Hortus nocturnus, una serata all’Orto Botanico tra notturne visioni arboree e simmetrie architettoniche

Il 29 Giugno 2020, giorno di San Pietro, c’è stata una insolita apertura serale dell’Orto Botanico di Padova. Una bellissima iniziative in occasione del 475. anniversario della fondazione. Un’opportunità unica per fare qualche foto in notturna.

La porta nord
Presso questa entrata abita una Araucaria araucana, la pianta in fondo sulla destra. In primo piano una Agave sp (forse americana) in vaso. Esposta in bella vista certo in occasione della fioritura: una sola volta nella vita…
Sophora japonica pendula vista dall’interno. Si trova vicino alla porta est.
La mappa dell’Orto antico (Orto dei Semplici). Per l’occasione a tutti gli abbonati sono state regalate quattro stampe, questa foto riproduce il recto della busta che le conteneva. L’ho riprodotta come ausilio all’orientamento. Per esempio, ‘Tramontana’ indica la porta nord, quella verso il Santo, ‘Ostro’ la porta sud, verso le nuove serre.
Cotinus coggygria colmo di frutti. Si trova nello ‘Spaldo terzo’ che si incontra sulla sinistra entrando dalla porta est, da dove siamo appunto venuti.
Volgendo le spalle al Coggygria, quindi guardando verso ovest, ecco lo splendido e secolare Ginkgo biloba.
Oltre la Metasequoia glyptostroboides (pianta dal nome impossibile e dalla bella forma a cono) la Luna al suo primo quarto si sta avviando al tramonto. Direzione sudovest.
La serra che racchiude la Palma di Goethe, Chamaerops humilis, l’essere vivente più vecchio della città (salvo smentite, è bene andarci cauti con questo genere di affermazioni…), piantata nel 1585.
Superata la porta sud ci dirigiamo verso le nuove serre. L’ampio spiazzo ha ospitato una iniziativa botanico-gastronomica: tutta questa gente è stata nutrita a gelato per buona parte della serata! Sullo sfondo la Basilica di Santa Giustina.
Ancora la Basilica, fotografata questa volta con una esposizione più breve. Oleandri sulla destra; descritti in un recentissimo post.
Viburnum lantana carico di frutti. Il tempo è passato e la Luna si dirige velocemente ad ovest, tra un paio d’ore tramonterà.
Le nuove serre riprese dalla terrazza del complesso che ospita le sale per le conferenze.
Ritorniamo sui nostri passi, e poco prima di riattraversare la porta sud, ci godiamo sulla sinistra l’arboreto, col lungo vialetto che conduce all’entrata.
Siamo ritornati all’interno dell’Orto antico. Sullo sfondo le cupole del Santo.
E prima di uscire per la vecchia entrata, che stava di fronte al ponticello sul Canale Alicorno, diamo un’ultimo saluto al venerando Platano orientale, uno dei simboli dell’Orto.

E con questo il post sarebbe finito. Senonché non ho saputo resistere alla tentazione di descrivere le simmetrie delle stampe che ci han regalato in occasione di questa splendida serata, Illustrandole farò una puntata in un campo, la Matematica, che apparentemente non ha niente a che vedere con la Botanica. Apparentemente, poiché la più gratuita e astratta delle discipline ha la ‘irragionevole’ proprietà di descrivere la realtà, e lo fa benissimo. Varcando la porta delle pagine 2 e 3 siate consapevoli che le cose si fanno complicate, perciò fermatevi sulla soglia se proprio non ve la sentite.

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