Nome imposto da Casimir de Candolle, uno dei tanti botanici di famiglia, in Annales des Sciences Naturelles; Botanique, Serie 4, Volume 18, 1862, Parigi.
La pagina 34. ‘Picciolo lungo 2-3 centimetri e rachide glabro; foglie lunghe 8-10 centimetri, a 5 paia [di foglioline], foglioline sessili, ellittico-lanceolate; amenti sconosciuti, spighe ascellari [le infruttescenze], ali lineari-lanceolate attenuate all’apice. — In Cina. (Monsieur Callery, 1844, n° 169, erbario del Museo di Parigi.)’ Li documenteremo tutti nel seguito.
Etimo Il nome di specie deriva dal greco: stenós significa stretto, pterón vale ala; dunque ala stretta con chiaro riferimento al frutto. Anche il nome del genere è dal greco: káryonsignifica noce; vale a dire noce alata.
Fenologia minimaAreale di origine (native range), Cina orientale.
Portamento
Il cugino orientale del Noce del Caucaso, cui è molto simile in quasi tutti i caratteri (ma, per fortuna, non nel frutto). Albero alto con chioma più stretta dell’altro. In città ne esiste, che io sappia, solo un gruppetto di tre al Parco Milcovich (entrata da Via Rubaltelli); crescono a più fusti concorrenti così, purtroppo, non mostrano un portamento canonico.
Parco MilcovichI tre esemplari visti d’infilataUna elegante stenoptera si può ammirare all’Orto botanico di Torino,……alta e slanciata.
Foglia
Foglia composta imparipennata, più piccola e con meno elementi di quella del cugino.A volte l’ultima fogliolina manca. Il picciolo e cortino. Pagina superiore verde brillante.L’inferiore molto più chiara, si direbbe quasi glauca; peluria su rachide e foglioline, almeno fino a estate inoltrata. Ben visibili le venature primaria e secondarie.Foglioline sessili, di forma allungata, base arrotondata e vertice moderatamente acuto, bordo seghettato a denti ben marcati.Rachide munito di timide ali – carattere peculiare.
Fiore
Infiorescenze maschili in amenti. Pianta dioica.I singoli fioretti sono ben distanziati e si ergono ortogonali all’asse.
Fiore maschile di Pterocarya stenoptera al microscopio
Incontro ravvicinatoFioretti, privi di corolla, portati da una brattea allungata (come in tutte le Juglandaceae). Nella foto lato volto all’asse.Lato inferiore, si distinguono i sei lobi della brattea e una bratteola triangolare colorata. Vista laterale, bene si distingue il modo in cui la bratteola è attaccata alla brattea.
Sul diagramma fiorale
Per comodità riporto il diagramma fiorale della fraxinifolia col commento fatto in quel post. Sei brattee saldate alla base o, piuttosto, una brattea a sei lobi, nella cui parte interna sono attaccati, con brevissimi filamenti, una decina di stami. La bratteola non è disegnata. Diagramma molto simile a quello del cugino Juglans nigra, cui vi rimando anche per quello del fiore femminile.
Il fiore femminile
Infruttescenza femminile in lunghe spighe di piccoli fiorettiAttaccati senza peduncolo (sessili) a un asse sottile e glabro di colore verde vivo. Solo avvicinandosi si distinguono gli splendidi stigmi colorati.
Fiore femminile di Pterocarya stenoptera al microscopio
Eccoli, diafani, bianchi e aranciati. Sull’infruttescenza si distinguono qui e làbrattee protettive e ovari mossi. Singolo fioretto (grande qualche millimetro) privo di corolla e composto da: due vistose brattee che avvolgono un calice a cinque lobi triangolari lunghi e sottili, uno stilo praticamente inesistente, e il già citato stigma bifido, esuberante. Nella foto il lato volto all’asse.Lato inferiore del fiore. Da questa parte le brattee si saldano per lungo tratto e meglio si distinguono i lobi del calice.Ed eccolo lo stigma (in vero due), di una bellezza commovente.
Sezione trasversale dell’ovario, al centro l’ovulo.
Frutto
Frutti in lunghe infruttescenze pendule, dapprima verdi poi marrone. Nella foto si intravvedono le rachidi ‘nude’ dei frutti dell’anno precedente Noci a due ali dritte e allungate. Man mano che crescono si dispongono sempre più fitte. Frutto immaturo in giugno. Colore verde, rigonfiamento al centro,…… ali ad angolo acuto. Ricordano quelle di una mosca. Nella foto, frutto maturo. Due frutti in una fase precoce della fruttificazione. Si distinguono le due ali che iniziano a allungarsi, e residui di stigma in cima.
Il frutto di Pterocarya stenoptera al microscopio
Frutto di un mese, al centro la noce con residui di stigma in cima, restano ancora parti del calice. Le ali su questo lato del frutto sono aperte.Lato inferiore, ali saldate per lungo tratto.Sezione trasversale del frutto. Al centro l’unico seme in formazione. Il buco in alto è il curioso risultato del taglio che ha reciso le ali ad una particolare altezza.
Sezione longitudinale. Si riconoscono le tracce dei due carpelli saldati. Sopra un’unica camera, al centro della quale un solo seme in formazione. Questo è il risultato finale della singolare metamorfosi dell’ovario nelle Juglandaceae.
Corteccia
Corteccia grigio marrone, a lunghe creste piatte, che talvolta si possono incrociare.