Prunus avium – Ciliegio

Fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione
Areale di origine (native range)

In questo periodo camminando per le strade della città può succedere di imbattersi in immagini come questa:

Non che la cosa sia molto frequente in vero, perché poche sono le specie di ciliegio in città che, al pari di Prunus avium, producono frutti. I giardinieri preferiscono piantare ciliegi dall’esuberante fioritura e quasi sempre sterili.

La corteccia del Ciliegio è lucida, grigiorossastra, con ampie lenticelle disposte lungo fasce orizzontali che la rendono unica. Poi, con l’età, scurisce molto e si fessura longitudinalmente.

Pianta vecchia, ancora distinguibilissime le tracce orizzontali .
A volte capita di trovare su vetusti esemplari secrezioni del genere. Sembrano gemme d’ambra, ma è un fungo che indebolisce lentamente e silenziosamente la povera pianta, esponendola a nuove e più gravi patologie.
Un ciliegio che abita il Giardino dei Gelsi. A destra si intravede il disgraziato Morus alba ucciso nel Dicembre 2019; sua unica colpa il portamento arbustivo.

Naturalmente lo spettacolo più affascinante l’albero lo offre durante il periodo della fioritura, fine marzo e aprile.

Un anziano e notevole esemplare a Porta Savonarola. L’albero fiorisce prima di mettere le foglie, così lo spettacolo è assicurato.
Qui la vicina Breccia di San Prosdocimo, questo vetusto Ciliegio abita in un giardino privato.
Giardino dei Gelsi.
Le giovani foglioline fanno capolino tra i fiori.
Il fiore del ciliegio è proprio come uno immagina debba essere un fiore: petali, corolla, e sepali reclinati verso il peduncolo; numerosi stami sormontati da pollinifere antere, e assiepati attorno a un turgido pistillo. L’apparato femminile porta in cima lo stigma pronto a ricevere il polline.
Lunghi peduncoli raccolti in gruppo, questa struttura deriva dall’infiorescenza, che tecnicamente si dice a ombrella.
Gemme in febbraio, da quella al centro spunteranno i fiori, dalle altre le foglie. I rametti sono glabri, luccicanti e ricchi di lenticelle.
Foglia con apice appuntito, bordo uniformemente seghettato,…
…due ghiandole alla base, picciolo rosso e profondamente scanalato.
Qui la pagina inferiore, si distingue bene la trama delle venature.
Splendido Ciliegio al Parco Perlasca. Il portamento dell’albero è espanso, con i rami che si innalzano e si allargano in tutte le direzioni.
Lo stesso albero visto dall’interno del Parco. Ai lati della foto, Fraxinus angustifolia.
Parco Europa. A lezione di alberi. Anche in questa foto si vede bene l’andamento dei lunghi rami.
Via Bronzetti.
Due ciliegi in Via Aviano, presso l’entrata dei Giardini Treves. Solo quello a sinistra è avium.
Giardino dei Gelsi, questo albero l’abbiamo già visto fiorito.
Ancora Giardino dei Gelsi, di questo invece abbiamo già osservato la corteccia.
Un giardino privato in Via Riello. Il rampicante è Trachelospermum jasminoides (Falso Gelsomino)
Avvicinandosi viene l’acquolina in bocca.

Anche in autunno questo albero è capace di regalare uno spettacolo affascinante, le sue foglie lentamente passano dal verdegiallo al rosso sempre più vivo. Così la chioma, per dirla col Rigoni Stern di Arboreto salvatico: ‘diventa una brillante orifiamma che illumina i boschi più scuri’; immagine tanto vivida che una volta ascoltata è difficile dimenticare.

Vecchio Ciliegio al Parco dei Cigni…
...e sull’altro lato del fiume: un esemplare al Parco Perlasca.
Parco Europa, dal ponte pedonale su Via Venezia; nell’ordine: Ciliegio, Salice, Acero.

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