Ailanthus altissima – Albero del Paradiso

Aggiornato nel Maggio 2025

Del portamento e altri caratteri – Identificare l’Ailanto o Albero del Paradiso


Ailanthus altissima (Mill.) Swingle – Sistematica

Nome imposto da Walter T. Swingler botanico statunitense (1871-1952) nel VI volume (Agosto 1916) del Journal of the Washington Academy of Sciences.

Ailanthus altissima, Protologo.

La pagina 495. Wsingle fa una lunga trattazione dapprima sulle circostanze che condussero Miller a imporre il vecchio nome (Toxicodendron altissimum) e poi sulla storia dell’introduzione della specie negli Stati Uniti.

Poco racconta purtroppo dei caratteri, forse perché nel 1916, tutti ormai sapevano tutto di questa pianta. Ma non tanto da dovergli cambiare il genere, si vede.


Ailanthus altissima, fenologia.
Fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione.
Ailanthus altissima, areale di origine.
Areale di origine: Cina sud orientale e centrale, Isole Molucche.

Foglia

L’Ailanto è un albero piuttosto facile da identificare, conviene concentrarsi primariamente sulla foglia. Lunga fino a mezzo metro, composta, di colore verde scuro, presenta un numero variabile da 13 a 25 foglioline, dunque imparipennata, anche se, come capita spesso, la fogliolina in cima può mancare.

Ailanthus altissima, foglia imparipennata.
Ailanthus altissima, fogliolina, denti alla base.
Ogni fogliolina ha forma allungata con alla base una o due coppie di denti

Portamento

L’albero è alto, i rami tendono a salire e il tronco è dritto, tutto ciò lo rende molto elegante. In città non ce ne sono molti, ma i pochi esemplari presenti fanno ognuno bella mostra di sé.

Ailanthus altissima, portamento.
Uno dei due bellissimi esemplari che abitano Via del Seminario. Purtroppo entrambi sono in giardini privati, così è difficile avvicinarsi e impossibile toccarli.
Questo incantevole albero che abita l’entrata dell’Istituto Barbarigo è stato purtroppo tagliato (nota dell’Agosto 2020)
Ailantus Pontecorvo
Via Manzoni poco prima di arrivare alla Porta Pontecorvo, anche questa pianta si trova in un giardino privato.

Corteccia

Ailanthus altissima,  corteccia.
Parco Perlasca, il tronco dritto e la corteccia grigia dell’ailanto.

Fiore

Ailanthus altissima fiorisce i primi di Giugno. I fiori sono piccoli, giallocrema tendente al verde e disposti in grandi pannocchie. La pianta è dioica (fiori maschili e femminili su alberi separati), ma si trovano molto spesso fiori bisessuali.

Un esemplare fiorito sul Ponte Ognissanti (Via Fistomba). Ottimo posto per l’osservazione essendo i rami all’altezza del livello stradale.
Ailanthus altissima, infiorescenza.
Le vistose pannocchie gremite di fiori
Ailanthus altissima, fiore maschile
Il fiore maschile, si noti la mancanza del pistillo.
Cinque petali e dieci stami, al centro nettario verdissimo

Fiore maschile al microscopio

Ailanthus altissima, fiore maschile, vista zenitale. Foto macro.
Gli stami sono disposti su due cerchi concentrici, i cinque più esterni sono adagiati sui petali, che sembrano avvolgerli e proteggerli con abbondante peluria.
Ailanthus altissima, fiore maschile, antera e petalo. Foto macro.
I sottili filamenti sono inseriti sulla parte più bassa delle antere
Ailanthus altissima, calice. Foto macro.
Il calice ha forma di coppa e ha cinque lobi che si inseriscono fra i petali
Ailanthus altissima, fiore bisessuale.
Fiori bisessuali in tutto simili nel calice e nella corolla a quelli maschili, a parte gli stami più piccoli. Ma il gineceo è singolarissimo (e di difficile interpretazione).

Fiore bisessuale al microscopio

Ailanthus altissima, fiore femminile, vista zenitale. Foto macro.
Stigma a cinque lobi (ma meglio sarebbe dire cinque stigmi saldati); gli stili si attaccano a ovari già simili alle samare che verranno.
Ailanthus altissima, fiore femminile, stigma. Foto macro.
Ma procediamo con ordine, e intanto gustiamoci questa affascinante visione zenitale degli stigmi; sembra proprio una stellina.
Ailanthus altissima, fiore femminile, gineceo. Foto macro.
Da sinistra: calice a cinque lobi puntuti e pelosetti; nettario (liberato dagli stami) verde e granuloso, i cinque ovari (a forma di samara), gli ingrossamenti al centro sono gli ovuli; stili attorcigliati e infine gli stigmi.
Ailanthus altissima, fiore femminile, ovario singolo. Foto macro.
Un pistillo nella sua interezza. Da ogni ovario esce uno stilo, i cinque stili si saldano poi tra loro formando una colonnetta che sembra come sospesa e che termina nella, ormai, ben nota stellina.

Urge un diagramma fiorale

Ailanthus altissima, Diagramma fiorale.
I petali sono saldati fra loro (calice gamopetalo) 1; ci sono due giri (verticilli) di stami, uno più interno di stami liberi 3 e uno più esterno di stami racchiusi nei petali 2; gli ovari 4 sono saldati fra loro e terminano in uno stigma non rappresentato nell’illustrazione; ogni ovario porta un ovulo 4; è presente un nettario 5.
Ailantus fiore 2
Polline frammisto a petali e stami: il trionfo della vita. Sullo sfondo il doppio filare di celtis in Via Fistomba.

Frutto

I frutti sono samare disposte in gruppo, compaiono in estate e permangono sulla pianta per tutto l’inverno.

Ailanthus altissima, frutto - samara a due ali.
La samara ha forma di elica, estremamente efficace per il trasporto a grande distanza.
Ottobre
Ailanthus altissima, samare in formazione.
Ripiegandole opportunamente si potrebbe ottenere un nastro di Moebius.
Il tipico aspetto dell’Ailanto in estate: ciuffi di frutti sostenuti dalle ampie foglie. Nella foto l’altro esemplare di Via del Seminario.
Lo stesso individuo ritratto nella foto precedente, ma questa volta a fine marzo poco prima di mettere le foglie.
Ailanthus altissima, gemma invernale.
Gemma e cicatrici fogliari in gennaio.

L’albero proveniente dalla Cina ma completamente naturalizzato è ritenuto infestante, emette numerosi polloni e i semi attecchiscono facilmente anche a grande distanza dalla pianta originaria. Così non è difficile scoprirne qualcuno lungo gli argini, lo stesso esemplare del Ponte Ognissanti quasi certamente è spontaneo.

Ailantus argini 1
Un gruppo di ailanti lungo il tratto di canale che costeggia Vicolo Santonini presso Ponte Pontecorvo (lo si raggiunge attraverso un sottoportico adiacente al ponte)
Ailantus argini 3
Ponte pedonale che da Via Pio X conduce in Via Goito, ailanti e sambuchi lungo l’argine verso il Bastione Alicorno, le piante sono quasi certamente spontanee.