Mahonia bealei – Maonia di Beale

In questo periodo si può incontrare in città una pianta che porta vistose infiorescenze, formate da lunghi e sottili grappoli di brillanti fiorellini giallolimone. È Mahonia bealei, tra le numerose specie di maonia sicuramente la più comune a Padova; certo a motivo delle caratteristiche infiorescenze o, forse, anche per le strette foglie dalla lunga rachide che porta numerosissime foglioline spinemunite.

Le foglie spinose (da quattro a dieci paia di foglioline) non invitano ad accarezzarla ma l’aspetto è intrigante.
Giardinetto privato in Via San Pio X. La pianta dai frutti carminio è una Nandina domestica. Entrambe appartengono alla famiglia delle Berberidaceae, forse non è un caso che siano state piantate vicine.
Non è facile districarsi fra le diverse specie del genere Mahonia, poiché molte di esse hanno numerose cultivar, senza contare, poi, gli incroci che mescolano i caratteri specifici. Questo esemplare dell’Orto ad esempio non ha l’esagerato numero di foglioline che spesso esibiscono le bealei reperibili nei vivai.
Più facile da distinguere è Mahonia aquifolium: foglie verde intenso e lucide; fiorisce un mesetto dopo. Mentre la Nostra è quasi indistinguibile da Mahonia japonica (a questo link se volete potrete approfondire l’intricata questione) .

Ma procediamo con ordine. Le foglie, come si è accennato, sono composte, con fogliolina terminale un po’ più grande. La pagina superiore è verde chiaro e ancora più pallida l’inferiore.

Questa pianta fornisce un ottimo esempio di foglioline prive di picciolo (sessili).
La specie tende a produrre polloni, come succede agli arbusti.
La fioritura è precoce, alcuni esemplari portano i fiori già in dicembre, ma il periodo canonico è gennaio-febbraio.
Dicembre 2020.
Gemme in ottobre.
Petali e sepali gialli, stami con doppia antera appressati ai petali, il pistillo verde e tracagnotto ha lo stigma a forma di curiosa coroncina. Scovare pistillo e stami non è facile, ma la tenacia è premiata dalla gradevolezza e singolarità di colori e forme.
Fiori appena fecondati, la base del pistillo comincia ad ingrossarsi.
I frutti compaiono in aprile-maggio, dapprima glauchi e poi a maturazione blu violacei; la forma è simile ad un ellissoide.
Giugno
Il residuo dello stigma in cima denuncia l’ovario supero. Minute brattee alla base del peduncolo;…
…le vedete? Originariamente erano a protezione del fiore.
Corteccia marrone che si fessura con l’età in scaglie quadrangolari.
La pianta cresce in modo regolare e caratteristico. Al centro della foto i raspi che portavano i frutti dell’anno precedente, in alto le infiorescenze dell’anno in corso. Quello che sta nel mezzo è il tratto di tronco cresciuto nell’anno in corso (anno n). E sotto il segmento cresciuto nell’anno precedente (anno n-1).
L’esemplare più grande in città, che io sappia, è in Via San Pio X, presso il Ponte Saracinesca. Abita il terrapieno delle Mura Cinquecentesche; altri ce ne sono lungo questa fascia di terra.
Tronco tormentato.
Via Cremona (Sacra Famiglia).
Siepi con bealei ed altre specie in Piazza Castello. Un posto tranquillo e comodo per l’osservazione.
Alcuni esemplari hanno in inverno le foglie arrossate. Non è escluso che si tratti di cultivar o ibrido.
Anche per questi che sembrano miniature valgono le stesse considerazioni. Piazzetta Bettiol, presso Passeggiata Conciapelli.

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