Botticelli, Nastagio degli Onesti e la Pineta di Classe

In questo post faremo uno dei giochi preferiti dal Cacciatore di Alberi: riconoscere le specie arboree presenti in un’opera d’arte. In particolare ci occuperemo della pineta raffigurata nelle prime tre tavole della tetralogia botticelliana che illustra la novella di Nastagio degli Onesti. Ma prima riassumiamo brevemente la vicenda, servendoci della sintesi che lo stesso Boccaccio fa precede al racconto. Se volete gustare integralmente la novella, potete andare a questo link. Per tutte le altre immagini del post il riferimento è alle rispettive voci di Wikipedia.

Nastagio degli Onesti, amando una de’ Traversari, spende le sue ricchezze senza essere amato; vassene, pregato da’ suoi, a Chiassi; quivi vede cacciare ad un cavaliere una giovane…
…ed ucciderla, e divorarla da due cani;…
…invita i parenti suoi e quella donna amata da lui ad un desinare, la quale vede questa medesima giovane sbranare,
…e temendo di simile avvenimento prende per marito Nastagio.

Che sia una pineta lo si dice nel racconto e si vede a colpo d’occhio in ognuno dei primi tre quadri, dove però sembra esserci qualcosa di irreale. Guardando meglio ci si rende conto che la sensazione di straniamento è dovuta alla rigidità dei fusti privi di qualsiasi movimento tanto da sembrare infissi nel terreno invece di uscirne. Forse la cosa è voluta coll’intento di creare una atmosfera fiabesca. Ma purtroppo non lo sapremo mai.

Isola di Sant’Elena, Venezia: Parco delle Rimembranze. Pini domestici frammisti a pini marittimi.
Nei dipinti sono ritratti spesso animali, in questo particolare dal primo episodio si distinguono due conigli selvatici acquattati fra bassi arbusti dalle bianche infiorescenze erette.
Due cervi che si abbeverano, ma uno di essi sembra distratto da qualcosa. (Particolare dal secondo episodio)
Questo particolare, sempre dal secondo episodio, mostra un cervo che bruca un arbusto a foglia larga e dalla chioma alta e stretta. Ma è difficile individuarne la specie da così pochi elementi.
Primo episodio. Una pecora al pascolo, che sembra indifferente alla ferocia dei cani, e dietro due conigli forse in fuga. Si noti il sangue sul gluteo della donna e come i cani abbiano gli artigli ben separati per meglio affondarli nelle carni della poveretta incorsa nella giustizia divina (ma si sa, Dio è maschio…)
Nella novella si dice che la giovane era ‘tutta graffiata dalle frasche e da’ pruni‘. Ma nei dipinti non vi è traccia di abrasioni. I pruni erano di certo Prunus spinosa (il che ci ricorda qualcosa), difficile dire se l’arbusto alto e stretto già incontrato è tale, tuttavia pare improbabile poiché il prugnolo ha chioma che si allarga salendo.
Il sottobosco, come succede nelle pinete, manca quasi completamente, se non per i bassi arbusti, di cui si è detto, e che erano in piena fioritura alla fine di aprile (‘quasi all’entrata di maggio’ recita la novella). Potrebbe trattarsi di ligustro comune, unica specie autoctona che in quel periodo esibisca infiorescenze a candelabro.
Ligustrum vulgare fiorito in maggio
Infiorescenza

Se per gli arbusti l’identificazione è incerta, gli alberi sono sicuramente pini. Ma possiamo dire di più: la forma della chioma restringe il campo ai soli Pinus pinea e P. pinaster (si ricordi che invecchiando il pinaster tende anche lui ad avere chioma ad ombrello). Anche la corteccia dalle placche irregolari e allungate corrobora questa congettura.

In questo particolare (del primo episodio) gli aghi che si espandono in tutte le direzioni ci parlano di pini marittimi (Pinus pinaster).
Pure i coni avvalorano questa interpretazione sia per la forma alquanto allungata sia perché spesso attaccati a rami molto vecchi, carattere che il pinaster presenta abbastanza comunemente. (Particolare dal terzo episodio)
Il cono del pino marittimo indugia per anni sulla pianta. Nella foto la Pineta degli Alberoni al Lido di Venezia.
Al pino domestico fa invece pensare questo ramo che porta in cima rametti i cui aghi si fermano tutti alla stessa altezza. (Particolare dal secondo episodio)
E anche i coni dei festoni, delle recinzioni nella terza scena, sembrano avvalorare le deduzioni su questa specie, ché i coni del pinaster sono più assottigliati.
Le informazioni sembrano contraddirsi. Ma va ricordato che generalmente entrambe le formazioni arboree sono presenti nelle pinete costiere, e ciò vale anche per la Pineta di Classe, dove le due specie convivono serenamente almeno dall’XI secolo.
Nell’ultimo quadro, infine, compare il mirto,… come in ogni festa di matrimonio che si rispetti.

2 pensieri su “Botticelli, Nastagio degli Onesti e la Pineta di Classe

  1. Ciao Paola, ciao Luciano, grazie a voi.
    Un caro saluto e tanti auguri di Buon anno e un sereno Natale
    Piero

  2. Che bel post, colmo di speranza. Grazie per averci accompagnato lungo il cammino di quest’anno.
    Luciano e Paola

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