Pinus pinaster – Pino marittimo

Il pino marittimo (Pinus pinaster) è un albero misconosciuto, sin dal nome (volgare) che gli è stato sottratto dal pino domestico (Pinus pinea). I due alberi si somigliano moltissimo sia da giovinetti che da maturi, mentre il Nostro in età intermedia si può confondere col pino nero (Pinus nigra); il quale, fra l’altro, assomiglia molto al pino di Scozia o pino rosso (Pinus sylvestris). Insomma, diffidare del senso comune che tende a fare di tutti i pini un solo fascio.

Esemplari giovanissimi: a sinistra Pino domestico, a destra marittimo. Diverso il colore (più chiaro il primo) e le cime dei rametti (più numerose e con aghi leggermente più raccolti nel domestico).
Ma il modo sicuro per distinguerli è stropicciare gli aghi: quelli del domestico non hanno punto odore, mentre nel caso del marittimo si sente un pungente profumo di resina.
Venezia, entrata sud dei Giardini della Biennale. Dite voi se non sembra un pinea!
La colonna rostrata nella foto ha una lunga e interessante storia che dalla battaglia di Lissa arriva fino alla Prima Guerra Mondiale. Non è possibile nemmeno accennarne, ma in questo dotto e gustoso articolo la vostra curiosità potrà trovare giusta soddisfazione.
Breve filare di pinaster nei pressi dell’entrata dell’Ospedale da Via Giustiniani. Una buona palestra per il Cacciatore di Alberi poiché non essendo troppo alti si possono osservare da vicino.
Fra tutti i pini con aghi disposti in fascetti di due il pinaster è quello con gli aghi più lunghi. E questo aiuta molto l’identificazione. Anche il colore è peculiare: verde tendente al glauco.
(Sullo sfondo: Isola di San Clemente. Laguna di Venezia)
Dall’alto a sinistra in senso antiorario: Pinus pinaster; P. nigra; P. pinea; P. halepensis
Gli aghi sono robusti e puntuti
Un bel pungiglione (mucrone), non c’è che dire…
Se si accarezza l’ago in senso longitudinale dal vertice alla base si incontra una certa resistenza, dovuta al bordo fogliare minutamente seghettato. Nella foto sono visibili anche righe di stomi…
…che, guardando attentamente, si possono percepire anche a occhio nudo.
Dopo un innocuo ritocco…
Sezione trasversale di un ago, un perfetto semicerchio. Ricorda una cassata siciliana al pistacchio…
Anche la gemma aiuta l’identificazione. Piuttosto sottile e allungata (a seconda dello stato di maturazione) presenta squame strette e acute che si inarcano all’esterno.
La forma così tipica permette di distinguere il pinaster dal nigra, che invece ha gemma grossa e tozza.
In marzo coll’inizio del periodo vegetativo, le gemme si allungano producendo nuovi rametti o fiori a sessi separati
Un esemplare piuttosto prolifico. Fiori femminili in alto e maschili in basso. Maggio.
Stroboli maschili in uno stadio iniziale. Al centro rametto scalpitante.
Poi diventano così, simili ad una pannocchia sfogliata, ma i chicchi sono in questo caso coni squamosi ellissoidali.
Strobilo femminile. Bellissimo!
In uno stadio più avanzato. Le squame cominciano ad ingrossarsi e pare di vedere la pigna formarsi sotto i nostri occhi.

Il gioco delle squame fertili (macrosporofilli) e sterili in una sezione longitudinale dello strobilo
Sono distinguibili i due ovuli ‘nudi’ alla base della squama fertile
Coni allungati e appuntiti; solitari, ma più spesso in gruppo
L’apofisi è munita di umbone e di un mucrone pronunciato
…in certuni molto pronunciato.
Due eleganti semi alati per squama
La corteccia è inizialmente grigia, ma ben presto si screpola scoprendo fessure rossicce
Le screpolature sembrano fogli sovrapposti.
Rami e rametti restano grigi, questi ultimi portano vistose cicatrici fogliari.

Il post si è protratto fin troppo e manca lo spazio per indicare dove trovare l’albero in città. Ci proponiamo di farlo in un ulteriore articolo.

Un pensiero su “Pinus pinaster – Pino marittimo

  1. Complimenti per questo post, una vera e propria lezione di botanica!
    Per curiosità: le foto dei dettagli, come la sezione di ago, sono fate allo stereoscopio? A quanti ingrandimenti?

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