Staphylea trifolia L. Nome imposto da Linneo nel celeberrimo Species Plantarum, Amsterdam, 1753
Pagina 269. Foglie [pennate] ternate. Tra i vecchi nomi interessante Pistachia virginiana sylvestris trifolia che ne segnala la provenienza. Il simbolo di Saturno indica un albero o arbusto. Costante il riferimento alle tre foglioline, carattere prezioso per un sistematico.
Fenologia minimaAreale di origine (native range) – Nordamerica sud orientale.
Stafilea rigorosamente a tre foglioline, il che restringe molto il campo per l’identificazione. Quanto al portamento non è molto diversa dalle altre dello stesso genere: arbusto o piccolo albero dall’aspetto elegante, i fusti salgono lesti e snelli; chioma ariosa grazie alla leggerezza del fogliame. In città, che io sappia, vive solo l’esemplare dell’Orto.
Vive nell’arbusteto presso le serre settecentesche. Nella foto fiorito in aprile.Foglia composta da tre foglioline, come già detto. Colore verde tenero che scurisce nel tempo.Le due foglioline appaiate sono sessili, quella in cima ha piccioletto molto lungo. Anche il picciolo della foglia stessa è lungo, carattere che contribuisce a rendere arioso il fogliame. Venature secondarie equidistanti, bordo seghettato, vertice e base acuti, lamina tondeggiate.Stipole filiformi permanenti e pelose. Una leggere peluria è pure presente sulle foglie, sopra e sotto. Pagina inferiore verde morbido, praticamente glauca, venature in rilievo e chiare.La guaina forma un curioso gomito ad angolo retto con l’asse del picciolo.Gemme marzoline rossicce, con poche perule.Fiori in grappoli (pannocchie) poveri; pendono mollemente. Rametti marrone, ma verdi da giovani.I fiori sembrano non aprirsi mai completamente, il lungo e tenero picciolo li lascia cadere flessuosi. Generalmente bianchi, a volte venati di rosa nei sepali. I quali sepali, che poco si distinguono dai petali, sono saldati alla base (calice gamosepalo) e sfumano nel peduncolo, senza soluzione di continuità.All’interno i petali bianchi, e come di cera, formano un tubicino pur essendo ben separati fra loro.Ma sono le lamine che allargandosi e ripiegandosi ai lati creano l’illusione.Cinque stami pelosi alla base, che stanno raccolti attorno al pistillo. Il quale pistillo ha tre ovari saldati. I tre stigmi sono capitati (come la testa di un chiodo) e presto caduchi. Avvicinandosi agli ovari se ne distingue meglio la struttura e si nota la peluria diffusa. Lì dove si attaccano al ricettacolo (sono evidentemente superi) si riconosce un ampio nettario.Sempre madido di umori appiccicaticciLa sezione trasversale mostra tre loculi con svariati ovuli, ma pochi (spesso uno solo) sono fecondati. Ingrandimento, con doppia visuale, sugli stigmi ricoperti di papille. Gli stili sembrano saldati, ma come si vedrà sono ben separati. Insomma, il gineceo ha tre carpelli e un pistillo; il numero di ovari, stili e stigmi ve lo lascio come esercizio. Antere giallissime a due teche……sormontate da una graziosa escrescenza verde. Attaccatura dorsale.Il frutto è una capsula a tre sacche parzialmente attaccate e molto allungate, carattere che le distingue da quelle delle altre stafilee. Nella foto si riconoscono i residui degli stili: la prova provata che questi originariamente erano disgiunti fra loro. Vistosi residui del calice Maturando la capsula imbrunisce e diventa di consistenza cartacea. In alto si riconosce l’attaccatura del picciolo che, se ricordate, nel fiore era alquanto lunghetto.All’interno i semi rotondi, lucidi e durissimiGrandi cotiledoni e poco endosperma.Corteccia a creste marrone e solchi grigi, entrambi molto sottili.