Cupressus sempervirens

Aggiornato nel novembre 2024, e nel febbraio 2026

Del portamento e altri caratteri tassonomici – Identificare il Cipresso

portamento; foglia; fiore; frutto; seme; corteccia; rametto; fenologia; areale di origine; sistematica; dove trovarli1; dove trovarli 2; spigolature


Cupressus sempervirens L. – Sistematica

Nome imposto da Linneo nel celeberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753

Le pagine 1002-03. La descrizione si concentra su foglie sovrapposte a formare rametti quadrangolari. Seguono i numerosi nomi assegnati dai botanici precedenti. Linneo ci informa che l’albero è originario di Creta.

Cupressus sempervirens, fenologia.
Fenologia minima: ripresa vegatetiva, fioritura, fruttificazione
Cupressus sempervirens, areale di origine..
Areale di origine (native range): coste del Mediterraneo Orientale, Asia minore, Medio oriente fino all’Iran.

Portamento; dove trovarli

Cupressus sempervirens è il “cipresso” per antonomasia, alto e slanciato, spesso solitario. Un albero legato al paesaggio italiano, e alla nostra infanzia scandita dal sussidiario scolastico. Purtroppo in città i più appartengono a giardini privati, così l’osservazione ravvicinata è difficoltosa. Ma non disperata.

Due splendidi esemplari in Piazza Castello
… i due “Giganti non più giovinetti” fanno da guardia all’entrata secondaria del complesso della Chiesa di San Tomaso Becket, martire della cristianità in terra di Albione.
Il giardinetto presso l’abside della Chiesa degli Eremitani è da tempo abitato (almeno la prima metà del secolo scorso) da un vecchio Cipresso scampato al bombardamento del ’44.

Così scrivevo al tempo (novembre 2019), oggi sappiamo che questo vegliardo risale al 1803 e fino alla seconda guerra mondiale aveva un nome proprio: Cipresso del Canova.

Il Giardino Città dei Bambini ospita un aitante giovinetto. A destra il muro divisorio col Complesso Sportivo Petron.
Qui l’affascinante silhouette in una nebbiosa giornata di Febbraio. A fianco, o meglio ai suoi piedi, si intravede un Calicanto fiorito.
Un esemplare dal portamento particolarmente snello ai Giardini Alicorno
Via Diaz. Questo esemplare, bipuntuto e particolarmente scomposto, testimonia del fatto che la specie non ha necessariamente portamento colonnare.
Piazza insurrezione. Due individui dal portamento diverso condividono lo stesso giardino.
Alla base della chioma spesso è visibile l’incredibile intrico di rami e rametti rigorosamente proiettati verso l’alto.
Gli alberi a portamento colonnare hanno le branche principali piuttosto sottili: non serve particolare robustezza per tenerli su.

Corteccia

Il tronco dritto e affusolato è ricoperto da una corteccia rosso grigiastra finemente fessurata che si sfalda a strette strisce.

Foglia

Le foglie sono minuscole e appressate ai rametti, caratteristica che condivide con le altre specie del genere Cupressus, ma anche con tuie, libocedri, ginepri…

Le foglie, non più grandi di un millimetro, hanno spigoli smussati. Nella foto si riconosce, in cima, una foglia in formazione.
I singoli rametti sembrano bastoncini tondeggianti, rivolti in più direzioni.
Ma anche se non disposti su un unico piano, tendono tuttavia a formare cortine complanari più o meno parallele; è l’insieme di questi piani che dà volume alla pianta.

Strutture riproduttive

Il cipresso fiorisce in Febbraio-Marzo e porta fiori maschili e femminili sulla stessa pianta.

Il cipresso fiorisce in Febbraio-Marzo e porta fiori maschili e femminili sulla stessa pianta. Nella foto coni maschili.
Cupressus sempervirens, cono maschile. Foto macro.
Coperti di squame che proteggono le sacche polliniche. In altre conifere le squame sono disposte a spirale, nel cipresso si presentano invece opposte e su quattro file. Gli strobili maschili sono in cima ai rametti.

