Juglans regia – Noce comune

Da sempre il Noce (Juglans regia) è legato, nella devozione popolare, alla figura di Sant’Antonio: saliva sul noce e parlava ad uomini e animali con la stessa intensità.

Annigoni, Sant’Antonio predica dal noce (particolare), 1985, Basilica del Santo, Padova.
L’affresco è gigantesco: copre buona parte della controfacciata.

In città l’albero è piuttosto raro, un peccato, perché è bellissimo: con tronco e branche massicci di un affascinante grigio perla; chioma ampia e leggiadra; generoso di colori in tutte le sue parti, e in tutte le stagioni.

Sinuosità argentate in un esemplare in età matura.
Portamento espanso e slanciato. Splendido gruppo al Parco dei Faggi (Voltabarozzo) in aprile.
Aggraziato esemplare in un giardino privato alla Stanga
Scuola Materna Natività di Maria, in Via Bronzetti
Lo stesso esemplare in inverno.
Gemma in Gennaio.
Foglia imparipennata, grande anche mezzo metro, composta da 5-9 foglioline…
con l’ultima decisamente più grande delle altre. Se strofinate le foglie emanano una fragranza tannica.
Le foglie compaiono in aprile e inizialmente hanno un bel colore bronzeo.
In autunno diventano giallo intenso, completando così un indimenticabile, per chi ha la pazienza di seguirne l’intero ciclo, percorso cromatico.
I fiori compaiono assieme alla foglie. Gli amenti maschili inizialmente verdi virano al giallo a maturazione, fino al grigiomarrone verso la fine di aprile.
I fiori femminili sono piccoli e schivi, sempre almeno in coppia.
I frutti compaiono già in Maggio racchiusi nei loro verdi malli ricchi di sostanze aromatiche. Lasciandoli macerare, per parecchie settimane in alcool, le operose massaie mediterranee ne ricavano un liquore dal profumo intenso e dall‘impossibile gradazione.
A fine estate il mallo, ormai nero con sfumature marrone, si strappa ed emerge il guscio della ben nota noce.
Giovane pianta al Parco Europa
Questa giovanissima ‘nogara‘, in un giardino condominiale di Via Palestro, mi ha riportato all’incantevole libro di Mario Rigoni Stern: Arboreto selvatico, Einaudi, 1991, p. 75.
” ‘Vedremo, – dissi, – le nogare vivono laggiù sulle colline e sui monti tra Schio e Bassano, ma tra loro e noi ci sono i boschi di faggio e poi di conifere. Vedremo’. Prima di giugno l’alberello aprì le sue gemme a poche e incerte foglie; all’autunno fu l’ultimo a farle cadere e la neve lo coprì.”
Argine destro del Bacchiglione all’altezza del Parco Margherita Hack
…il sentiero in cima all’argine.
Riviera San Benedetto in prossimità della Specola,…
…lo stesso esemplare in aprile,…
…a sinistra un Acero negundo.

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