Pinus brutia – Pino calabrese

Pinus brutia, pigna.

Di tassonomia e caratteri – Identificare il Pino calabrese

portamento; foglia; fiore; frutto; corteccia; rametto; fenologia; areale di origine; sistematica e etimologia; dove trovarli; spigolature


Protologo e sistematica

Pinus brutia Ten.
Nome imposto da Michele Tenore, botanico napoletano, in Flora napoletana, Vol. 1, pagina LXXII, 1815. Non sono riuscito, dopo numerosi e faticosi tentativi, a recuperare il protologo originale, vi propongo allora la risposta di Gemini (si tratta dunque di una informazione di terza mano: l’IA deve averla presa da una fonte che aveva a disposizione l’originale). (Chissà se qualche lettore di Napoli ha voglia di fare una puntatina in biblioteca e mandarmi una foto; anche a Bari ne hanno una copia…)

Pinus brutia, protologo.

Aghi in fascetti di due, lunghissimi e rigidi, strobili ovato-conici sessili dalla base ristretta, umboni delle squame alquanto piatti. Vive in Calabria. Albero o arbusto (simbolo di Saturno)
Differisce dal Pino marittimo per i coni sessili; dal Pino d’Aleppo per le foglie molto più lunghe e più rigide. Strana l’affermazione che il marittimo avrebbe i coni peduncolati, forse fa confusione con l’Aleppo.

Etimo
A dispetto del nome ha origini nel Vicino Oriente. Tenore l’aveva trovato in Bruzia dove però pare sia stato portato.


Fenologia

Pinus brutia, fenologia

Fenologia minima

Areale di origine

Pinus brutia, areale di origine.
Areale di origine (native range). Dai Balcani orientali alla Persia. Un altro dei nomi comuni è ‘Pino turco’, e effettivamente lì va per la maggiore.

Portamento

Albero similissimo al fratello d’Aleppo, tanto che un sinonimo è Pinus halepensis subsp. brutia (Ten.) Holmboe (e anche per lui il protologo sembra introvabile: una disdetta). In Italia l’ho visto in natura solo al sud. In Orto vive un rispettabile esemplare, e un cucciolo è appena comparso. Il tronco è sempre dritto a differenza di molti halepensis, mentre la chioma pur raccolta si allarga moderatamente per rami leggeri e spesso ortogonali al fusto.

Pinus brutia, portamento, Orto botanico di Padova.
Il brutia dell’Orto, dalla collinetta delle piante alpine
Pinus brutia, portamento, Orto botanico di Padova 2.
Un giovinetto in un’aiuola fuori dal recinto antico tra le porte est e sud. La foto è presa in maggio al risveglio vegetativo, sembra che in una sola stagione sia diventato il doppio.
Pinus brutia, portamento, Orto botanico di Roma.
Due abbracciati all’Orto Botanico di Roma
Pinus brutia, portamento, Maiori sentiero per Erchie.
Sentiero per Erchie, Costiera amalfitana.
Pinus brutia, portamento, Maiori.

Rimboschimento sul colle che separa Maiori da Minori, appena sopra il Sentiero dei Limoni. Gennaio. In vero le riforestazioni più recenti (come questa) sono di pini d’Aleppo, e stanno gradatamente sostituendo quelle di brutia fatte negli anni Cinquanta. Le due specie tendono a ibridarsi sia pure moderatamente, il che complica la vita ai Cacciatori di Alberi.

Foglia

Pinus brutia, aghi 1.
Aghi in fascetti di due, lunghi e sottili, come per l’Aleppo, ma a differenza di quello molto meno flessibili.
Pinus brutia, aghi e rametti.
La silhouette delle cima del rametto è a piumino per la polvere ma un po’ sgualcito rispetto all’halepensis.
Pinus brutia, aghi macro.
In vero anche la lunghezza massima è diversa per le due specie, nell’eroe del post gli aghi maturi possono superare di slancio i 20cm.
Pinus brutia, aghi, brachiblasto.
Brachiblasto (il rametto della coppia di aghi) con guaina.

Strutture riproduttive

Pinus brutia, infiorescenza maschile.
Infiorescenza maschile
Pinus brutia, infiorescenza maschile, macro 1.
Strobili composti da tanti piccoli ‘fioretti’ strettamente assemblati fra loro

‘Fiore’ maschile di Pinus brutia al microscopio

Pinus brutia, infiorescenza maschile, macro 2.
Nell’ingrandimento si riconoscono i singoli microsporofilli: un asse orientato verso l’esterno che porta due sacche polliniche e in cima una squama protettiva a mo’ di pensilina
Pinus brutia, infiorescenza maschile, microscopio.
Le squame protettive sono incastrate l’una all’altra come tegole
Pinus brutia, microsporofillo, microscopio.
Singolo microsporofillo, in alto la squama, un lato dell’asse venato di marrone e l’altro colle sacche polliniche, purtroppo, ormai vuote
Pinus brutia, microsporofillo, illustrazione.
In un disegno tutto è più chiaro (‘pulito’). Ho messo alcune note a sostituzione della didascalia.
Pinus brutia, microsporofillo, microscopio, note.
La foto precedente ad usum delphini.

Il ‘fiore’ femminile al microscopio

Pinus brutia, infiorescenza femminile.
Fiore femminile di pochi mesi. Inizialmente è rossastro e le squame sono aperte. Una descrizione dettagliata nel post dell’halepensis.
Pinus brutia, infiorescenza femminile, microscopio.
Sezione longitudinale. Si distinguono gli ovuli, le squame fertili e le brattee protettive (a sinistra ho evidenziato il contorno di una brattea); per capire il ruolo giocato dalle due strutture è utile il link.
Pinus brutia, macrosporofillo, microscopio.
Ovuli appena fecondati o, se volete, frutti ai primordi.

Strobili maturi

Pinus brutia, strobilo.
Gli strobili o coni sessili (raramente a peduncolo brevissimo), orientati verso l’apice del ramo o, talvolta, ortogonali. In questo il calabro differisce grandemente dall’Aleppo.

Pinus halepensis, strobilo.

Coni dell’halepensis orientati verso la base del ramo, e piccioli decisamente allungati.


Pinus brutia, strobilo 2.
Gli strobili immaturi sono verdi…
Pinus brutia, strobili maturi.
…a maturità diventano marrone.

Corteccia

Pinus brutia, corteccia.
Corteccia grigio marrone a placche allungate, profondi solchi fra le placche
Pinus brutia, corteccia, particolare.
Nella foto, il bordo di una placca dalle incredibili stratificazioni.

Spigolature

Pitys era una ninfa dei boschi che viveva felice fino a quando non ha attirato le attenzioni di Bacco. In una delle versioni del mito gli sfugge ed è trasformata in un pino.

Pinus brutia, francobollo, mito Pitys.
In questo francobollo della Repubblica greca, che ricorda il mito, l’artista ha chiaramente ritratto un brutia – come utile esercizio cercate il carattere dirimente.
Quadro, mito Syringa.

Pan non è nuovo al blog, un gesto analogo (ai danni della naiade Syringa) è ricordato nel post del lillà, pianta che si intreccia, sempre complice Pan, alla canna comune.

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