Pinus halepensis Mill. Nome assegnato da Philip Miller nel suo celeberrimo Gardeners Dictionary, ottava edizione al numero 3 del set di pagine denominate con la sigla PIN-PIN. Miller, giardiniere di Chelsea, fu fiero oppositore della nomenclatura linneana, di cui ritardò l’adozione in Inghilterra per decenni. Poi cedette vinto dalla realtà dei fatti, e nell’ottava edizione del Dictionary finalmente si adeguò.
La pagina in questione. La descrizione si concentra sugli aghi sottili, i coni ottusi, rami sparsi. Fenologia minima: risveglio vegetativo, fioritura, fruttificazione.Areale di origine (native range)
Del portamento e altri caratteri (foglie, fiori, frutti, corteccia)
Il nome evoca la città della Siria da dove pare provenga (almeno a detta di Jsaac Rand, predecessore di Miller al Chelsea Gardner, in Horti Medici Chelseiani index compendiarius); in ogni caso è albero squisitamente mediterraneo, ama vivere lungo le coste e non teme i terreni calcarei bagnati da questo mare; gli piace crogiolarsi al sole, anche nelle estati infocate. Il portamento è leggermente conico, specie da giovane, con rami che si gonfiano a mo’ di enormi cuscini giustapposti gli uni agli altri.
L’albero in città è rarissimo ma per trovarlo in abbondanza, basta fare una gita al Lido di Venezia, dove lo potrete osservare in tutta comodità. Nella Foto il Canale delle Scoasse e sullo sfondo l’Isola di Poveglia.Da diversa angolazione. Nelle foto si vede bene la silhouette dei rametti terminali,… … (ne abbiamo già parlato, ricordate?) sembrano certi piumini per la polvere, un carattere che aiuta l’identificazione.Aghi a fascetti di due, stretti, sottili, elastici; colore verde chiaro, lunghezza fra 10 e 15 centimetri.Coni: appiattite la parte esterna della squama e la losanga marrone al centro (rispettivamente: apofisi e umbone); lungo peduncolo, cosa piuttosto rara fra i pini.Il ‘frutto’ matura in due anni. Nella foto una pigna poco prima dell’apertura delle squame e l’abbandono dei semi.Evoluzione nel tempo delle pigne: ogni anno un nodo. In cima ai rametti si intravvedono i minuscoli frutti appena formati.La specie è molto prolifica e i coni rimangono a lungo sulla pianta prima di cadere.Le infiorescenze maschili dei pini son tutte piuttosto simili. Foto in aprile.Il cono maschile è formato da brattee che portano due sacche polliniche e sono attaccate all’asse del cono con un sottile peduncolo. Nella foto un cono non ancora completamente maturato.I coni femminili sono formati da squame inserite a spirale su un asse centrale
Piccola galleria di foto macro – ‘fiore’ femminile
Nell’ingrandimento si distingue meglio la struttura. A destra la base coperta da brattee marrone fittissime, a sinistra il cono rosso cardinale.Ho tolto le brattee della base. A destra il peduncolo ‘nudo’, verde di clorofilla.In vero quella che sembra un’unica squama è una struttura composta: una squama fertile più una brattea protettiva. Nella foto la seconda appare rossa smagliante e la prima come appoggiata sopra.In questa foto della base del cono si distingue meglio il gioco della coppia squama fertile – brattea protettiva, la prima verde e la seconda rossa. Si riconosce l’andamento a spirale.Brattea protettiva. Pagina inferiore (nelle foglie, e simili, per convenzione la pagina superiore è quella che guarda il rametto, o, come nel nostro caso, l’asse dello strobilo).Squama fertile (pagina superiore). Si distinguono i due ovuli con i micropili in basso (rivolti verso l’asse del cono). Nei pini il micropilo è accompagnato da due protuberanze laterali che guidano il polline (bracci micropilari).Dopo qualche mese il cono femminile si presenta già come una piccola pigna. Ma non ci si lasci ingannare, anche se i tessuti si sono ingrossati e irrobustiti, la fecondazione è lenta ad avvenire.Sezione longitudinale di un cono di qualche mese, si distinguono le brattee protettive più piccole e le squame fertili cresciute molto di più, fra le due strutture gli ovuli. La foto precedente con indicazioni espliciteHo estratto la coppia squama fertile-brattea protettiva, con non poca fatica. Si possono meglio apprezzare le differenze nelle dimensioni.Altro carattere distintivo è il pallore dei nuovi rametti. Conservano il colore bianco grigiastro per almeno un paio di anni.La corteccia rimane grigia e non perde placche, diversamente da molti pini. Nella foto un esemplare dalle notevoli dimensioni.Spesso tende a crescere inclinato, assecondando i venti prevalenti.A volte esagera un po’…
Dove trovarlo in città e altrove
Via Briosco. Un rarissimo, per Padova,halepensis abita un giardino privato protetto da un altissimo muro di cinta.Un secondo individuo abita in un giardino privato lungo il Canale Scaricatore verso Ponte Terranegra.Lungo il sentiero che da Maiori conduce ad Erchie (Costiera amalfitana) fra mirti e ginestre.Il Castello Caetani a Sermoneta (Latina) in fondo a ridosso delle case Arundo donax.Pennacchi di d’Aleppo. Naturalmente è solo un pretesto per godere della skyline della città: a destra del Palazzo dei Dogi, il Campanile di San Giorgio e l’imponente mole di San Giovanni e Paolo; sulla sinistra una lunga teoria di campanili aperta da San Marco e chiusa dalla cupola della Salute, segue il Campanile di Santo Stefano.