Margherita Hack – Un Giardino e un compleanno

In un vecchio articolo si era definita Margherita Hack: rilevante astronoma, grande divulgatrice, convinta sostenitrice dei diritti delle donne. Oggi onoriamo il centenario della sua nascita (12 Giugno 1922) raccontando di un piccolo giardino padovano a lei dedicato. Ma prima, come omaggio (di certo inadeguato) alla divulgatrice, ci tengo a mostrare la foto di uno dei suoi primi libri di divulgazione scientifica che conservo gelosamente nella mia biblioteca personale.

Il libro è del 1983 e appartiene ad un genere di divulgazione ormai obsoleto: era sì fatto con levità, come si addice ad una lettura per non specialisti, ma era soprattutto uno strumento di studio, per conoscere e capire. Qualche tempo dopo prevarranno nuove idee sui libri di divulgazione tutte basate sul mercato: il concetto più caro agli editori e che meglio sintetizza questo nuovo punto di vista è: “per ogni formula che compare, diecimila lettori in meno”.

Bando alle amare riflessioni e passiamo all’oggetto del post: illustrare il patrimonio arboreo del Parco Margherita Hack in Via Cossa. Dedicarle uno spazio pubblico (2013) è stato un bel gesto da parte dell’Amministrazione; pur non comparendo informazioni storiche nel sito del Comune, credo tuttavia che l’idea della dedica risalga all’ex sindaco Flavio Zanonato.

Foto da GoogleMyMaps. Il Giardino ha l’entrata a sud da Via Cossa (“a“, sulla piantina), sul lato ovest è delimitato dal Bacchiglione che oltre il manufatto (b) prende il nome di Tronco Maestro, a nord confina col complesso del Bastione Alicorno (c, d), a est civili abitazioni.
L’entrata da Via Cossa. Imponente la massa arborea, gli alberi più alti sono pioppi grigi (Populus x canescens) (7).
Giovani frassini minori (Fraxinus angustifolia) (12) occupano piccole aiuole del parcheggio.
Attraversata l’entrata imbocchiamo il sentiero in direzione nordest, subito sulla destra un gruppetto di peri cinesi (20) ci allieta con la fioritura marzolina. Sullo sfondo i grandi pioppi ammirati da Via Cossa.
I fiori dai petali candidi, le antere viola e i boccioli macchiati di rosa, sono bellissimi.
Oltre i peri sono presenti molte piante interessanti. Un oleandro (19) di notevoli dimensioni nell’angolo sudest, colto fiorito a fine giugno.
Fiori doppi. Più fucsia che rosa, per questo da lontano ha quell’aspetto ambiguo.
Ancora fucsia con la fioritura di un giovane Crataegus levigata Paul’s Scarlette (14)
Uno dei più generosi in città.
In questa parte di Giardino ci attende una sorpresa: un rarissimo, per Padova, Prunus padus (16). Ciliegio dai fiori a grappolo, dall’infiorescenza così perfetta da sembrare finta.

Che io sappia ci sono solo due esemplari i città, l’altro è nel recente arbusteto dell’Orto. Suoi sono i frutti dalla più classica delle disposizioni a grappolo.
Una qualche cultivar, dal fiore doppio, di Prunus subhirtella (18).
La giovane corteccia.
In questa grande aiuola di sudest compaiono anche tre grandi alberi di specie ben note a questo blog: un Platano comune (13), nella foto, un Cedro dell’Himalaya (15) e una Magnolia dai fiori bianchi (17).

Area a nord

Ci dirigiamo verso l’area nord del Giardino che confina con il complesso del Bastione Alicorno.

Le due zone sono ora separate da una recinzione provvisoria e precaria, ma non è dato sapere se avranno un futuro comune. La costruzione sulla sinistra (b) è la chiavica del Canale Alicorno.
A sinistra la facciata sul Canale Alicorno, a destra quella sul fiume che porta la paratoia per la regolazione del flusso.
Collegare le due aree potrebbe essere un’occasione per realizzare un corridoio ecologico (transito di specie animali e vegetali) lungo la riva destra del fiume.
L’argine del Bacchiglione e in fondo la chiavica. In primo piano ontani (Alnus glutinosa) (9) di certo spontanei. A destra la recinzione del Giardino.

Ma torniamo agli alberi. In questa zona vi dimorano esemplari ben sviluppati e di specie non comunissime, sicuramente antecedenti al Giardino. Il sito faceva parte di una villa non più esistente, come ha gentilmente spiegato a Unalberoalgiorno il Dottor Gianpaolo Barbariol ex Dirigente del Settore Verde, e quindi non stupisce la presenza di alberi anche vetusti.

Il Giardino ospita alcuni alberi di Sant’Andrea (Diospiros lotus) (5); uno dei suoi tanti pregi poiché la specie è piuttosto rara in città.
Un maschio dalla curiosa base.
Frutti maturi in novembre, simili a quelli del cachi, ma molto più piccoli.
Anche le foglie, dalla forma gradevole e colore intenso, sono belle da guardare.
In questa parte del Giardino è presente anche un certo numero di tassi (Taxus baccata) (2), alcuni vetusti. Conifera molto amata forse a motivo della sua doppia natura di albero della vita, in quanto sempreverde, e albero della morte, perché velenosissimo in tutte le sue parti…
…tranne nell’arillo che avvolge il seme.
Uno un po’ più giovane cresce sotto i grandi pioppi, nella regione centrale.
Un importante Acero montano (Acer pseudoplatanus) (1) forse il più bello in città.
Lungo il confine est vive una Glicine (4) dalla impressionante fioritura (aprile). Il fiammeggiante acero giapponese è di un giardino privato.
Pioppo grigio (7) di dimensioni eccezionali, come solo loro sanno assumere. Speriamo si mantenga in salute vista la sorte toccata ai grandi alberi negli ultimi tempi.

Regione centrale

Dei grandi pioppi grigi di questa parte di Giardino abbiamo già parlato; ma ne han piantati anche di nuovi: i tre nella foto (Aprile 2019) non possono avere più di una decina d’anni .
Un anziano Ligustro giapponese (8) colto in ottobre carico di frutti.
L’inquadratura più ampia permette di coglie altri elementi. A destra meli ornamentali (10), che meriterebbero un post a sé per gli interessantissimi caratteri, a sinistra frassino minore (12) in livrea autunnale e in primo piano una delle tante postazioni per l’esercizio fisico che arricchiscono il Giardino.
Nella foto un’altra racchiusa da una siepe.
I meli sono disposti lungo un vialetto che descrive una semicirconferenza. Forse l’autunno è il periodo migliore per ammirarli.
Ma in ogni stagione c’è qualcosa di bello da guardare.
Lungo l’argine adiacente al Giardino vivono molte specie alcune delle quali spontanee. Nella foto un giovane Amolo (Prunus cerasifera) (11) fiorito.
Robinie verso il Bastione Alicorno. I recenti lavori di restauro delle mura hanno comportato la consueta distruzione di ampie zone verdi con l’uccisione di alberi anche vetusti. Ma questa è un’altra storia che andrebbe meglio raccontata. L’assurda pretesa di liberare le mura cinquecentesche dalla vegetazione che ne ostacolerebbe la vista, ha privato la città di molti alberi e in alcuni casi ha provocato vere e proprie mattanze.
Verso il Bassanello (Ponte dei Cavai) una passeggiata ciclopedonale ornata da numerose specie diverse fra le quali noci e sambuchi (nella foto).

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