Acer negundo

Acer negundo pur essendo di origine nord americana si è completamente naturalizzato e lo si può trovare spontaneo specialmente lungo i corsi d’acqua. Non cresce molto in altezza, ma la chioma espansa e irregolare lo fa apprezzare come albero ornamentale.

Portamento 1
Uno splendido esemplare lungo il Bacchiglione al Parco dei Cigni (Via Goito)
Portamento 2
Imbocco di Via Raggio di Sole, in basso, costantemente seminascosto dalle macchine in sosta, il Monumento alle Vittime Civili della Seconda guerra mondiale.
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Portamento 3
Ottobre 2018, il grande negundo dei Giardini Città d’Italia in Via Ravenna
Portamento4
Un bell’esemplare in Riviera San Benedetto, a destra Ficus carica
Portamento 5
Un altro notevole individuo nei pressi di Porta Santa Croce. La Porta è seminascosta dal Bastione omonimo e dall’albero.

Diversamente dagli altri aceri ha foglia composta, impari pennata, con 3 o 5 foglioline.

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Foglia composta e dal lungo picciolo. I giovani rametti sono di colore verde.
Foglia 1
Un giovanissimo negundo all’Orto Botanico
Foglia 3
Le singole foglioline sono leggermente lobate ovvero grossolanamente seghettate

I frutti sono alati come per tutti gli aceri. Le due samare formano fra loro un angolo acuto.

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Frutti ancora immaturi in Maggio
Frutti 3
I frutti sono raccolti in lunghi e sottili grappoli che permangono sulla pianta fino, e spesso oltre, la fioritura successiva
Frutti 5
Schiere di grappoli in inverno. Il tratto di Bacchiglione che costeggia i Giardini all’Arena
Ponte di Piazzale Boschetti, in primo piano l’albero della foto precedente.
Portamento inverno 1
I frutti ornano l’albero per tutto l’inverno, rendendolo inconfondibile. Qui in Piazzetta Folena (al Maldura), sullo sfondo il Carmine.
Portamento inverno 2
Nei pressi del Ponte San Leonardo, sullo sfondo il campanile della chiesa di San Fermo
Portamento inverno 5
Negundi al Parco Milcovich in una rigida giornata d’inverno
Portamento inverno 6
Giardini Treves

Acer negundo è, forse, tra gli Aceri l’unico ad essere dioico, cioè piante diverse portano fiori femminili e fiori maschili, insomma ci sono maschi e femmine. E poiché, come si è detto, i frutti permangono sull’albero tutto l’anno, si finisce collo scambiare i due sessi per piante di specie diverse.

Fiore f 5
I fiori femminili sono schivi e di difficile individuazione
Fiore f 4
Fiore m 3
Al contrario i fiori maschili sono vistosi e variamente colorati a seconda che prevalga il verde pallido degli stami o il rosso acceso delle antere.
Fiore m 1
Fiore m 4
Una suggestiva immagine degli amenti maschili
Fiori fm 2
In un pomeriggio di marzo questo splendido esemplare femmina di Via Cadorna mi ha fatto una gradita sorpresa.
Fiore fm 1
Osservandolo attentamente ho scoperto tra i polloni del tronco un fiore maschile. Questa strana anomalia si è rivelata la prova che cercavo per risolvere il mistero: gli alberi così diversi per frutti e fiori, eppure con tutti gli altri caratteri identici, erano, banalmente, individui di sesso diverso.
Portamento inverno 7
Il vecchio acero di Via Cadorna in inverno, in primo piano un Cercis siliquastrum
Fiori fm 3
E in primavera
Gemma rametto 1
Gemme opposte su piani ruotati di 90 gradi. Rametti verdi e gemme rosse, inconfondibili!, col senno di poi…
Corteccia 1
Giovani piante. Lungo le rive del Bacchiglione crescono spontanei numerosi esemplari, spesso in nutriti gruppi. Qui il tratto lungo la Specola, riflesse nell’acqua le finestre degli studi del Dipartimento di Astronomia.
Corteccia 3
La corteccia si fessura in lunghe righe verticali.
Corteccia 2
Con l’età tendono a formarsi nodosità. Qui molto apparenti in un vetusto esemplare dei Giardini di Via Ognissanti.
Corteccia 4
Avvicinandosi alla corteccia dei vecchi esemplari si scopre un complesso e affascinante mondo di forme e colori.

Esistono molte cultivar di questa specie, una particolarmente bella è ai Giardini Treves.

Variegatum 1
Acer negundo Variegatum, Giardini Treves.