Cephalotaxus harringtonia – Cefalotasso di Harrington

Siamo giunti quasi senza avvedercene al centesimo post di Unalberoalgiorno, lo festeggiamo con una pianta esotica e affascinante che mi ha impegnato alquanto nella soluzione di un piccolo mistero.

Cephalotaxus harringtonia è un albero giapponese non molto comune in città: Giardini dell’Arena, Parco dei Faggi (Giardino Sgaravatti), Giardino Santa Rita, Orto. Che io sappia non ce ne sono altri.

La specie ha portamento sia arbustivo sia arboreo. Questo individuo, un bell’esempio del primo tipo, abita ai Giardini dell’Arena in un ampio spazio fra il Viale Perlasca e il muro divisorio col Museo Civico.
Parleremo presto di lui in un prossimo post a proposito di una discutibile potatura. Intanto osserviamolo in un’immagine a campo più ampio. Lungo il muro: celtis, aceri, faggi.
Addossato allo stesso muro, verso la Cappella degli Scrovegni, un altro esemplare dal portamento molto diverso. La specie è dioica e questo albero è un maschio, mentre il precedente è una femmina. Attenzione: non c’è alcun collegamento tra portamento e sesso!
Aghi piatti disposti su due file lungo il rametto, ma non su un unico piano; esse tendono piuttosto a disporsi a forma di V, a guisa di ali di colomba.
La parte inferiore di ogni ago è solcata da due eleganti strisce chiare. Il vertice si stringe molto assomigliando quasi ad una spina.
La corteccia di questo albero è uno splendore. Colorata di rosso, grigio, bluastro, è lucida fino a quasi l’iridescenza.
Giardino Sgaravatti, una femmina dalla corteccia smagliante, qui dopo una breve pioggia.
Molto caratteristici sono i frutti, una sorta di graziose, olive o per alcuni prugne, rossoviolacee. Foto in ottobre.

Misteriose formazioni

Lo sviluppo di questi simpatici frutti ha rappresentato per me, durante la preparazione di questo post, un mistero. Cercherò ora di ripercorrere le scoperte e le riflessioni che mi hanno permesso di venirne a capo.

In febbraio le gemme, poste in cima ai rametti o sotto di essi, cominciano a ingrossare.
Fiori femminili completamente dischiusi, a fine marzo.
Nello stesso periodo, fiori maschili giunti a piena maturazione.
I fiori maschili si dispongono in doppia fila sulla parte inferiore dei rametti…
…talvolta sbucando anche dall’altro lato.
Da questa foto si direbbe che in maggio, è questo il periodo dello scatto, comincino a maturare i frutti. E fin qui tutto bene…
Senonché sulla pianta ci sono contemporaneamente ai frutti anche misteriose formazioni, che in un primo momento fanno pensare a fiori abortiti. Interpretazione però non verosimile poiché questi ben presto seccano e cadono. Tali strutture al contrario hanno aspetto sano e rigoglioso.

A questo punto urge ricorrere ai manuali o al web. L’indagine si fa più accurata e faticosa. Finalmente nel sito dell’Orto Botanico delle Conifere di Ome trovo, forse, la soluzione: il frutto per maturare ci mette due anni. I nostri oggetti alieni potrebbero essere frutti in lenta maturazione. E’ obbligatorio tuttavia un qualche riscontro. La prima cosa da fare è vedere come si presenta il fiore appena fecondato, serve una foto fra marzo e maggio possibilmente dello stesso anno, forse con un po’ di fortuna…

Aprile, fiori femminili che cominciano a fruttificare?

Occorrono altri elementi. Ritorniamo su un particolare di una foto già incontrata.

A destra e a sinistra compaiono cose completamente diverse: sulla destra un frutto formato e immaturo e lì vicino frutti che si avviano a imitarlo, a sinistra, anche se parzialmente coperte dalle foglie, formazioni che ormai riconosciamo come frutti in embrione.

Dunque i frutti sulla destra si sono formati l’anno precedente e quelli sulla sinistra nell’anno in corso.

Ritornando a questa foto del Gennaio 2019, possiamo, finalmente, concludere che le ‘misteriose formazioni’ altro non sono che frutti formatisi nella tarda primavera del 2018 e che matureranno nell’estate 2019.

Ma è ormai tempo di mostrare dove si può trovare l’albero in città, e, per questa volta, anche fuori.

Due esemplari vicini ai Giardini dell’Arena.
Un altro harringtonia vive nella zona preclusa al pubblico, ormai da qualche anno, negli stessi Giardini .
Parco dei Faggi, uno splendido esemplare di certo molto anziano.
Giardino Santa Rita
Questa specie deve aver affascinato i giardinieri all’inizio del secolo scorso poiché compare in molti giardini storici. Qui al Parco di Villa Bolasco a Castelfranco Veneto.
Giovane esemplare al Parco di Ome. Un luogo da visitare.
Cephalotaxus harringtonia dal portamento arboreo all’Orto.

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