Taxus baccata – Tasso

Aggiornato nel marzo 2026


Protologo e sistematica

Taxua baccata L.
Nome assegnato da Linneo nel famosissimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753

La pagina 1039. ‘Foglie ravvicinate’. A quanto pare da sempre chiamato semplicemente tasso, dunque Linneo avendo a disposizione ancora una parola da giocarsi (nel gioco da agli stesso inventato) giustappone genialmente l’aggettivo (baccata) che rimanda a una delle caratteristiche del frutto. Nel protologo ricorda le foglie
Nella sistematica linneana è collocato nell’ordine relativo alle piante dioiche con stami (nel fiore maschile) dai filamenti fusi in un unico corpo; la cosa sembra avere un certo senso se pensiamo ad una delle foto che vedremo. Naturalmente non è così, non si tratta di stami poiché siamo in presenza di una pianta gimnosperma.


Fenologia

Fenologia minima: fioritura, fruttificazione

Areale di origine

Areale di origine (native range): Europa centrorientale e Asia Minore

Portamento

Il Tasso ha portamento espanso, un po’ tozzo a dire il vero, ma a volte capita di imbattersi in individui alti e slanciati. La specie è relativamente frequente a Padova, e non mancano esemplari belli e vetusti.

Un vecchio tasso in un’aiuola della Scuola Media Mameli, in Via Agnus Dei.
Proliferare di polloni e rametti in Aprile.
Giardini alla Rotonda in Novembre. La cultivar Taxus baccata Fastigiata.
La pianta sopporta bene la potatura, e i giardinieri ne approfittano per farne siepi...
…e dando le forme più ridicole alle povere piante.

Etimologia

Il nome specifico deriva dalla caratteristica più appariscente: ‘frutti’ rossi e carnosi che in autunno punteggiano il fogliame verde scuro. Nella foto, in settembre.

Novembre

Strutture riproduttive – 1

A dire il vero non si tratta di bacche, ma di un seme circondato da un arillo, è questo il termine scientifico dell’involucro così appariscente. Trattasi di pianta gimnosperma.
Prima cresce il seme, sempre più scuro fino a diventare quasi violaceo,…
poi tutto attorno la parte polposa.
Seme senza arillo
Sezione trasversale del seme. Tegumenti vari all’esterno e endosperma all’interno.

Strutture riproduttive – 2

Albero dioico, ‘fiori’ maschili e femminili separati su individui diversi. I coni maschili sono giallognoli e disposti a formare una specie di grappolo, apparentemente appeso alla pagina inferiore delle foglie…

…in realtà sono attaccati ai rametti.

Cono maschile di Taxus baccata al microscopio

Il singolo cono o strobilo ha forma complessa, molte brattee dalle quale emerge una sorta di capocchia.
Tolte le brattee, il tutto prende forma, un brave peduncolo sormontato da un capolino di singoli ‘fioretti’ (microsporofilli), le strutture poligonali.
Singola struttura poligonale
Sezione longitudinale. Si riconoscono le sacche polliniche che pendono da squame verdognole. Quelle che dall’alto appaiono gialline. Dal centro verso il basso il peduncolo che la collega all’asse principale del cono (insomma, ‘infiorescenza’)
Tutte le sacche polliniche si sono aperte e staccate dalle brattee, è rimasto lo scheletro della struttura.
Vista dal basso tolte alcune squame col loro peuncolo.
I coni femminili sono più sfuggenti. Isolati e molto piccoli, sono formati da un involucro squamoso che racchiude un ovulo nudo.
Nella foto si distinguono gli ovuli (specie nella struttura in basso) di colore più chiaro delle brattee protettive. In cima agli ovuli si riconosce un buchetto (tecnicamente micropilo), è da lì che entra il polline fecondante.
Non un vero strobilo dunque, ma un ovulo protetto da innumerevoli brattee di vario colore e consistenza

Cono femminile al microscopio

Il calore della lampada del microscopio ha stimolato l’uscita della gocciolina acchiappa polline. Quando si asciuga si ritrae e porta dentro il prezioso fecondatore.
Ovulo in tutta la sua nudità

L’ho sezionando sperando di osservare dettagli interni, ma i bassi ingrandimenti non consentono di riconoscere granché. Forse la struttura colorata sotto l’apertura (micropilo) è la camera pollinica, dove risiede il polline in attesa che la cellula madre dia il segnale per entrare. La regione rigonfia potrebbe essere proprio la cellula madre.

Foglia

Le foglie han la forma di aghi piatti e se ne stanno appaiate sui rametti. La pagina superiore è verde scuro,…

… quella inferiore molto più chiara.
La tonalità cambia da un esemplare all’altro; e anche con la luce.
Vertice appuntito ma non pungente
Picciolo breve e robusto. Gli aghi sono disposti a spirale sui rametti, ma la torsione dei piccioli imita una disposizione distica.
I minuscoli segmenti bianchi sono le aperture di cavità che portano stomi al loro interno.
Rametti inizialmente verdi poi marrone, solcati da fasce longitudinali in rilievo. Curiosa formazione di residui di brattee all’attaccatura dei rametti, come la pelle di un rettile.

Dove trovarli in città

Cortile di Palazzo Maldura, visto da Via Calfura, ospita uno splendido esemplare di tasso maschio.
Rotonda in Via Santa Maria in Vanzo. Il Tasso emette, nel corso dell’estate, molti rami dalla parte bassa del tronco
Attenti, osservate con cura, perché l’intrico di rami e rametti ospita vita! Se non vedete subito l’animale che vi fissa furtivo, aiutatevi con i piani di messa a fuoco della foto: è lui che ho ripreso.
Questo alto e slanciato Taxus baccata in Via Acquette può dare problemi per l’identificazione, causa il portamento inconsueto. Ma puntualmente in autunno i suoi arilli, disseminati sul marciapiede, ne tradiscono l’identità.
Ponte Sant’Agostino, una maestosa Tassa che si sporge tra Riviera Mussato e…
…Via San Tomaso.
Via Manzoni presso la Breccia di Santa Giustina. Platani sulla destra, e in fondo Tigli di varie specie.
Riviera Paleocapa in prossimità del Ponte Saracinesca
Una nebbiosa mattina di ottobre in un giardino del Comune in Via Fra’ Paolo Sarpi.
La Cappella Universitaria San Massimo al Portello. Qui la Domenica pomeriggio si tengono preziosi concerti. La chiesa ospita una tela del Tiepolo e la tomba di Morgagni.

Corteccia

I tassi hanno tronco costolato e nodoso, insomma esageratamente mosso
La corteccia si sfalda in lunghe placche longitudinali.
Un gruppo di tassi in Via Cernaia, tra Piazzale San Giovanni e il Torrione Saracinesca.

Questo post si è prolungato forse eccessivamente e non c’è spazio per illustrare altre piante di tasso presenti in città. Lo farò in un prossimo articolo.

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