Via Raggio di Sole – Mura vs Robinie

In un post dell’Agosto scorso si era segnalato l’abbattimento di un notevole numero di piante, fra cui molte robinie, in Via Raggio di Sole. Il fatto risale al Giugno dell’anno prima come documentato in un post della pagina Facebook del Comitato Difesa Alberi e Territorio. Sconcertante la lettura dei commenti, specie quando si contrappone la sopravvivenza della vegetazione alla visibilità della cinta muraria.

Il luogo, o meglio parte del luogo: la zona a sud della recinzione che si intravede sulla destra. (Foto Agosto 2020)
Robinie fiorite, foto del Luglio 2018. A destra l’edificio che ospita il Settore Servizi Scolastici del Comune.
Il luogo e il poetico nome della via sono legati alla storia delle istituzioni scolastiche della città, ma non pare questo, francamente, il momento di parlarne. Unalberoalgiorno si riserva di dedicare un apposito post all’argomento in circostanze meno tristi.
Lavori di abbattimento. (Foto: Pagina Facebook, Comitato Difesa Alberi e Territorio)
In fondo si intravvede il magnifico filare di Ippocastani descritto in un vecchio post. Articolo che forse è utile rileggere per capire la topografia del sito: sostanzialmente l’area attorno al Bastione Impossibile.
Sullo sfondo è visibile parte del boschetto distrutto; ho recuperato questa immagine da una foto panoramica fatta per altri scopi (Dicembre 2018). Chi avrebbe mai potuto immaginare tutto questo…
Da angolazione leggermente diversa (Dicembre 2018)
Oggi, foto del Dicembre 2020
Qui da posizione più ravvicinata (foto del 29 Agosto 2020). Dopo aver cercato invano nel sito del Comune l’elenco degli alberi abbattuti e le relative motivazioni, ho scritto all’ufficio competente chiedendo indicazioni su dove poter trovare queste informazioni, ma a tutt’oggi non ho ricevuto risposta. Come si vede qualche albero l’hanno lasciato, ma non è dato conoscerne i motivi.
I miseri resti delle robinie che affollavano un terrapieno a ridosso delle mura.
In fondo le cime degli ippocastani già menzionati.
A ridosso del muro della foto precedente, in un tratto pianeggiante ben lontano dalle opere murarie.
Risalendo verso la sommità del terrapieno.
E proprio in cima… un gruppo di bagolari. Sì, non solo robinie
La zona del sito verso l’edificio, a nord della recinzione che si intravede a sinistra. Una mattanza. (Foto Dicembre 2020)
Da Via Bronzetti. A sinistra il filare di ippocastani, e a destra le cime degli olmi che ornano Via Raggio di Sole.

L’intervento è contemporaneo alla approfondita pulizia di quel tratto di Mura cinquecentesche; ‘pulizia’ che sembra stia molto a cuore al Comitato Mura come si evince da questo documento, che a pagina 30 raccomanda la ‘liberazione da arbusti ben radicati e alberi’ della cinta muraria. Ed è presumibile che questa libera associazione di cittadini lavori a stretto contatto con l’Assessorato ai Lavori Pubblici il quale ha apposita delega alla ‘Valorizzazione della cinta muraria e del Parco delle Mura’.

Accurati lavori di pulizia del tratto di mura su Via Bronzetti.

La circostanza, poi, che manchino le schede tecniche sull’abbattimento, ricorda la vicenda dei due alberi storici dei Giardini dell’Arena. Anche in quel caso mancava la scheda per il Ligustro, e quella della Sofora parlava di ‘taglio radici di ancoraggio a causa di ampio fronte di scavo’ (come dire: prima è stato fatto il buco danneggiando le radici e poi siamo dovuti correre ai ripari), e anche in quell’occasione c’era di mezzo un intervento sulle Mura cinquecentesche. Ma possibile che gli alberi e i monumenti della città debbano entrare in conflitto?

E quale conflitto! In Google Maps resta ancora traccia dello stato antecedente il taglio. Come ognuno può vedere la quantità di alberi uccisi è tale da rendere ardua qualsiasi giustificazione basata su motivi di stabilità o malattia delle piante. (Foto, 11 Dicembre 2020)

Tempo fa nessuno si scandalizzava per la consuetudine di eliminare fisicamente i gattini neonati ‘in eccesso’. Da bambino vivevo in un paese di mare e ricordo che uno dei modi (fra i più pietosi?) di sopprimerli era metterli in una scatola per scarpe e adagiare il tutto delicatamente sull’acqua. Ben presto la scatola guadagnava il largo; a volte la corrente era così forte che non facevamo in tempo a vedere la scatola intrisa d’acqua affondare, altre si poteva ‘godere’ dell’intero spettacolo. Oggi la sensibilità è cambiata, e a nessuno verrebbe in mente di seguire una pratica così crudele verso gli animali.

Ringrazio Laura C. per questa foto.

Anche per le piante, nonostante tutto, qualcosa sta cambiando, e sempre più persone inorridiscono al pensiero di abbattere, se non per gravi motivi, gli alberi, così come la gran parte fa per gli animali. Lavori scientifici e libri di divulgazione oltre che articoli a stampa e in rete ci insegnano che gli alberi sentono, vedono, comunicano… Persino il lessico sta cambiando, non pochi, ad esempio, usano il verbo ‘uccidere’ in luogo di ‘abbattere’ a proposito degli alberi (per gli animali oggi è quasi scontato), e questo è un ottimo segnale. Insomma, il diffondersi a tutti i livelli, professionali e culturali, del rispetto per la vita vegetale sembra solo una questione di tempo…

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