Broussonetia papyrifera – Gelso da carta

Aggiornato nell’agosto 2020 e nel maggio 2025; di poi nell’ottobre 2026

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Protologo e sistematica

Broussonetia papyrifera (L.) Vent. Moraceae
Il nome gli fu attribuito da Etienne P. Ventenat nel terzo volume del suo Tableau du regne vegetal, Parigi, 1799. In precedenza Linneo in Specie Plantarum l’aveva chiamata Morus papyrifera.

Le pagine 547-48. Descrizione dettagliata e mia libera traduzione. Infiorescenze maschili in amenti, singoli fioretti con quattro stami, e quattro tepali; infiorescenze femminili in amenti globosi, singoli fioretti numerosissimi e assiepati, calice a quattro lobi; uno stilo molto lungo terminante in uno stigma semplice. Un seme in un achenio al sommo di un frutticino succulento.


Fenologia

Fenologia: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione

Areale di origine

Areale di origine (native range): molto esteso in latitudine, alcune fonti includono la Polinesia.

Portamento

Il nome comune di questo albero è Gelso da carta e a Padova lo si può trovare in numerosi posti. Un notevole esemplare abita un giardino del Comune presso lo stadio Appiani a ridosso del Bastione Santa Croce, altri nel Parco giochi Città dei Bambini e in altri luoghi ancora. Cresce come albero di media grandezza, spesso come arbusto causa i numerosi polloni, i rami si allargano presto formando una chioma ad ombrello.

Lo splendido esemplare del Giardino Silvio Appiani.
Giardino Città dei Bambini, in Via Sant’Eufemia, in Aprile.
Bastione Alicorno
La pianta si propaga facilmente per talea e approfitta in particolare dei corsi d’acqua. Qui, Bastione Alicorno, ha formato una siepe, quasi certamente spontanea, lungo il canale omonimo che costeggia le mura.

Tutte queste piante che formavano la bellissima siepe spontanea, luminoso esempio di natura in città e di prezioso corridoio ecologico, sono state prontamente uccise con la ‘riqualificazione’ delle Mura cinquecentesche. (Foto del Dicembre 2020).

Lo chiamano ‘Parco delle Mura’…
Giovani individui osservati dal Ponte Barbarigo verso il Ponte delle Torricelle.
Dal Ponte di Pontecorvo. Sotto il tappeto di foglie, come in una immagine agreste, una delle tante diramazioni del Bacchiglione che attraversano la città (Canale Santa Chiara).

Foglia

La specie può essere facilmente identificata poiché le foglie presentano un accentuato polimorfismo potendo avere uno, due o nessun seno. Hanno lamina larga ma con apice pronunciato e sono vellutate al tatto, di un bel verde morbido sopra e più chiare nella pagina inferiore.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Polimorfismo delle foglie di Broussonetia papyrifera, Parco Perlasca.
Se staccate, le foglie emettono un lattice appiccicaticcio e bianchissimo. Tipico delle moracee.
Nella foto a campo più largo si distinguono le stipole (all’ascella della foglia) e una diffusa peluria su rametti, piccioli e lamine fogliari.

Foliage

In autunno le foglie diventano di un giallo intenso e sono di gradevole effetto.

Broussonetia payirifera 1 Ott17
Tenuta autunnale, lungo il Bacchiglione presso la Specola.

Fiore

Broussonetia papyrifera 3 Apr18 Web2
Pianta dioica. Infiorescenze maschili in amenti allungati e corposi, ricordano quelli dei gelsi ma sono più corti e compatti.
I singoli fioretti hanno quattro tepali fusi alla base e quattro stami con antere chiare. (Foto Indiabiodiversity)
Fiorisce al mettere delle foglie.
Spettacolare le infiorescenze femminile (Foto Daderot): lunghi stigmi pelosi e colorati di fucsia – uno per singolo fioretto.
Nell’aprile 2024 ho finalmente messo le mani su una infiorescenza femminile, in quel di Tivoli – in Veneto ho sempre trovato piante maschili. I fioretti hanno il loro stigma ormai invecchiato (disidratato).

Fiore femminile di Broussonetia papyrifera al microscopio

Superficie dell’infiorescenza, si distinguono gli stigmi (i filamenti violacei); i peletti bianchi e tre punte sono peli aghiformi.
Una sezione dell’infiorescenza, i singoli fioretti sono infilzati come spilli sul ricettacolo spugnoso
Due fiori singoli. Da destra riconosciamo: parte del ricettacolo che sfuma nel peduncolo brevissimo e sottile; il perianzio (il fiore non ha corolla e calice distinti) a forma di tubicino, questi in alto si chiude sullo stilo lì dove inizia lo stigma filiforme (la struttura colorata rosso violetto.
Dalla sezione precedente è emerso (quasi miracolosamente) l’ovario di uno dei fioretti; due ovuli in bella vista.

Frutto

Frutti di Broussonetia papyrifera. (Foto, cortesia di Anna Maria Panzera, Amici degli alberi).
Infruttescenza sferica composta da innumerevoli piccoli frutti, come per le more del gelso. Le sferette verdi sono frutti immaturi. (Foto, cortesia di Anna Maria Panzera, Amici degli alberi)

A destra frutto maturo, i singoli frutticini si ergono perpendicolarmente da un ricettacolo sferico, sono rossi o arancione e portano in cima acheni e residui di stigma. A sinistra frutto immaturo. (Link alla foto originale)

Dall’alto: frutto immaturo, frutto maturo, singolo frutticino con l’achenio in cima e il residuo di stigma di cui si diceva. (Foto Indiabiodiversity)

Corteccia

La corteccia è grigio rossastra e si fessura con l’età. In questo esemplare di Via Lepanto la fessurazione è molto più evidente: l’età ha un suo peso…
Da giovane ha un curioso motivo a strisce orizzontali.

Rispondi