Nerium oleander – Oleandro

L’Oleandro si presenta più spesso sotto forma di arbusto, ma talvolta lo si incontra come un vero e proprio albero. Si tratta di una pianta resistentissima e dalla fioritura esuberante, che proprio in questo periodo allieta le vie della città, e lo farà per tutta l’estate.

Uno splendido esemplare in Via Folengo, fra Piazzale San Giovanni e la Specola.
Teatro Giardino di Palazzo Zuchermann, un individuo dal portamento arboreo.
Il fiore può avere varie gradazioni di rosa, ma molte piante hanno i fiori bianchi o rossi o gialli.
Il fiore ha simmetria pentagonale senza riflessione, poiché i singoli petali sono asimmetrici. In questa foto si vede bene l’asimmetria: i petali sembrano pale di un’elica che ruoti in senso antiorario.
Come si è detto i petali sono cinque, ma le caratteristiche del fiore non finiscono qui:…
…all’attaccatura dei petali, si staccano anche delle linguette sfrangiate.
Ancora una sorpresa: in certi esemplari il fiore ha corolla doppia o tripla. In questa foto un oleandro dell’Orto Botanico, ma altri se ne possono incontrare in giro per la città.
Fiori doppi in Via San Pietro
Altra curiosità riguarda gli stami, dotati di prolungamenti lanuginosi che si avvolgono a spirale e, nell’insieme, formano una struttura vorticosa.
Le foglie sono lunghe e strette (lanceolate), molto eleganti, anche per il bel colore glauco, più cupo nella pagina superiore e molto più chiaro in quella inferiore.
La venatura principale, verde chiaro, crea uno stacco, mentre quelle secondarie sono quasi invisibili.
Le foglie sono disposte a verticilli di tre, ma per godere di questa particolarità è necessaria una osservazione attenta. Nella foto ho messo in evidenza i piani relativi a due terne di foglie: ho evidenziato in bianco le foglie del piano superiore e in giallo quelle dell’inferiore. Potete aiutarvi anche con la grandezza delle foglie: la terna in alto ha foglie più piccole perché più recenti.
Frutti curiosamente lunghi e stretti. Novembre
Verso gennaio si aprono ed emergono semi muniti di piumino (pappo), ottimi per la dispersione col vento.
Marzo inoltrato.
Febbraio, un giovane esemplare in un piccolo giardino in Via Zambon (laterale di Via Citolo da Perugia). Come a questo punto si sarà capito, dalle immagini precedenti, la pianta è sempreverde.
Profluvio di fiori in Via Duca degli Abruzzi, strada con numerosi oleandri. Questo esemplare all’incrocio con Via Vespucci ha portamento arboreo. Anche se da lontano, si distingue bene la corteccia grigia e liscia.
Ancora Via Duca degli Abruzzi, Oleandro dai fiori rossi.
Giardino Margherita Hack
Bacchiglione dal Ponte di Porta Molino
Giovanissimo esemplare in Riviera Mussato presso il Ponte dei Tadi.
Piazza Castello, sulla sinistra il massiccio tronco di un platyphyllos.

Spigolature

Nella tradizione popolare l’oleandro è legato al matrimonio di Maria: una bacchetta di legno di oleandro portavano i pretendenti, ma l’unica a fiorire fu quella del predestinato Giuseppe. La tradizione trae origine dal Vangelo apocrifo di Giacomo e dalla Leggenda aurea di Jacopo da Varagine. Tuttavia il legame con l’oleandro deve essere posteriore, poiché in nessuno di questi testi si specifica la natura della pianta. Una naturale curiosità mi ha indotto a cercare di stabilire quando sarebbe nato il collegamento, ma sono riuscito a determinarne solo un limite superiore: non può essere posteriore al 1507, anno in cui Raffaello dipinse il suo Sposalizio della Vergine.

Raffaello, Sposalizio della Vergine (particolare), 1507, Brera.
Si distingue l’infiorescenza a corimbo con tre fiori di oleandro.

A Padova ci sono due importanti cicli mariani: Giotto nella Cappella degli Scrovegni e Giulio Campagnola nella Scoletta del Carmine. Il primo (1305) mette in mano al Santo un giglio, il secondo (1505-07) un fiore bianco di natura incerta.

Giotto, I giovani della tribù di Giuda portano il loro ramoscello (Particolare), Cappella degli Scrovegni.
C. Bellinati, Giotto, Vianello libri, 1996, pag.48
Giotto, Maria è promessa sposa a Giuseppe (particolare), Cappella degli Scrovegni.
C. Bellinati, Giotto, Vianello libri, 1996, pag.52
Campagnola, Sposalizio della Vergine (particolare), Scoletta del Carmine .

Si diceva che è un albero resistentissimo e vitale: “Nell’Ottobre 1973, l’oleandro è stato designato dal voto popolare come fiore ufficiale della città di Hiroshima.” Era sopravvissuto con altri esemplari di altre specie alla Bomba.

Filari

Nerium oleander cresce spontaneo nel mezzogiorno d’Italia e in tutto il bacino Mediterraneo. Questa magnifica terrazza di Villa Rufolo a Ravello (Costiera amalfitana) rende bene l’idea. Detto per inciso in questo luogo soggiornò Wagner e dal giardino della villa trasse ispirazione.
Lido di Venezia, il canale che dalla Laguna conduce all’ex Casinò.
Per concludere torniamo a Padova con un’ultima foto: un fitto gruppo di oleandri all’Orto, al confine tra la parte storica e le nuove serre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.