Passiflora caerulea L. Nome imposto da Linneo nel celeberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753.
La pagina 959. Foglie palmate, foglioline a bordo intero.La pianta è collocata nell’ordo (famiglia) Gynandria Pentandria (stami saldati al gineceo, cinque stami), la misteriosa ventesima classe delle ventitré linneane.
In Hortus cliffortianus (1735) aveva specificato che i lobi sono cinque; in questo volume compare una descrizione molto dettagliata – lui faceva così…Infine dalla terza riga scopriamo che prende l’aggettivo ‘coeruleo’ da Boerhavii, Hortus lugdb-batavus (non sono riuscito a trovare il libro in rete).
Passiflora sta per fiore della passione, nome legato ad una simbologia tutta cristiana: cinque stami per le ferite di Cristo; tre stili, stigma muniti, per i chiodi nella croce; le corone di staminodi fungono infine da corona di spine. Un europocentrismo arrogante e protervo ha sempre indotto botanici e giardinieri a non tenere in alcun conto i nomi assegnati dalle popolazioni locali; e molto spesso li ha condannati al ridicolo.
Fenologia minimaAreale di origine (native range) – Argentina del nord e sud del Brasile. Il genere passiflora è presente, per la sua stragrande parte, nelle zone tropicale e subtropicale dell’America centro meridionale.
Rampicante esotico, robusto e dalla fioritura spettacolare; poco comune nei giardini. Si può coltivare anche come pianta d’appartamento. Di certo il più comune del suo genere; alcune fonti lo dicono naturalizzato in Italia meridionale e nelle isole.
Via Duca degli Abruzzi, cresce su una ringhieraVia Sanmicheli, una anziana passiflora si arrampica sulla facciata dell’abitazione che nel settembre 1943 vide la prima riunione del CLN padovano. Foglia palmata a cinque (o sette) lobi. Disposizione alterna. Dall’ascella di ogni foglia emerge un viticcio, come se la liana avesse paura di non averne a sufficienza.Lobi a forma allungata, bordo intero; venatura centraleampia e chiara, molto meno visibili le secondarie. Lobi di consistenza coriacea, lucidi, di colore verde profondo. Pallida la pagina inferiore; base della foglia cordata. Picciolo di media lunghezza, con ghiandole nettarifere alla base.Venature terziarie a rete, e altre ghiandole sul bordo delle foglie.Una ghiandola da vicino. Forse c’è simbiosi con qualche specie di formiche.Viticci a spirale, è questo il suo modo di avvinghiarsi per ogni dove.I rami sono cavi. Fino a una certa età hanno sezione poligonale, poi da adulti si arrotondano.Corteccia liscia e marrone, anche in età avanzata.Fioritura bella e appariscente, senza alcun dubbio il fenomeno più affascinante; la pianta emette gli spettacolari fiori per tutta l’estate e oltre.Cinque sepali e altrettanti petali, molto simili in forma e dimensioni; alla base del ricettacolo tre brattee che permangono a lungo anche dopo la fruttificazione.Bocciolo, le brattee raccolte attorno ai sepaliI quali sepali si riconoscono per uno sperone a forma di ago arcuato il cui prolungamento corre per tutto l’asse mediano.
Dal ricettacolo emerge un apparato riproduttivo veramente singolare: cinque stami sbucano perpendicolarmente dall’ovario, mentre gli stili (in numero di tre) si alzano flessuosi terminando in stigmi piatti e appariscenti. Stigmi e brattee rompono, col loro numero, la simmetria pentagonale dell’intero fiore.
Stame dal tegumento molto esteso e vistosamente colorato; il filamento ha forma appiattita. Il tutto ricorda le sporgenze di un aliscafo.Incontro ravvicinato con uno stigma. I grani di polline sono particolarmente grandi in questa specie. Incredibili composizione cromatica e texture della superficie dello stilo.
Tra i petali e gli organi riproduttivi sono interposte quattro corone di stami sterili (staminodi): due portano staminodi lunghi e appariscenti, splendidamente colorati (dall’esterno) di blu, bianco, viola profondo, e disposti radialmente; una di staminodi brevissimi e verticali, terminanti in una capocchia di colore viola scuro; una di staminodi piegati verso il pistillo centrale coma ad abbracciarlo, anch’essi di colore viola scuro.
Staminodi delle prime due coroneAll’interno del ricettacolo corre una cavità nettarifera ad anello protetta da un sistema complesso di opercoli, appositamente costruito per irretire animali sprovveduti o forse complici.Sezione trasversale dell’ovario, tre alloggiamenti generati da tre carpelli saldati. Ovario, sezione longitudinale. Moltissimi ovuli attaccati alla placenta con un lungo peduncolo.Il frutto è una bacca di colore aranciato a maturitàResidui di stili e stigmi a una estremità, e di calice all’altra. I semi sono rivestiti da un arillo, attaccato saldamente all’endocarpo.A maturità ha colore rosso sangue.Tolto l’arillo, il seme appare ricoperto da una sostanza gelatinosaMentre il tegumento del seme è rigido e profondamente butterato.Due grossi cotiledoni e un embrione poco intellegibile.
Molte cose sono state mostrate di questa specie, ma se volete sapere tutto sul genere dovete andare a questo link.