Acer negundo – Acero negundo o americano

Aggiornato nel gennaio 2026

Fiore m 1

Acer negundo L.
Nome imposto da Linneo nel celeberrimo Species Plantarum, Stoccolma, 1753, pagina 1056.

La pagina in predicato. Foglie composte e fiori in racemi. Linneo pone gli aceri (e quindi anche il negundo) tra le piante poligame e monoiche (fiori bisessuali e unisessuali sulla stessa pianta), ma il Nostro è dioico come è documentato nel post.
L’etimo della specie è descritto più in là, per non prolungare troppo il paragrafo.


fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazione
Areale di origine (native range)

Acer negundo pur essendo di origine nord americana si è completamente naturalizzato e lo si può trovare spontaneo specialmente lungo i corsi d’acqua. Non cresce molto in altezza, ma la chioma espansa e irregolare lo fa apprezzare come albero ornamentale.

Portamento 1
Uno splendido esemplare lungo il Bacchiglione al Parco dei Cigni (Via Goito)
Portamento 2
Imbocco di Via Raggio di Sole, in basso, costantemente seminascosto dalle macchine in sosta, il Monumento alle Vittime Civili della Seconda guerra mondiale.
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Portamento4
Un bell’esemplare in Riviera San Benedetto, a destra Ficus carica
Foglia 3
Diversamente dagli altri aceri ha foglia composta, impari pennata, con 3 o 5 foglioline
Le singole foglioline sono leggermente lobate ovvero grossolanamente seghettate; lungo picciolo.
I giovani rametti sono di colore verde. Foglie opposte.
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I frutti sono alati come per tutti gli aceri. Le due samare formano fra loro un angolo acuto. Nella foto frutti immaturi in maggio
Il seme è allungato, nella foto un campione raccolto in dicembre. Dentro solo l’embrione senza traccia di endosperma.
I cotiledoni sono lunghi, se ne stanno tutti raccolti. In alto il futuro fusto giallino e la radichetta un po’ rossiccia.
Cotiledoni dispiegati
Asportato un cotiledone compare un accenno di piumetta
Frutti 3
Infiorescenze in grappoli lunghi e sottili, che permangono sulla pianta fino, e spesso oltre, la fioritura successiva
Frutti 5
Schiere di grappoli in inverno. Il tratto di Bacchiglione che costeggia i Giardini all’Arena
Portamento inverno 6
Giardini Treves
Corteccia 1
Giovani piante. Lungo le rive del Bacchiglione crescono spontanei numerosi esemplari, spesso in nutriti gruppi. Qui il tratto lungo la Specola, riflesse nell’acqua le finestre degli studi del Dipartimento di Astronomia.

Acer negundo è fra i pochi aceri dioici, cioè piante diverse portano fiori femminili e fiori maschili, insomma ci sono maschi e femmine. E poiché, come si è detto, i frutti permangono sull’albero tutto l’anno, si finisce collo scambiare i due sessi per piante di specie diverse.

I fiori femminili sono schivi e di difficile individuazione
Fiore f 4
Infiorescenze a piccoli grappoli.
I singoli fioretti sono privi di corolla e hanno lunghi stigmi filiformi racchiusi in un calice lobato.
Il pistillo no ha praticamente stilo e l’ovario ricoperto di leggera peluria mostra subito caratteristiche escrescenze – il calice è stato parzialmente asportato.
Quelle che diventeranno le ali dei futuri semi
È affascinante seguire la crescita delle future samare
Sezione trasversale dell’ovario, due carpelli e due ovuli per loculo. Ma solo uno ce la farà.
Fiore m 3
Al contrario i fiori maschili sono vistosi e variamente colorati a seconda che prevalga il verde pallido dei peduncoli o il rosso acceso delle antere.
Fiore m 1
Disposti in mazzolini penduli, han lungo peduncolo e antere vistose
Calice lobato, anche loro senza corolla, filamenti praticamente inesistenti.
Fiore m 4
Una suggestiva immagine degli amenti maschili

Fiori fm 2
In un pomeriggio di marzo questo splendido esemplare femmina di Via Cadorna mi ha fatto una gradita sorpresa.
Fiore fm 1
Osservandolo attentamente ho scoperto tra i polloni del tronco un fiore maschile. Questa strana anomalia si è rivelata la prova che cercavo per risolvere il mistero: gli alberi così diversi per frutti e fiori, eppure con tutti gli altri caratteri identici, erano, banalmente, individui di sesso diverso.
Fiori fm 3
Il vecchio negundo di Via Cadorna, in primo piano un Cercis siliquastrum fiorito.

Gemma rametto 1
Rametti verde canna di fucile, angolosi (la sezione trasversale ha forma poligonale). Gemme rosse, opposte su piani ruotati di 90 gradi.
La corteccia si fessura in lunghe righe verticali. Questa pianta che abitava il giardino di una palazzina sede di uffici comunali in Via Porcilia è stata di recente abbattuta. La città cambia continuamente…
Corteccia 2
Con l’età tendono a formarsi nodosità. Qui molto apparenti in un vetusto esemplare dei Giardini di Via Ognissanti.
Avvicinandosi alla corteccia di esemplari non troppo vecchi si scopre un complesso e affascinante mondo di forme e colori.

Esistono molte cultivar di questa specie, una particolarmente bella è ai Giardini Treves.

Variegatum 1
Acer negundo Variegatum, Giardini Treves.

Etimo
L’origine del nome negundo è una storia interessante. Ritorniamo al protologo di Linneo, alla prima riga cita la sua opera del 1737 Hortus Cliffortianum

La pagina 144. Alla quarta riga Linneo cita Historia Plantarum di John Ray (1686), che gli aveva dato nome: ‘Albero esotico, con foglie pennate e seghettate a guisa di frassino, erroneamente creduto un Negundo’.

La pagina 1798 di Historia. All’ultima riga Ray confessa che non sa se l’albero è quello descritto da Garcia & Acosta, una pianta asiatica, lì chiamata Negundo e nota in Europa come Agnocasto cinese, con le foglie molto simili. Il termine ‘negundo’ pare derivi dal sanscrito (lingua che incute sempre rispetto e evoca mistero) e starebbe a significare ‘ciò che protegge il corpo dalle malattie’ (così mi ha risposto Gemini di Google).