Populus nigra – Pioppo nero

Albero di prima grandezza che pervade di sé i luoghi che abita. Presente in città con esemplari notevoli e belli, quelli che son rimasti, poiché le grandi dimensioni rendono la specie sottoposta a stretta sorveglianza. Il nome nigra è solo per contrapposizione al grande cugino Populus alba, che differisce dal Nostro in quasi tutto primariamente nel colore delle foglie.

Tronco che presto si dirama in robuste branche ascendenti. Anche il resto dei rami si comporta allo stesso modo dando alla chioma aspetto allargato. (Via Monte Santo)
Parco Iris, in questo esemplare la tendenza a far partire subito i rami dal fusto è particolarmente accentuata.
Lido di Venezia (Hotel Excelsior), per questo giovanotto la chioma è ancora più raccolta; un comportamento a mezza via fra il Nostro e il cipressino
Un altro maestoso Pioppo nero in Via Bronzetti, presso Porta Savonarola. Dell’albero conosciamo la storia grazie a un cartellino affisso al tronco.
Foto del Febbraio 2019, così oggi l’albero ha quarantatré anni.
Sullo sfondo Porta Savonarola.
Vale la pena soffermarsi ad ammirare la bellezza e la cura dei particolari dell’opera del Falconetto (1530).
Effige in pietra d’Istria di divinità romana, forse Pomona. Presso il volto frutti non bene identificati e foglie ancora meno.
La corteccia ha lunghe e alte creste distanziate fra loro da ampie zone rugose. Il colore è cenere con bande nerastre.
Foglia dalla forma alquanto varia da triangolare a rombica, vertice pronunciato, bordo marcato da piccoli denti più numerosi verso il vertice; glabra sopra e sotto. Lungo picciolo.
E niente ghiandole alla base, carattere che permette di distinguerlo dal pioppo ibrido (Populus x canadensis).
Populus x canadensis (Pioppo ibrido) ghiandolemunito.
Populus x canadensis ha ghiandole anche sui denti alla base della foglia…
…carattere, questo sì, che condivide col Nostro.
Il picciolo è piatto, e anche questo contribuisce al classico tremolio, bastando un impercettibile alito di vento.
Foglie appena spuntate a metà aprile, spesso hanno colore bronzeo.

I pioppi condividono con i salici la possibilità di distinguere i sessi alla fioritura, forse il comportamento simile delle due specie dipende dalla comune appartenenza alla stessa famiglia (salicacee).

Infiorescenze maschili (specie dioica) in lunghi amenti dapprima rossissimi, poi a maturazione giallognoli.
Ogni fioretto ha numerosissimi stami ed è protetto da una squametta. Quando l’amento si distende prevale il colore dei filamenti mentre le antere diventano per metà bianche e per metà neroviolacee.
Il Pioppo di Via Monte Santo colto a metà marzo: i rametti dei maschi si tingono di rosso in questo periodo.
Maschio è pure il Pioppo cresciuto lungo il Tronco Maestro tra il Ponte di Corso Milano (Ponte San Benedetto) e Ponte San Leonardo.
Qui in aprile
Le femmine invece si colorano di verde: il colore prevalente nei fiori di questo sesso. Nella foto il Pioppo di Via Bronzetti. E così apprendiamo che è una lei.
Sulla destra la Breccia di Porta Savonarola.

Una targa ricorda il martirio di Antonio Camporese, figura emblematica di civismo antifascista, di Mario Papparella suo compagno in armi, nonché Primo Salata.

Infiorescenze femminili gialloverdi
Fiore privo di corolla, solo un accenno di calice, ovario verde e tondeggiante sormontato da uno stigma giallognolo dalla strana forma di cappello a tre punte.
Anche i fioretti femminili sono protetti da una brattea
Numerosi ovuli in un ovario supero.
Il frutto è una capsula a fiaschetta
Che matura fra aprile e maggio, invadendo la città di ‘piumini’
Parco Perlasca, dopo un temporale maggiolino
Gli altissimi pioppi del Parco Perlasca
Il minuscolo frutto: capsula a due falde
Dentro seme con pappo. Come per tutte le specie pioniere i frutti sono piccoli e attecchiscono in fretta e dappertutto.
Pioppi spontanei sulle dune della Spiaggia di San Nicolò al Lido di Venezia. Dune, proprio in questi giorni, oggetto di accese polemiche.
Qui lungo il sentiero di Erchie (Comune di Maiori, Salerno)
Due gemelli sull’argine del Brenta fra la Certosa di Vigodarzere e il ponte per Limena
Il curioso reciproco inglobamento ci permette di godere ancora una volta della corteccia così caratteristica di questa specie.
Ravello, Costiera amalfitana. La specie è uniformemente distribuita su tutto il territorio nazionale.

Il patriarca del Giardino di Ninfa

Impossibile non ricordare il Pioppo monumentale del Giardino di Ninfa (Comune di Cisterna, Latina). Dalla incredibile età di centocinquanta anni (caso unico per questa specie) e diametro di due metri e mezzo.

Il Pioppo monumentale, e in primo piano l’affascinante ‘Ponte a due luci’.
Il laghetto del Giardino alimentato da sorgenti sotterranee, e origine del Fiume Ninfa (nella foto si distinguono le chiuse), sulla destra la Torre, e al centro la parte superiore della chioma del Pioppo.

Il foliage è breve ma suggestivo, l’albero si colora di mille sfumature dal verde intenso al giallo acceso.
Un altro notevole esemplare al Giardino Cavalleggeri.
Fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione
Areale di origine

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.