Albero europeo dell’anno 2020

Si è concluso ieri, 17 Marzo 2020, il concorso European Tree of the year che premia l’albero europeo con la storia più bella e coinvolgente. Il vincitore di quest’anno è un Pino silvestre della Repubblica Ceca; seguono nell’ordine: un Ginkgo che vive in Croazia, e un Pioppo a foglia di alloro, Pupulus laurifolia, della Federazione Russa. Come è abitudine di questo blog, segnalerò, quando sarà possibile, dove queste specie si possono trovare in città; non prima, però, d’invitarvi a guardare il video della premiazione.

Il Pino è risultato il più amato probabilmente per la tenacia con cui si è aggrappato alla vita; il suo, a ben pensarci, è un comportamento eroico, abbarbicato com’è a quell’isolotto.

Dove trovarli in città

Il Pino silvestre è rarissimo a Padova, l’unico che sono in grado di documentare è quello che viveva al Parco dei Faggi a Voltabarozzo, ma purtroppo, durante alcuni lavori di “riqualificazione” è stato tagliato. Credo per motivi di stabilità, poiché a giudicare dal ceppo non si direbbe che fosse malato. Così quello che doveva essere un post di giubilo, si tinge di dispiacere e amarezza.

Aggiornamento (Agosto 2021)
nel frattempo ho scovato altri, pochi, sylvestris in giro per la città, li trovate nel post dedicato alla specie.

Il Pino silvestre in una foto dell’Aprile 2019. Il suo andamento sbilenco l’ha tradito...
Sembra tutto in ordine, almeno per quanto riguarda questa parte del tronco. Mah!… (Foto gentilmente offerta dalla Signora Carmen Ruzzon, Comitato Tutela Parco dei Faggi-Sgaravatti)
In terra a sinistra il ceppo rimasto. Sullo sfondo un filare di cedri dell’Atlante con i rami più bassi brutalmente tagliati, quasi fossimo lungo il ciglio di una strada e non in un parco storico.
Vicino han piantato un giovane Pino nero. Si osservino le ferite inferte ai Cedri.

Nonostante questa Amministrazione si distingua per le numerose iniziative volte a suscitare rispetto e amore per gli alberi, quando si tratta di “far pulizia” non va molto per il sottile, potature che talvolta somigliano a mutilazioni, e tagli affrettati, non sono purtroppo rari. Forse serve un salto di qualità nel pensiero di ognuno: così come gli alberi cittadini non si possono potare seguendo gli stessi criteri adottati in un frutteto a scopo industriale; allo stesso modo un albero che vive in un parco storico ha diritto a cure e attenzioni molto maggiori rispetto ad un albero che adorna le strade di una città; gli stessi motivi che inducono a sopprimere il secondo non possono giustificare l’uccisione del primo.

—– o —–

Molto più comune in città è il Ginkgo, lo si trova in splendidi viali e stupendi individui isolati. Se n’è già parlato, in questo blog, in un apposito articolo, ma non si può non ricordare l’antico esemplare dell’Orto Botanico.

Così vecchio è ancora in vena di giocare a comporre losanghe con i rami.

—– o —–

Non ci sono, che io sappia, Pioppi a foglia di alloro a Padova, risulta, invero, raro in tutta l’Europa occidentale: rimando a questo link.

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