Strutture riproduttive al microscopio

Cupressus sempervirens, microsporofillo. Foto macro.
Pagina superiore di una squama (microsporofillo) con il corredo di sacche polliniche.
Fiori femminili in febbraio, brattee protettive del bocciolo verdi e squame del cono, più grandi e aranciate. Questa incredibile foto mostra gli ovuli ‘nudi’ portati dalle squame.
Cupressus sempervirens, cono femminile. Foto macro.
Da diversa prospettiva, i fori in testa agli ovuli sono i fori dai quali entra il polline (micropili), più di uno ha emesso, al calore della luce del microscopio, la gocciolina acchiappa polline.
Cupressus sempervirens, cono femminile., sezione Foto macro.
Sezione longitudinale, al centro l’asse dello strobilo
Cupressus sempervirens, ovulo con micropilo. Foto macro.
Straordinaria foto (per le limitate risorse di Unalberoalgiorno) di un ovulo, micropilo munito.
Brattea compresa di peduncolo e bordo sfrangiato
Nella foto si distingue l’attaccatura del cono a un rametto. Forse sarà l’influenza dell’insegnamento dei manuali, ma sembra di vedere la lente trasformazione delle foglie in brattee e di queste ultime in squame.

Coni femminili maturi

Cono femminile in formazione in aprile.
In Giugno
Ci mettono due anni a maturare. Nella foto un galbulo di circa un anno; le macchie nere sono fiori abortiti.
Una giovane pianta, carica di frutti, in un giardino di Via Santa Maria in Conio al Portello.
I cipressi hanno strobili con poche squame (galbuli). Nella foto si distinguono bene scudo e mucrone.
Sezione longitudinale di uno strobilo. Da un asse centrale si dipartono ortogonalmente le singole squame che custodiscono ovuli nudi (le gimnosperme non hanno ovario).
Galbulo all’apertura, all’interno minuscoli semi debolmente alati; ricordate tutti quegli ovuli?
Semi alati

Semi al microscopio

Semi di un anno. La punta a sinistra è forse il residuo del micropilo.
Stipati fra due squame

Ancora una raccolta di esemplari in giardini privati e non, distribuiti per la città.

Un giardino, ricco di essenze, affacciato su Prato della Valle
Il lato del fiume opposto a Riviera Mussato nel tratto fra il Ponte di Corso Milano e Ponte San Leonardo.
Nebbia invernale. Giardino dei Tamerici in Via Nazareth.
Il campanile della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. L’abside è contornato da cipressi di abito diverso.
Città Giardino, una macchia di colori in Aprile.
Abside del Santo, un cipressetto sforbiciato con eccessiva cura, quasi con accanimento.
Via Dietro Duomo
Un bellissimo cipresso in una aiuola di Santa Sofia
Chiese e cimiteri ospitano spesso il cipresso, albero legato alla vita intesa in tutti i sensi, e quindi al culto dei morti. Il sagrato della Chiesa della Parrocchia di Cristo Re in Via Sant’Osvaldo ne ospita un grazioso boschetto.
Lido di Venezia, lo storico Cimitero ebraico. Invano si cercherebbero cipressi nei cimiteri di Padova, a cominciare dal Cimitero Maggiore.

Non posso terminare questo post senza ricordare la bellissima poesia di Carducci Davanti San Guido. Ecco il link, per una visita virtuale in compagnia dall’omino StreetWieu, alla strada che da San Guido conduce a Bolgheri. Ma forse ancora più adatta a questo sito è la poesia La Civetta di Pascoli, in ragione della cura e dell’amore elargiti dal poeta nel descrivere la fisionomia e il buon carattere di questa bellissima pianta. E cosa dire dei cipressi scuri e inquieti di Van Gogh?…