Prunus avium – Ciliegio

portamento; foglia; fiore; frutto; corteccia; gemma; foliage; fenologia; sistematica e etimologia; areale di origine; dove sono in città 1; dove sono in città 2

Prunus avium (L.) L.
Il nome fu imposto da Linneo nella seconda edizione del volume Flora Suecica [Svedese] Exhibens Plantas per Regnum Sveciae Crescentes del 1755.

La pagina 165. Infiorescenza a ombrella senza peduncolo principale, foglie ovate-lanceolate raddoppiate (?)

Il Nostro compariva in Species Plantarum (1753) come una sottospecie (o varietà) di Pruns cerasus, dunque il professore di Uppsala corresse se stesso (1755).

La pagina 474 di Species Plantarum.


Etimologia
Il nome del genere è dal latino Prunus=prugna (ma prima ancora dal greco proúmne=susino, pruno); il nome specifico ancora dal latino avis (avium=degli uccelli) con chiaro riferimento alla passione di molti volatili per i suoi frutti.


Fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione
Areale di origine (native range)

In questo periodo camminando per le strade della città può succedere di imbattersi in immagini come questa:

Non che la cosa sia molto frequente in vero, perché poche sono le specie di ciliegio in città che, al pari di Prunus avium, producono frutti. I giardinieri preferiscono piantare ciliegi dall’esuberante fioritura e quasi sempre sterili.

La corteccia del Ciliegio è lucida, grigiorossastra, con ampie lenticelle disposte lungo fasce orizzontali che la rendono unica. Poi, con l’età, scurisce molto e si fessura longitudinalmente.

Pianta vecchia, ancora distinguibilissime le tracce orizzontali .
A volte capita di trovare su vetusti esemplari secrezioni del genere. Sembrano gemme d’ambra, ma è un fungo che indebolisce lentamente e silenziosamente la povera pianta, esponendola a nuove e più gravi patologie.
Un ciliegio che abita il Giardino dei Gelsi. A destra si intravede il disgraziato Morus alba ucciso nel Dicembre 2019; sua unica colpa il portamento arbustivo.

Naturalmente lo spettacolo più affascinante l’albero lo offre durante il periodo della fioritura, fine marzo e aprile.

Un anziano e notevole esemplare a Porta Savonarola. L’albero fiorisce prima di mettere le foglie, così lo spettacolo è assicurato.
Qui la vicina Breccia di San Prosdocimo, questo vetusto Ciliegio abita in un giardino privato.
Giardino dei Gelsi.
Le giovani foglioline fanno capolino tra i fiori.
Il fiore del ciliegio è proprio come uno immagina debba essere un fiore: petali, corolla, e sepali reclinati verso il peduncolo; numerosi stami sormontati da pollinifere antere, e assiepati attorno a un turgido pistillo. L’apparato femminile porta in cima lo stigma pronto a ricevere il polline.
Lunghi peduncoli raccolti in gruppo, questa struttura deriva dall’infiorescenza, che tecnicamente si dice a ombrella.
Gemme in febbraio, da quella al centro spunteranno i fiori, dalle altre le foglie. I rametti sono glabri, luccicanti e ricchi di lenticelle.
Foglia con apice appuntito, bordo uniformemente seghettato,…
…due ghiandole alla base, picciolo rosso e profondamente scanalato.
Qui la pagina inferiore, si distingue bene la trama delle venature.
Splendido Ciliegio al Parco Perlasca. Chioma espansa coi rami che si innalzano e si allargano in tutte le direzioni.
Lo stesso albero visto dall’interno del Parco. Ai lati della foto, Fraxinus angustifolia.
Parco Europa. A lezione di alberi. Anche in questa foto si vede bene l’andamento dei lunghi rami.
Via Bronzetti.
Due ciliegi in Via Aviano, presso l’entrata dei Giardini Treves. Solo quello a sinistra è avium.
Giardino dei Gelsi, questo albero l’abbiamo già visto fiorito.
Ancora Giardino dei Gelsi, di questo invece abbiamo già osservato la corteccia.
Un giardino privato in Via Riello. Il rampicante è Trachelospermum jasminoides (Falso Gelsomino)
Avvicinandosi viene l’acquolina in bocca.

Anche in autunno questo albero è capace di regalare uno spettacolo affascinante, le sue foglie lentamente passano dal verdegiallo al rosso sempre più vivo. Così la chioma, per dirla col Rigoni Stern di Arboreto salvatico: ‘diventa una brillante orifiamma che illumina i boschi più scuri’; immagine tanto vivida che una volta ascoltata è difficile dimenticare.

Vecchio Ciliegio al Parco dei Cigni…
...e sull’altro lato del fiume: un esemplare al Parco Perlasca.
Parco Europa, dal ponte pedonale su Via Venezia; nell’ordine: Ciliegio, Salice, Acero.

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