Parcheggio sotterraneo e Auditorium alla Prandina

È di questi giorni la notizia di una nuova proposta per l’area dell’ex Caserma Prandina. Sembra che l’Amministrazione sia propensa a far proprio un progetto che prevede la costruzione di un parcheggio interrato e di un auditorium.

L’area interessata. Da sinistra: il Giardino Cavalleggeri (A); l’attuale parcheggio (B); il futuro auditorium (C). (Fonte: GoogleMaps).
Come diventerebbe l’area in superficie secondo il progetto
L’area su cui insisterebbe il garage sotterraneo

Unalberoalgiorno è un blog sugli alberi della città ed è ovviamente interessato alle piante che vivono in quell’area (una breve descrizione la trovate in un post precedente) e al loro destino. Ed è molto allarmato, poiché dai disegni del progetto sembra che verranno tutte uccise!

Nella foto sono evidenziate le aree nelle quali attualmente vivono gli alberi. In complesso si tratta di almeno duecento esemplari, tutti adulti, dunque nel pieno della loro capacità di assorbire gas serra e particolati; inoltre sono piante delle specie più varie, alcune di pregio, quindi di sicuro valore ornamentale e, cosa che non guasta, in grado di arricchire la biodiversità del luogo.
A giudicare dai disegni del progetto pare inoltre che la gran parte degli alberi del Giardino Cavalleggeri sarà abbattuta per far posto ad una spianata erbosa.

Proprio quest’ultima osservazione ci aiuta a capire il principio che deve aver guidato il progetto: ideare da zero l’assetto del verde. Criterio che stride con la lodevole attenzione mostrata per le architetture già esistenti (nel nostro caso, per altro, protette da vincolo della Soprintendenza). Un esempio di questo modo di ragionare lo abbiamo già vissuto in città nel caso della sistemazione di Piazzale Boschetti.
Ma ci sono due motivi che suggeriscono prudenza. Il primo legato alla pietas: si tratta pur sempre di esseri viventi. Sarebbe auspicabile una maggiore sensibilizzazione verso gli alberi, come negli ultimi decenni è avvenuto per gli animali: chi si sognerebbe di sopprimere il proprio cane perché ha da cambiar casa? Il secondo collegato al valore economico dell’albero (esistono criteri ben precisi che ne consentono la valutazione), privarsene sarebbe uno spreco di denaro pubblico.
Insomma, è auspicabile un nuovo modo di sentire che renda naturale costruire i parchi attorno alla vegetazione esistente, come taluni studi già oggi fanno, e non al contrario anteporre i progetti alla vegetazione.

Poco può questo misero blog per promuovere una coscienza diversa. Ma è recentissima la presa di posizione, molto severa, sulla questione da parte di una delle componenti politiche della maggioranza in Consiglio Comunale. La speranza è che possa condurre a soluzioni diverse.

6 pensieri su “Parcheggio sotterraneo e Auditorium alla Prandina

  1. Con questo progetto qualche Musicista forse troverà difficile proporre “Le quattro stagioni” proprio nel luogo dove prima le interpretava l’0rchestra Stabile della Natura.
    Ringrazio Un albero al giorno.
    Paola Noventa Costa

  2. Per quel che puó valere la mia personale opinione, mi si spezza il cuore nel constatare continuamente l’assenza di sensibilità nei confronti di creature viventi che vengono continuamente sacrificate in nome di futili teorie. Io stessa devo combattere contro chi, ogni giorno, vorrebbe abbattere uno sfortunato acero saccarino che ho trovato già piantato ed ampiamente capitozzato nei 100 mq del mio giardinetto (di pertinenza esclusiva in condominio!) e che ora si sta riprendendo da anni di soprusi foglificando allegramente ed ospitando famigliole alate (!). E tutto perchè ” fa ombra” “cadono le foglie “(anche ai piani superiori la sua altezza!) ” occlude la visuale” (di altre case).

    In altri paesi vicini ( Austria e Svizzera) ho visto una meravigliosa attenzione agli alberi e alla vegetazione in genere (e conseguentemente alla fauna autoctona) dove è la norma incontrare anche in città alberi secolari, dove ogni volta che ci sono lavori in corso, il primo atto è quello di mettere in sicurezza gli alberi presenti, proteggendoli con adeguate coperture lignee e lasciando, a cantiere concluso, gli spazi perfettamente puliti dai materiali di scarto (che invece da noi vengono bellamente ignorati e restano a deturpare ed avvelenare per anni) dove vengono coltivati a piante mellifere i campi “a riposo”fino ai primi geli, quando i residui diventano materiale da sovescio , dove viene fatta un’opera di istruzione e sensibilizzazione a partire dalla prima infanzia (e per tutta la vita questa cultura si diffonde e riproduce) dove le persone, uscendo dagli uffici, salgono in treno, a seconda della stagione, con gli snowboard o la muta per farsi una nuotata nel fiume rincasando. Dove cioè, la natura, salvaguardata, si VIVE!

    Che dire, che tristezza!

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