Ostrya carpinifolia – Carpino nero

Il carattere peculiare, quello che permette una sicura identificazione, del Carpino nero, è il frutto: un cono pendulo simile a quello del Luppolo.

Giugno. La lunghezza dei coni è alquanto variabile, in questo individuo è parecchio pronunciata.
I coni sono grappoli di tante piccole tasche o sacche chiuse e gonfie d’aria, ognuna delle quali porta un seme o meglio una minuscola noce.
Fa una certa impressione comprimerle fra le dita: morbide e al contempo resistentissime.
Settembre. Le infruttescenze permangono sulla pianta per tutto l’inverno...
…qui in aprile, assieme al fiore dell’anno dopo.
Dopo un’abbondante pioggia in Gennaio.

L’albero non è molto comune in città, e gli esemplari presenti, sia in individui isolati che in viali, sono tutti di giovane età.

Giovanissimo esemplare in Via Monte Cengio.
Via Montello. Doppio filare di giovani esemplari; Ottobre 2018.

Altri caratteri

I fiori maschili sono amenti simili a quelli del Carpino bianco, ma molto più lunghi.
I numerosi stami pelosetti sono protetti da una sorta di cupola bicolore.
I fiori femminili, che condividono la stessa pianta con quelli maschili, sono anch’essi molto simili ai fiori del Carpino bianco.
I fili violacei che emergono dalle brattee sono stigmi.
Miriadi d’amenti con fiori ancora in bocciolo. Febbraio.
Ondeggiar d’amenti in una ventosa giornata d’aprile.
Anche la foglia è simile a quella del Carpino bianco, ma alla base è leggermente asimmetrica e ricorda l’Olmo.
Tronco dritto e slanciato; corteccia grigia che si squama in placche sottili.
Come abbiamo imparato questa specie ha molti caratteri comuni con Carpinus betulus, ma le cortecce sono molto diverse, e questo aiuta a non confondere le due piante.
Invecchiando il colore vira al marrone e le placche si segmentano anche longitudinalmente. Qui un vetusto esemplare nell’arboreto dell’Orto.
Il Nostro è l’albero più scuro al centro; il tronco chiaro è quello di un Pino.
I giovani rami sono coperti di lenticelle.
Il Carpino nero cresce alto e slanciato, ma nei boschi assume anche portamento arbustivo. Certo non in città, tuttavia la pianta di questa foto (Via Montello) è lasciata cresce a foggia di siepe.
Doppio filare in Via Perin, una laterale di Via Facciolati.
Parco Milcovich in gennaio.
Lezione di Dendrologia; Lungargine Piovego all’altezza del Ponte di Via Ariosto. La pianta al centro è un Bagolaro, l’eroe di questo post è sulla destra.

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