
A modo di introduzione; Di fiori e insetti; Di fiore in fiore; Risarcimento postumo
A modo di introduzione
Il grande interesse da sempre mostrato da Unalberoalgiorno per le illustrazioni non poteva esimerci dal descrivere e commentare il frontespizio dell’opera del Professore di scuola di Spandau: Das entdeckte Geheimnis der Natur im Bau und in der Befruchtung der Blumensu, stampato per i tipi di Friedrich Vieweg, Berlino, 1793; su disegni dello stesso Sprengel, incisori i berlinesi W. Arndt e Carl Jäck. Siamo così arrivati all’ultimo di quattro post (1, 2, 3, 4) dedicati alla sfortunata opera.

Lungo il perimetro corre una fascia di ventotto fiori molti dei quali delle specie che han dato la stura alle numerose scoperte. Le immagini non sono prese dalle tavole in calce al volume, bensì disegnate per l’occasione dallo stesso Sprengel, e spesso arricchite con insetti pronubi al lavoro.
Di fiori e insetti
Il libro si apre con due pagine dedicate alla spiegazione del frontespizio. Sprengel descrive brevemente i singoli disegni con l’aiuto dei numeri progressivi che li accompagnano. Viene spiegato anche il significato delle frazioni che compaiono nei disegni (qui e nel seguito i blocchi a sfondo paglierino contengono tutti citazioni dall’opera):

Spiegazione delle figure dell’incisione del frontespizio
Le frazioni presenti accanto a queste e alle altre figure indicano l’ingrandimento e la riduzione. 1/1 indica la grandezza naturale, 2/1 due volte ingrandito, 1/2 due volte ridotto, 2+/1 un po’ più di due volte ingrandito, 2-/1 un po’ meno di due volte ingrandito, 1-/2 un po’ più di due volte ridotto ecc. (*)
Ma ecco nell’ordine (per quanto è stato possibile) tutti i fioretti; le brevi descrizioni sono mutuate da quelle dell’autore.

I Aesculus Hippocastanum visitato da un bombo; II e XXVIII Ophrys ovata a rappresentare le orchidee il cui fiore fu svelato dal Nostro; III e XXVII Epilobium angustifolium che aprì la strada alla comprensione della fecondazione incrociata.

IV Geranium sylvaticum che diede la stura alle ricerche di Sprengel; V e VI Glecoma hederacea nell’ordine, fiore ‘femminile’ più vecchio e ‘maschile’ più giovane; VII Orchis militaris orchidea senza nettare ingannatrice di insetti.

VIII Berberis vulgaris; X Orchis morio orchidea senza nettare che inganna gli insetti; XI Viola odorosa visitata e fecondata da un’ape; XII Tussillago farfara.

IX e XVII Euphorbia Cyparissias che mostrò un secondo aspetto della fecondazione incrociata.

Da destra a sinistra. XIII Iris Pseudacorus fiore con guide colorate e passaggi obbligati al nettare; XIV Veronica triphyllos; XV Salvia pratensis mentre è visitata da un bombo (una labiata con piattaforma per atterraggio e simmetria bilaterale (anche di simmetrie si occupò il Nostro guardando per primo e più lontano degli altri, prima o poi ne dovremo parlare); XVI Viola palustris fiore con guide colorate al nettare.

XVIII Passiflora coerulea; XIX Saxifraga granulata mentre è fecondata da una mosca; XX Kalmia poliifolia.

Aristolochia clematitis fiore a trappola per sequestrare piccole mosche, XXI in fase eretta prima della fecondazione; XXIII fiori pendenti dopo la fecondazione.

XXII Myosotis palustris fiore con guide colorate al nettare; XXIV Veronica triphyllos; XXV Scrophularia nodosa mentre fecondata da una vespa; XXVI Nigella arvensis visitata da un’ape.
Dentro la fascia, mescolati al titolo, nome dell’autore e indicazioni editoriali, compaiono riproduzioni di insetti a simboleggiare il legame annunciato al mondo da Sprengel tra le due diverse specie di creature.

Al centro sono raffigurati alcuni insetti che visitano i fiori e si nutrono del loro nettare. Sulla mano sinistra un bombo, e sotto di esso [nella mia rielaborazione a destra] un’ape, animali che, come nella natura, così anche in questo libro giocheranno un grande ruolo. Sotto [a destra del] l’ape una mosca della carne, Musca carnaria, che visita le ombrellifere. (Foto: una composizione dal frontespizio – BHL)

Sulla mano [sinistra] la vespa icneumone che è raffigurata nella Fig. II. Accanto ad essa una vespa icneumone più piccola, che parimenti ha visitato un tale fiore [Ophrys ovata] e, come quella, ne ha ricavato un certo ornamento sulla testa. Al centro un coleottero, Cantharis fusca, che visita le ombrellifere e altri fiori il cui nettare non si trova in un luogo nascosto. [A destra] una mosca o tipula, che visita e feconda i fiori del crespino [Berberis vulgaris]. (Foto: una composizione dal frontespizio, BHL)
I due icneumoni portano sulla testa, a modo di ornamento, alcuni pollinodi che si sono procurati visitando l’orchidea.
Di fiore in fiore
Riprendiamo ora qualche esempio e, pascolianamente, procediamo di fiore in fiore. Non potevamo che iniziare dal geranio selvatico, che con gli accorgimenti atti a proteggere il nettare dalle intemperie onde preservarlo per gli insetti ha iniziato l’autore al segreto della Natura.

