Sabal minor – Palmetto nano

portamento; foglia; fiore; frutto; corteccia; crescita stipite; seme; fenologia; areale di origine; protologo e sistematica; dove trovarla


Protologo e sistematica


Sabal minor (Jacq.) Pers.
Nome imposto da Christian H. Persoon (Stellenbosch, Sudafrica, 1761 – Parigi, 1836) in Synopsis Plantarum, 1805. Celeberrimo micologo è considerato il padre della sistematica di questa disciplina (Synopsis Methodica Fungorum, 1801)

La pagina 309 (Hexandria trigyna, siamo nel 1805 e ancora Linneo conservava il suo fascino; monocotiledone per de Jussieu). Compare il tributo a Nikolaus von Jacquin che l’aveva battezzata Corypha minor in Hortus Botanicus Vindobonensis. Stringato nei caratteri: foglie a forma di ventaglio, picciolo senza spine.

Ulteriori informazioni le troviamo nella descrizione del genere, alla stessa pagina: ‘Fiori bisessuali. Spate delle infiorescenze che ne rivestono le singole parti e non tutta intera. Filamenti liberi, ingrossati alla base. Bacca (Drupa?) a 1-3 semi (per aborto). Seme osseo. Embrione laterale.’ Ritroveremo documentati nelle foto ciascuno di questi caratteri (alcuni veramente singolari).

Questa splendida tavola (che ho dovuto disporre su due colonne) compare nel libro di Jacquin (col nome Corypha minor, come già detto). Illustratore Franz von Scheidel (1731–1801), l’incisore non è citato. Nel testo Jacquin descrive la pianta minutamente facendo continui riferimenti all’illustrazione, ma non posso infliggervi troppi protologhi…

Ricordiamoci di quella che sembra una radice, quando parleremo del fusto (stipite) di questa palma.

Fenologia

Fenologia minima, i frutti maturano in ottobre novembre

Areale di origine

Areale di origine (native range), sudest degli USA

Portamento

Una piccola palma a foglie a ventaglio (flabellate) a chioma singolarmente bassa, tanto da sembrare un arbusto.

Un esemplare di una certa età abita in Orto nel quarto della Tamerice. Stipite contratto, foglie a ventaglio con lungo picciolo che salgono dritte a formare una chioma (ciuffo) piuttosto aperta. Un cono piantato per la punta.
Jardin Botanique de Genève, giovane, senza stipite e con vistosa infiorescenza.
Bell’esemplare in uno spazio appartato presso il Giardino Caduti della Resistenza (rione Palestro)
Un posto a suo modo magico, che, credo, pochi padovani conoscano. Gremito di palme, alcune di difficile identificazione, che sembrano passarsela benone nonostante i rigori del clima patavino. In primo piano Phoenix roebolenii. Sulla destra l’eroina del post, che ormai abbiamo imparato a conoscere.

La strana crescita di Sabal minor

Si è detto che la specie sembra non avere stipite. La foto mostra bene il fenomeno: le foglie emergono direttamente dal terreno; in particolare quelle più vecchie.

La faccenda è complessa, conviene procedere con circospezione. La freccia rossa (disegno al centro e foto a destra) indica il seme, la plantula non cresce verso l’alto come ci si aspetterebbe, ma punta verso il basso. Ogni ingrossamento, con radice che esce, è un anno di crescita dello stipite. La pianta emette le foglie che si orientano verso la superficie, e ciò spiega il loro strano comportamento. Il gioco delle foglie che salgono è descritto nella foto con la similitudine del sassofono.

Questa foto straordinaria ha colto la minor nei primi momenti della crescita. In alto le foglie, in basso il tronco.

Possiamo ora capire il grande imbarazzo del botanico, Jacquin, e dell’illustratore, Scheidel, nel descrivere e riprodurre quella ‘radice’. La spiegazione completa del fenomeno, che coinvolge alcune Sabal e altri generi di palme con il tipico fusto a ‘sassofono’, fu data da P. B. Tomlinson e A. E. Esler nel 1973. Praticamente ieri. 


Foglia

Lamina fogliare piatta e praticamente circolare. Foglioline rigide, sottili, attaccate fino a metà delle lunghezza; restano intere in punta.
Picciolo lungo, snello e inerme. Sulla pagina inferiore penetra a lungo nella lamina.
Mentre dall’altro lato forma un caratteristico triangolo isoscele acutangolo. La foto mostra bene la texture della foglia a guisa di stecche di un ventaglio.
Foglia al suo nascere, ventaglio raccolto.
La specie presenta rari fili, circostanza utile all’identificazione.

Fiore

Infiorescenze vistose sia per l’altezza sia per la voluminosità. Nella foto ancora con boccioli.
Spadice (così si chiama la grande infiorescenza delle palme) articolato in voluminose pannocchie.
Singoli fioretti sessili. L’ultima articolazione della pannocchia ha forma di spiga.
Singolo bocciolo, all’ascella di una brattea protettiva. Si distinguono altre brattee (con punte mucronate) e i tepali ancora chiusi.
I boccioli appaiono sin da marzo e restano a lungo, poi finalmente in giugno sbocciano i fioretti…
…piccoli e bianco vestiti.
Tre tepali diafani, sei stami dalle antere giallissime, un pistillo a ciuffo.
Tre stami protetti da tepali e tre liberi. Nella foto si distingue la giunzione tra i tre carpelli che formano il pistillo.
Conviene costruirsi un diagramma fiorale. Antere sagittate. Ovario tripartito con un singolo ovulo, solo uno degli ovuli ce la farà.
I tre tepali a falde ravvolte come a custodire lo stame. Vertice acuto.
Antere a forma di freccia (le sacche polliniche sono due per teca ma all’apertura ne simulano una sola), filamenti appiattiti e triangolari.
Stilo robusto, ovario ingrossato, dello stigma si è detto. Colori dal bianco a verdolino, diafani.

Frutto

Frutti in grosse pannocchie in cima a spadici lunghi e robusti
In settembre non ancora maturi
Sferette grandi come biglie
Verdi da immature, nero violacee a maturità
A sinistra residui di calice (in vero perigonio).

Seme

Sono bacche: quello al centro è il seme non un nocciolo. La regione argentata è l’endosperma, il seme è durissimo (‘osseo’ aveva detto Persoon).

Corteccia

Nel caso delle palme non si può parlare di corteccia ma solo della superficie dello stipite. Le cose si complicano con Sabal minor, quello che appare non è lo stipite rivestito dai residui delle foglie, ma è solo un cespo di piccioli fogliari. Il tronco vero è sotterraneo.

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