Viburnum opulus – Pallon di maggio

Viburnum opulus è un aggraziato e interessante arbusto radicato nel territorio, e con alcuni caratteri che permettono di identificarlo con una certa facilità, il primo dei quali è sicuramente il fiore: una corona di bianchissimi fiori sterili che racchiude piccoli fioretti fertili biancocrema.

I fiori sterili sono molto più grandi di quelli fertili, la loro funzione è forse di attrarre gli insetti impollinatori.
Fiori a simmetria pentagonale, petali leggermente carnosi e ripiegati. I lunghi stami guizzano ben oltre la corolla, mentre il pistillo vi è completamente racchiuso.
Il miracolo della fecondazione. All’ingrossarsi dell’ovario cadono corolla e stami.
I frutti quasi perfettamente sferici sono di colore rosso smagliante,…
…restano a lungo sulla pianta, e fanno bella mostra di sé quando le foglie arrossano e l’arbusto s’infiamma.
Campo dei Girasoli.
Qui da un punto di vista più abituale.
Il frutto è una drupa con un unico seme curiosamente appiattito. I manuali amano dire che è a forma di cuore.

A questo punto dobbiamo fare un passo indietro per parlare di una cultivar un po’ speciale. La ghirlanda di fiori sterili presente in natura deve aver colpito la fantasia dei giardinieri che hanno finito col selezionare una pianta priva di fiori fertili a beneficio di quelli sterili, e dal nome molto appropriato: Viburnum opulus Flore Pleno.

Orto Botanico
Il ciclo si interrompe qui, non ci saranno frutti.
Corteccia grigiorossastra con lenticelle chiare. Le ramificazioni partono direttamente dalla base, come per tutti gli arbusti, e la corteccia si fessura poco.
Le foglie sono lobate e ogni lobo è grossolanamente dentato; pagina inferiore con nervature evidenti e pelosette.
Dell’arrossamento autunnale si è detto
Foglie opposte, come per tutti i viburni.
In città lo si può trovare occhieggiando fra i giardini privati. Via Cristoforo Moro.
Uno splendido esemplare al Giardino Santa Rita
Si trova abbondante in lunghi filari, assieme ad altri arbusti, nei Boschi Urbani. Qui a Voltabarozzo, Via Stradella Zacco.
Due vecchie conoscenze, gli esemplari gemelli dell’Orto che vivono verso la Porta Ovest. La foto è di marzo, e le infiorescenze si distinguono poco perché inizialmente verdi.

Difronte alle serre in un grande spazio, una parte del quale è adibito ad arbusteto, vivono un paio di opulus ‘originari’ in compagnia di cornus e altri cugini viburni. Non ci sono ancora cartellini, dunque aggirarsi colla massima attenzione.

Il Nostro è la pianta al centro della foto
Guardando a Sudovest lo spettacolo è assicurato.

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