Punica granatum – Melograno

Albero largamente presente nelle arti e nelle lettere certamente a motivo del frutto intensamente colorato e dalla struttura singolarmente composita che si presta a simbolismi di ogni genere.

Internamente i numerosi semi sono racchiusi in una polpa carnosa e distribuiti in comparti separati. Il frutto è un particolare tipo di bacca.

Forse un po’ scontato ma doveroso il richiamo alla poesia universalmente nota del Carducci, Pianto antico. Rappresentazione breve, quasi fulminea, ma intensissima di un dolore straziante.

L’albero a cui tendevi
la pargoletta mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli fior,

nel muto orto solingo
rinverdì tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor
.

Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo unico fior,

sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.

Piene sono poi le pinacoteche di opere dove compare la pianta, legata com’è a numerosi miti pagani e di altre religioni.

Botticelli, Madonna della Melagrana, 1490, Uffizi.
L’abbondanza di semi racchiusi in uno scrigno dalla struttura complessa e misteriosa indica fecondità. Mentre il colore allude al martirio di Cristo, e proprio a quell’orizzonte per ora lontano sembrano rivolti gli sguardi dei due protagonisti. Alcuni angeli sembrano invece un po’ distratti.
Filippo Lippi, Madonna col Bambino e storie della vita di Sant’Anna, 1452-53, Uffizi.
Gentile da Fabriano, Fuga in Egitto (particolare), 1423, nella predella della grande pala Adorazione dei Magi, Uffizi.
Domenico Ghirlandaio, Sacra conversazione degli Ingesuati (particolare), 1480-85, Uffizi.
Oltre la balaustra rappresentazione accuratissima di melograno, colpisce la precisione delle foglie oblunghe e a margine intero.
Foglie piccole con vertice arrotondato e racchiuse in una ellisse a forte eccentricità (insomma, molto schiacciata), quasi invisibili le venature secondarie.
Foglie sparse sui rametti in modo un po’ disordinato – anche se per i manuali la fillotassi è opposta.
In autunno le foglie diventano di un bel giallo dorato.
Melograni in tenuta autunnale in un giardino privato alla Stanga.

Del colore dei fiori e dei frutti si è detto, ma ci sono molte altre cose interessanti da illustrare.

Calice coriaceo e carnoso. Inizio maggio.
Fiore dispiegato: petali e filamenti degli stami rossi, antere gialle.
Fiore fecondato, si noti il rigonfiamento alla base.
Frutto formato a fine giugno. Il calice si è dilatato incredibilmente conservando in cima vistosi sepali, i quali racchiudono ancora gli ormai rinsecchiti organi maschili.

Molte cultivar sono apprezzate solo per la fioritura e poco importa se sono sterili.

Fioritura eccezionale in Via Piave.
Le cultivar hanno il fiore almeno con corolla doppia, e alcune i petali screziati.
La corteccia è grigia.
Un esemplare dal portamento cespuglioso al Giardino alla Rotonda. Qui è in corso una ristrutturazione e non sappiamo se questa pianta la supererà.
Giardini dell’Arena, una cultivar sterile.
Via Palestro anche questa pianta non dà frutti.
Via Monte Grappa.
Notevole esemplare dal portamento arboreo all’Orto.
Melograno fecondo in Piazzale San Giovanni.

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