Cryptomeria japonica

Criptomeria, o Crittomeria, è una pianta rara in città. Alcuni esemplari sono presenti nel Giardino Città dei Bambini, un giardino “nascosto” in Via Sant’Eufemia, altri al Parco dei Cigni, lungo l’argine sinistro del Bacchiglione che costeggia Via Goito (luogo ben noto a questo blog); l’osservazione è per fortuna agevole in entrambi i posti. Di altri luoghi si dirà verso la fine del post.

L’entrata del Parco dei Cigni, sullo sfondo il passaggio pedonale sul Bacchiglione.
Cryptomeria japonica è l’albero dal colore più cupo in primo piano. Sulla destra i Platani della Passeggiata Camillotti e sullo sfondo, le bianche guglie del Monumento ai Caduti e Dispersi di Russia.
Lo stesso esemplare ripreso, in inverno, dal marciapiede lungo Via Goito.
Cormorani di vedetta sulle cime dei platani di Passeggiata Camillotti. Di certo arrivati dalla Laguna in queste fredde giornate invernali.
Proseguendo sul sentiero, dopo qualche decina di passi, si incontro due esemplare affiancati di criptomeria.
Un ultimo esemplare di questo Parco verso il Ponte Saracinesca. Questo albero è un po’ sofferente forse a causa di una ferita alla base del tronco.
L’entrata del Giardino Città dei Bambini in Via Sant’Eufemia. Oltre la splendida Farnia, in tenuta invernale, si intravede un gruppo di Cryptomeria
Eccolo rosseggiare mentre accoglie il visitatore. L’albero dal verde più tenue a sinistra è un Pino dell’Himalaya.
Il gruppo della foto precedente da diversa prospettiva e con luce differente.
Una immagine d’assieme. A sinistra, in primo piano, un Nocciolo fiorito, e a destra il magnifico Tasso già incontrato in un post precedente.
Un altro piccolo gruppo di Cryptomeria all’estremo opposto del Giardino, verso il muro che lo separa dal Complesso Sportivo Pedron. In fondo un Cipresso e vicino un Calicanto d’inverno, anch’essi vecchie conoscenze.
Altra angolazione, e altra luce, complice il basso percorso invernale del Sole sulla volta celeste.
L’albero fiorisce fra Gennaio e Febbraio. Un motivo in più per uscire di casa e fare la sua conoscenza.
Allo sbocciare dei fiori maschili si colora di bellissime macchie gialle, poi rosseggianti col passare del tempo. Questo il motivo dei diversi colori dell’albero sia colle stagioni sia col cambiare della luce nel corso di una stessa giornata.
Come per molte conifere il fiore femminile ha già la forma del frutto che verrà.
Qui completamente circondato da fiori maschili, curiosa disposizione piuttosto frequente per questa pianta.
Fiori ormai appassiti, in aprile, alle stremità dei caratteristici rametti completamente ricoperti da stravaganti aghi.
Sì, se c’è qualcosa che rende unica questa pianta, sono le sue foglie: aghi carnosi e al contempo rigidi, dalla singolare forma ritorta.
Aghi che tuttavia al loro apparire, in estate a partire da giugno, sembrano raccogliersi in morbidi e vellutati piumini.
Il frutto è un cono munito di squame uncinate; da secco completamente cavo.
Maggio.
Giugno.
Novembre.
Corteccia rossiccia (Cedro rosso del Giappone è uno dei suoi nomi comuni) che si sfilaccia in lunghe strisce sottili. Questo vetusto esemplare abita il vialetto che conduce alla biglietteria dell’Orto Botanico.
Ancora un individuo anziano, in un piccolo giardino dell’Ospedale Sant’Antonio.
Qui con alle spalle un raro esemplare, per Padova, di Platano orientale, baciato dal sole al tramonto in novembre.
Scuola Elementare Randi in Via Piave, Criptomeria fiorita e Ligustro carico di frutti violacei.
Questo interessante gruppo di sempreverdi si trova in Via delle Melette: tutto attorno al campanile della Chiesa di San Girolamo sono disposte alcune piante rare per Padova, da sinistra, nella parte ingrandita della foto: Thuja occidentalis, Cripotmeria, Thuja orientalis e, nascosto dal leccio un Pino dell’Himalaya.
Parco giochi San Carlo all’Arcella, lo “scheletro” di una Criptomeria miracolosamente rimasta in piedi. Una curiosità godibile probabilmente ancora per poco.

In Giappone la Crypotomeria è pianta nazionale e ne esistono interi boschi sparsi qui e là per il paese. Uno bellissimo nel Parco Nazionale dell’isola di Yakuscima; nell’attesa di un viaggio vero, possiamo accontentarci di una passeggiata virtuale in compagnia dell’omino Street View.

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