Quercus robur – Farnia

Quercia per antonomasia assieme al rovere scandisce il paesaggio italiano, i quadri in specie rinascimentali ne sono pieni. Piuttosto comune in città. Anche se di crescita lenta, non mancano tuttavia esemplari che danno soddisfazione alla vista. Avremo modo inoltre di parlare di individui vetusti e solenni.

Mi piace cominciare con questo splendido esemplare che vive nel giardino di un condominio in Via Brigata Padova. Di recente ho conosciuto il giardiniere che lo cura, uomo di pochissime parole ma dalla grande sensibilità.
Portamento espanso, lui tende ad allargarsi così la chioma diventa una immensa cupola quasi perfettamente semisferica. Via Monterotondo.
Parco Iris, una bellissima pianta scenograficamente collocata al sommo di una collinetta.
Esiste una cultivar a portamento fastigiato, bella e indicata per le strade cittadine. Nella foto l’esemplare in Piazzale San Giovanni, a fianco il suo compagno, da sempre, Carpino bianco.
Via delle Palme, doppio filare.
Foglia allungata, che tende ad allargarsi verso il vertice, simmetrica, pochi lobi stretti e profondi. Picciolo cortissimo quasi ricoperto da due minuscole orecchiette, carattere quest’ultimo tipico della specie.
Fillotassi alterna, con foglie che tendono a raggrupparsi in cima ai rametti. Le giovani foglie sono tenere, poi col tempo assumono consistenza coriacea e si scuriscono sopra; sotto restano molto più chiare.
Giornata insolitamente ventosa per Padova.
Colori autunnali
Gennaio. Le foglie, come per tutte le querce, tendono a rimanere a lungo sulla pianta.
Il frutto, come tutti sanno, si chiama ghianda. La forma è inconfondibile, allungata e coperta per breve tratto da una cupola inizialmente a squame appuntite poi smussate.
Lungo peduncolo, anche questo carattere aiuta l’identificazione.
I fiori spuntano in aprile, disposti in lunghi amenti i maschili, piccoli e isolati i femminili. Nella foto gemme appena dischiuse, presto le infiorescenze si distenderanno.
Fiore nudo (senza corolla) le uniche ad apparire sono le verdi antere.
Il lungo peduncolo si appresta a sopportare il peso di grossi frutti, cresceranno e si irrobustiranno insieme. Per il momento solo minuscoli fiori il cui ovario è racchiuso nella futura cupola della ghianda. Solo un paio al massimo ce la faranno.
Fiori appena fecondati
La corteccia si fessura in lunghe crepe verticali, e conserva anche nei vetusti esemplari un aspetto che definirei composto. Il colore è grigiomarrone.
Oltre a Via delle Palme, anche nella vicina Via Citolo abitano numerose farnie cui si alternano alcune fastigiate.
In questa foto in autunno.
Giardino Città dei Bambini in Via Sant’Eufemia. L’inutile quanto dannosa abitudine di tagliare le branche più basse, ne snatura il portamento.
Qui al Parco Cavalleggeri questa pratica ha addirittura l’effetto di ridicolizzare la povera pianta.
E per non far mancare niente alle lamentele, una foto antecedente i gravissimi fatti di Piazzale Boschetti. Assieme ai cipressi dell’Arizona una bellissima farnia fastigiata, che viene ancora il magone…
Doppio filare di farnie fastigiate, frammiste a noccioli di Costantinopoli, lungo la rampa di accesso al Ponte di Voltabarozzo.
Lì vicino, dall’altra parte dell’argine, il Bosco Urbano di Voltabarozzo. Una lodevole iniziativa del Comune. Nella foto giovanissime farnie. Detto fuor di polemica: forse piantate un po’ troppo vicine: cosa succederà quando fra 20-30 anni saranno cresciute?
Giovane farnia al Parco dei Salici alla Guizza.
Giardino Modì ad Albignasego. A sinistra un olmo e a destra, appena visibile, una siepe di Cupressocyparis leylandii.
E per finire due patriarchi. Qui al Parco Villa Bolasco a Castelfranco Veneto.
Parco del Brenta, Comune di Vigodarzere. Non molto distante dal Platano monumentale della Certosa di Vigodarzere vive, chi sa da quanto tempo, questa enorme farnia.
Il tronco possente è privo del colletto, interrato dai lavori di rifacimento del tratto di argine. L’albero non sembra risentirne, ma la vista sì, prima di capire cosa ci fosse di strano nel tronco ci ho messo un bel po’.
Qualcuno ha sentito il bisogno di mettere per iscritto i propri sentimenti.
Vista da altra angolazione.

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