Vitis vinifera – La vite

Di tassonomia e caratteri – Identificare la Vite

portamento; foglia; fiore; frutto; corteccia; viticci; seme; diagramma fiorale; foliage; fenologia; areale di origine; sistematica; dove trovarli; spigolature


Protologo e sistematica

Vitis vinifica L.
Nome imposto da Linneo nel celberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753.

La pagina 202 (Pentandria monogyna). Vite a foglia lobata, a seni arrotondati (ma forse ‘profondi’), glabra. Il Porfessore di Uppsala in precedenti lavori l’aveva dette palmata a lobi angolati, mentre il nome ‘Vitis vinifera’ lo prende da Bauhin (Historia Plantarum, Vol. 2, pagina 67). Infine cita la varietà Vite corinzia o senza semi, riprendendo Bauhin. Quanto al luogo di origine ci dice che vive dappertutto. Simbolo di Saturno = arbusto.

Ho trovato, nel sito Phaidra, una bella tavola botanica da parete (autori: H. Zippel e C. Bollmann; per i tipi: Friedrich Vieweg & Sohn) che mi affretto a proporvi (con alcune modifiche). 1) Infiorescenza; 2) Bocciolo; 3) Fiore in fase di fioritura, con i petali fusi insieme che si sollevano; 4) Fiore dopo la caduta della corolla: g pistillo, n stigma, u nettario, cinque stami; 5) Sezione longitudinale del pistillo, s ovuli; 6) Seme; 7) Sezione longitudinale del seme (rari i cotiledoni ripiegati, alla cocker). Potremmo finire qui, ma ho pur foto da mostrare.


Fenologia

I grappoli resterebbero un po’ sulla piante, se nessuno li cogliesse.

Areale di origine

L’areale di origine si estende dall’Europa alla Persia. Da non confondere con le prime coltivazioni, risalenti al neolitico, documentate in Caucaso e Armenia.

Portamento

Arbusto rampicante con poche ramificazioni. Fusto e rami sottili.

Ha bisogno di un sostegno, altrimenti striscia o provvede da sé. Vite cittadina al Ponte dei Tadi.
Campo dei Girasoli, vite maritata all’oppio (acero campestre).
Filari sui Colli (presso Casa Brombolina)
Cura della vite a Lanzarote (Canarie)

Foliage

Da novembre esibisce un fiammeggiante foliage
Più in quota si va, meglio è. Termeno (Bolzano). Per questa foto e la precedente, un grazie a Marco C.

Foglia

Foglia con tre o cinque lobi più o meno profondi, ma sempre dentati. I due prossimi al picciolo danno luogo a un seno a forma di U o V e possono accostarsi molto fino a sovrapporsi – il carattere aiuta a distinguere la cultivar o la varietà.
A volte i seni sono così poco accentuati che i lobi sembrano scomparire
Venature primarie palmate (partono tutte dall’attacco del picciolo). Le secondarie sono regolarmente spaziate e terminano sui denti. I quali denti sono grandemente irregolari.
Venature terziarie reticolate. Pagina superiore verde brillante e, in genere, glabra.
Pagina inferiore molto più chiara e, molto spesso, peluria variamente distribuita. Denti con ghiandola in punta, lì dove terminano le venature.
Picciolo arrossato, appare rigato. Spesso si diparte perpendicolarmente alla lamina, ma non è carattere stabile.

La foglia al microscopio

Pagina superiore. A prima vista la superficie sembra molto omogenea, ma credo che la granularità mostri le singole cellule. I tratti aranciati sono venature di vario grado.
Più intellegibile la pagina inferiore, con tutti quei peli a ragnatela.

Viticci

Intrico di viticci. Nascono dallo stesso nodo delle foglie, ma da parte opposta.
Disposizione di viticci e foglie in un tralcio non fiorito. Heicler, Bluthendiagramme, Vol. 2, pagina 376.

Fiore

Infiorescenza a grappolo, si dice, ma in vero a pannocchia. Fiori piccolissimi e numerosi, difficile orientarsi da lontano.
La struttura dell’infiorescenza è più intellegibile in boccio. I grappoli inizialmente sono eretti, poi piegano al basso.
I singoli fioretti non sono più grandi di qualche millimetro. La corolla ha strana proprietà: si apre dal basso lasciando un cappuccio (opercolo). In questo è simile a quella dell’eucalipto.

Fiore di Vitis vinifera al microscopio

Avvicinandosi il fenomeno è più chiaro
Come si è detto il fiore è piccolo: ci sta tutto nel campo del microscopio (15 ingrandimenti). Stami in corrispondenza dei petali, e non alterni a questi come capita molto più spesso.
Così si presenta il bocciolo. In basso si riconosce il calice gamosepalo, con lobi appena accennati.
L’ho aperto per osservare le antere. Due teche e quattro sacche; il filamento si attacca al dorso dell’antera.
Cinque stami, pistillo a fiaschetta, stigma capitato. Gli stami una volta distesi sovrastano il pistillo.
Le sorprese non finiscono: nettario che esibisce cinque strutture a forma di spessi e robusti petali…
…innestate su una base ad anello. A volte gli stami sono sei, come pure sepali e petali.
Pistillo a due carpelli. Nella foto si distingue appena la giunzione fra i due.
Stigma a papille appiccicaticce
Sezione longitudinale del pistillo. Ovuli attaccati al fondo delle logge.
Sezione trasversale, due logge e due ovuli per loggia

Diagramma fiorale di Vitis vinifera

Vale la pena costruire un diagramma fiorale per ritornare sulle numerose singolarità del fiore. Il commento ve lo lascio come utile esercizio.

Frutto

l’infruttescenza è il ben noto grappolo d’uva. Ne esiste un assortimento infinito in ragione della cultivar o della varietà.
I frutti han nome acini, come ognuno sa. Nella foto acini immaturi; pruinosi.
Sono bacche; lo testimonia la foto.

Seme

In questa foto si distingue il seme emergere dal piano della sezione longitudinale
Sezione trasversale di un acino. Non tutti gli ovuli sono sempre fecondati.

Seme al microscopio

Seme immaturo; dritto…
…e rovescio
Sezione longitudinale del seme; molto meno ‘pulita’ di quella della tavola…

Corteccia

Corteccia grigia, si sfalda in lunghe strisce.

Spigolature

Genesi 9. 20-23
Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna (20). Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all’interno della sua tenda (21). Cam, padre di Canaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori (22). Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia indietro, non videro il padre scoperto (23).

La vicenda di Noè ubriaco interpretata (metà del trecento) da Filippo Calendario, spigolo sudest del Palazzo Ducale. Al centro della composizione una grande vite fronzuta e carica di frutti. Noè sul lato a sud rovescia il vino e sembra aggrapparsi alla pianta; Sem e Iafet, sul lato a est, guardano altrove.
Particolare con grappolo (si riconoscono financo i piccioli degli acini) e foglia a lobi spigolosi. La mano di Noè a guardar bene afferra un grappolo; ma allora, non pensa a sorreggersi.
Da diversa angolazione si può apprezzare la sinuosità del tronco principale; si distinguono pure le costolature della corteccia.

Molte altre sono le citazioni nelle arti figurative, in poesia e musica per questa pianta profondamente legata alla storia dell’umanità. Troppe per ricordarle adeguatamente qui, prima o poi dovremo fare un post ad hoc. Nella foto un mosaico nell’atrio della Basilica di San Marco.

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