
Riconoscere le Gimnosperme
In questa serie di post (1, 2I, 2II, 3, 4) raccoglieremo tutte le gimnosperme presenti nel blog cercando i caratteri che permettono di distinguerle fra loro, in modo simile a quanto si fa negli articoli che confrontano le specie all’interno di un certo genere(*).
Volendo fare un po’ di ordine tra gli alberi presenti nel blog (o meglio fra le specie che vi compaiono) li riconosciamo tutti come piante spermatofite (piante a seme). Il seme si forma dall’ovulo, così le piante che hanno ovuli coincidono con quelle che hanno semi.

Ci sono piante in cui gli ovuli sono protetti e se ne stanno dentro i carpelli, altre invece i cui ovuli sono ‘nudi’, cioè non avvolti da carpelli. Le prime, come noto, sono le angiosperme, le seconde le gimnosperme. (Nella foto, ovuli di Ginkgo)


Cicadi, Gneti, Ginkgo
Sono questi i gruppi più antichi. È sempre emozionante accostarsi a piante profondamente diverse fra loro nell’aspetto, ma ciascuna dotata di tratti che ne evocano le origini ancestrali.
| Gruppo/specie | Foglie | Strutture riproduttive ‘fiori’ m, f | Strutture riproduttive ‘frutti’ | Tratti (fortemente) caratteristici |
|---|---|---|---|---|
| Cycas (Cycadaceae) | grandi pennate, raro bipennate | strobili enormi, allungati m, globosi f | grande infruttescenza | foglioline strette e rigide |
| Dioon (Zamiaceae) | grandi pennate | strobili enormi, allungati m, globosi f | grande infruttescenza | foglioline strette e rigide, sessili con attaccatura larga |
| Zamia (Zamiaceae) | grandi pennate | strobili | ovoidali | foglioline spesso larghe |
| Ginkgo biloba (Ginkgoaceae) | piatte | strobili amentacei m, globosi f | seme rivestito da pseudo arillo | foglie bilobate |
| Welwitschia mirabilis (Gnetofite) | piatte | strobili ramificati m, a squame f | pigne a squame cartacee | due uniche foglie a crescita indefinita |
| Ephedra (Gnetofite) | squamiformi | strobili ramificati m, a squame f | due semi con pseudo arillo | arbusti a fusti fotosintetici |
Cycas (gruppo delle cicadi)





Le infiorescenze in Cycas e Dioon sono enormi e fanno una certa impressione. Nella foto infiorescenza maschile di revoluta, lo strobilo è formato da miriadi di squame (microsporofilli), delle dimensioni di qualche centimetro, disposte a spirale e inferiormente completamente rivestite di polline



Dioon (Zamianceae, gruppo delle cicadi)





Curioso il nome: dal greco ‘di’ che vale due e ‘oon’ che sta per uovo. I due ovuli (nudi) sono ovviamente le due escrescenze gialle. Le macchioline nere sono micropili. (Foto, Wikipedia)
Zamia (Zamianceae, gruppo delle cicadi)




Sessili e con bordo leggermente dentato, a denti più fitti in cima. Le venature corrono parallele, ma non si comportano come nelle monocotiledoni, si dividono invece al modo del ginkgo. Anche i dioon hanno lo stesso comportamento. Le cycas invece sono a unica venatura centrale a somiglianza degli aghi dei pini.

Ginkgo biloba (Ginkgoaceae)

Foglie a ventaglio, lungo picciolo, venature dicotomiche. I coni femminili sono portati (spesso) in coppia su lungo peduncolo; sembrano bignè.


I frutti (in realtà soltanto semi ricoperti da tegumento carnoso) sono simili a prugne; a maturazione hanno odore nauseabondo.
Welwitschia mirabilis (gruppo degli gneti)

Foglie nastriformi, innestate in cima a brevissimo tronco; colore verde tenue, quasi glauco, coriacee e spesse. Crescono in continuazione dalla base e si seccano in cima.


La pianta è dioica e gli apparati riproduttivi, sia maschili sia femminili, emergono dagli stessi tessuti (meristemi) che alimentano la crescita delle foglie. Nella foto strobili maschili, ramificati e squamosi.


Ephedra (gruppo degli gneti)

Nella foto sono distinguibili almeno quattro specie di efedra, da sinistra: E. fragilis, E. distachya, E. procera (appena visibile dietro la distachya), E. foeminea. Tutte hanno portamento arbustivo e tutte fusti lunghi e sottili capaci di fotosintesi.






(*)Inizialmente pensavo sarebbe bastata una sola tabella e un numero contenuto di righe, ma la cosa si è rivelata molto più complessa… Così oltre a dover costruire più tabelle saremo costretti a organizzare l’argomento in più articoli. Ci consoliamo pensando che dopotutto la faccenda porge il destro a un gran bel ripassone.