IV. Questo fiore ha dato il primo motivo per la nascita di quest’opera. (A sinistra il sylvaticum riprodotto sul frontespizio (figura IV) a destra in una foto di Enrico Biasutto)
Myotis palustri (Non ti scordar di me, figura XII) a ricordare la segnaletica orizzontale per l’atterraggio degli insetti.

Affinché il fiore balzi agli occhi degli insetti da lontano, esso ha cinque lembi a forma di tasca, e poiché queste parti sono gialle, risaltano in modo bello e forte rispetto al colore azzurro del lembo della corolla. (Foto: a sinistra la figura XXII del frontespizio, a destra Jörg Hempel)
Anche Violetta palustris, illustrazione XVI, ricorda la stessa scoperta.

La corolla è disegnata senza ombre affinché si possa vedere meglio la guida del nettare presente sul suo petalo inferiore. (Foto: a sinistra la figura XVI del frontespizio, a destra Unalberoalgiorno)
La scoperta della fecondazione incrociata è ricordata con le figure III e XXVII nel frontespizio.

III Epilobium angustifolium, che mi ha dato la prima occasione di fare una delle scoperte più importanti che compaiono in questo libro. Questo fiore ermafrodito è inizialmente di sesso maschile, poiché possiede polvere di antera, ma non ancora uno stigma. In questo stato viene visitato da un bombo e derubato della sua polvere. XXVII In seguito lo stesso è di sesso femminile, poiché possiede uno stigma, ma non più polvere. In questo stato viene visitato da quel bombo e fecondato tramite la polvere portata da un fiore più giovane. (Testo, BHL. Foto, BHL)


Sprengel è il primo a svelare il misero delle orchidee e non poche sono le figure del frontespizio a ricordarlo.

XXVIII Ophris ovata. Il fiore ingrandito in posizione naturale, visto di fronte. Sul labbro inferiore si vede la maggior parte della ghiandola del nettare, che è punteggiata. Poco sopra di essa si vede la parte anteriore non coperta delle mazzette di polline [pollinii] saldate insieme, che è stata lasciata bianca affinché la si possa riconoscere meglio. Immediatamente sotto di essa, lo stimma ricoperto da un’umidità vischiosa è punteggiato. Tra questo e la ghiandola del nettare c’è un stretto spazio intermedio asciutto. II. Fiore visitato da una vespa parassita (Ichneumon). (Testo, BHL. Prime due foto, BHL; terza foto Wikimedia)
All’interno del libro rivendica il suo primato parlando di Orchis latifolia.

La presente specie [Orchis latifolia] mi ha dato per prima l’occasione di scoprire la vera struttura dei fiori di Orchis, che finora era così poco conosciuta che non si sapeva nemmeno che cosa fosse lo stimma. (testo, pagina 401, BHL. Foto: Tavola XXI, BHL)

Tanto dovrebbe bastare per capire quanto arretrata fosse la comprensione dei fiori di quelle piante. Non è dunque un caso che Il Segreto della Natura svelato sia alla radice del molto più celebre lavoro sulle orchidee di Darwin, pubblicato settanta anni dopo.
Devo premettere che Christian Konrad Sprengel, nella sua curiosa e preziosa opera Das entdeckte Geheimniss der Natur, pubblicata nel 1793, ha fornito un eccellente riassunto del funzionamento delle diverse parti nelle orchidee; poiché conosceva bene la posizione dello stimma e scoprì che gli insetti erano necessari per rimuovere le masse polliniche, spingendo per aprire la borsa e entrando in contatto con le ghiandole appiccicose racchiuse al suo interno. (On the Various Contrivances by which British and Foreign Orchids are Fertilised by Insects, London: John Murray, 1862, p. 3)
Oltre a quanto appena ricordato sulle orchidee, molte altre sarebbero le scoperte (minori?) da raccontare. Ma dobbiamo rimandare ad altro post, questo si è protratto troppo. Ci fermiamo dunque qui, ma non prima d’aver ricordato un’ultima circostanza.
Risarcimento postumo
Esiste una targa commemorativa fatta apporre da Adolf Engler nel 1917 nell’Orto Botanico di Berlino in occasione del centenario della morte di Sprengel. A imitazione del frontespizio il perimetro riproduce, in forma stilizzata, molti dei fiori di quello. Mentre all’interno una scritta evoca il titolo dell’opera, recitando: Allo Scopritore del Segreto della Natura nella struttura e nella fecondazione dei fiori. È bello pensare che uno scienziato affermato come Engler (una vera istituzione) abbia sentito il bisogno di ricordare la figura del Professore di Spandau.

(*) L’autore ci tiene a precisare il ruolo giocato dalle dimensioni (lineari, di superficie e di volume) nelle similitudini, una proprietà che molti faticano a comprendere, o apprezzare adeguatamente:
Questo ingrandimento e riduzione si riferisce tuttavia al diametro del corpo raffigurato; si deve quindi cercare il cubo della frazione se si vuole sapere di quanto il corpo sia stato ingrandito o ridotto in totale. Ad esempio nella Fig. II sia il fiore sia l’insetto sono ingranditi tre volte nel diametro; di conseguenza entrambi sono ingranditi in totale 27 volte.