Giardino Storico Treves: gli arbusti

Non possiamo concludere il nostro viaggio nel Giardini senza parlare dei numerosi e preziosi arbusti che lo affollano. Ci piace pensare che i curatori del restauro, nel gremire il Giardino di splendidi arbusti dalle variopinte fioriture, abbiano voluto rendere omaggio alla passione vivaistica dei fratelli Treves. Riuscire a far germogliare o far fiorire una specie esotica, magari capricciosa o riottosa, all’interno di una serra, è sempre stato motivo di orgoglio per giardinieri di ogni epoca e latitudine.

Da quando gli olandesi le avevano inventate era stato tutto un susseguirsi di primati tra francesi, inglesi e poi anche italiani. Pure Giacomo e Isacco Treves, di certo ispirati dalla zia Enrichetta, parteciparono a questa appassionante saga. Dovevano essere gli arbusti dalle incredibili fioriture, oltre alle palme, gli oggetti delle amorevoli cure in quella serra oggi irrimediabilmente perduta.

Eravamo tornati all’ingresso, ricordate?
Addossato all’inferriata che divide il Giardino dall’Ospedale ecco una vera rarità per Padova: Viburnum rhytidophyllum.
Una foglia decisamente singolare…
Superato il Bagolaro si scorge sul lato destro una costruzione dal tetto ricoperto di un numero imprecisato di specie di rose. In lontananza riconosciamo molti dei nostri vecchi amici.
Lungo il muro di cinta a sinistra, e più oltre, verso il fiume, alcuni alberelli di Viburnum lantana, una pianta dalla fioritura splendida (facilmente confondibile col Pallon di Maggio sterileViburnum opulus Flore pleno)
Addossato al muro un Cornus florida First Lady, la stessa specie già incontrata lungo il sentiero che porta al Bagolaro. In basso fiori e frutti.
Quelli che sembrano petali sono in realtà brattee, i veri fiori sono al centro.

Fra la Tassa e il Faggio purpureo troviamo un Calicanto d’inverno e un raro Philadelphus x virginalis.

Philadelphus x virginalis con a fianco il Faggio.
L’incantevole fiore.
Il sentiero ci conduce verso un altro splendido arbusto: Kolkwitia amabilis. Dipoi aggira la Kolkwitia e ci guida verso una zona intensamente abitata da vari arbusti che vivono lungo la recinzione sul confine con l’Ospedale.
Eleagnus ebbingei, un sempreverde dal fogliame argentato che…
…dalla fine dell’estate ad inverno inoltrato esibisce fiorellini profumatissimi.
Viburnum tinus, arbusto coriaceo dalle foglie lucide e verde intenso, in inverno frutti blù violacei, bellissimi.
In questi giorni comincia a fiorire, e i piccoli fiori sbocceranno un po’ alla volta fino in marzo-aprile.
Viburnum odoratissimum, boccioli in maggio…
…foglie in ottobre.
Prima di riprendere il ponte a schiena d’asino, un ultimo scorcio sull’area a sud del fiume. Al centro ai piedi del grande Platano un Ruscus.
Superata la collinetta della Pagoda e avviandoci verso la vecchia entrata incontriamo una Deutzia x hybrida Mont Rose
…dalla sofisticata fioritura. Maggio.
Un po’ più in basso, un’Ortensia dalle foglia profondamente lobate, Hydrangea quercifolia
Riguadagniamo la Cavallerizza e ci dirigiamo verso la zona del Tempietto. Da sinistra: Euonymus japonicus, Philadelphus coronarius (copre interamente una Deutzia scabra), Cornus florida First Lady.
Maggio è forse il momento migliore per muoversi in questa parte del Giardino: ci investe un profluvio di colori e profumi.
Paeonia officinalis
Philadelphus coronarius (Fior d’Angelo)
Cornus florida First Lady
Deutzia scabra Pride of Rochester
In primo piano Spirea japonica; nel piano successivo da sinistra: Aucuba japonica, Photinia sp, Evonimo giapponese, Fior d’Angelo. Sullo sfondo una Sofora carica dei curiosi baccelli (proprio in questi giorni abbattuta per problemi strutturali) e un Pitosforo, la pianta scura dietro il Fior d’Angelo.
Scortati da due splendidi tassi (un maschio e una femmina) superiamo il ponte occidentale, ad accoglierci sotto un grande Platano: un Ruscus hypoglossum.
La pianta fiorisce in febbraio. Minuscoli fiori al sommo della foglia.
Poi diventano palline rossissime.
E prima di lasciare definitivamente il Giardino, verso il muro di cinta, due ortensie di specie diverse, Hidrangea macrofylla e H. quercifolia rispettivamente.

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