornus).
Bordo intero e leggermente stropicciato.
Fiore affascinante: una bianca pezzuola con al centro un bottone verde. L’albero fiorito ne è quasi interamente ricoperto.
In realtà la parte più appariscente è composta da quattro brattee,…
lamina larga, unghia stretta e vertice appuntito.
Mentre il fiore vero è al centro. Che poi a ben guardare si rivela un’infiorescenza: una sfera bucherellata dalla quale emergono fioretti gialloverdi.
Singoli fioretti a simmetria quaternaria.
Fiori appena fecondati. Se ne stanno tutti assiepati e attaccati alla base…
come se si irradiassero da un unico punto.
Insomma, strutture tubolari create dalla differenziazione del ricettacolo.
Da questa strana conformazione si forma una bacca, inizialmente verde poi scarlatta a maturazione.
L’incredibile frutto ricorda un solido stellato. Provate a scovarlo in questo sapiente e gustoso excursus che a partire dai solidi platonici di Leonardo giunge fino ai disegni di Escher.
Solo pochissimi fiori vengano fecondati.
Nela foto, del tardo inverno, si distingue il lunghissimo peduncolo.
Corteccia liscia e grigia si desquama con l’età lasciando regioni variamente colorate.
I tronchi si dipartono dritti ramificandosi molto presto.

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