Annomato da Linneo nel celeberrimo Species Plantarum del 1753, secondo tomo, pagina 1055
La pagina in questione. Collocato fra le piante monoiche (più esattamente Polygama monoecia). La descrizione di Linneo e le precedenti si concentrano sulle foglie che dicono lobate, con lobi incisi ottusamente.Fenologia minima: ciclo vegetativo, fioritura, fruttificazioneAreale di origine (native range)
Portamento; dove trovarli
Se c’è un acero fortemente legato al territorio quello è l’Acero campestre. Basta uscire dalle città e lo si incontra un po’ dappertutto come pianta spontanea. È albero robusto e bello da guardare in tutte le stagioni. La chioma è arrotondata e fa filtrare poca luce, non tanto per la grandezza delle foglie, che anzi sono piuttosto piccole, ma perché assiepate fittamente sui rami; tutto questo almeno per gli esemplari più vecchi.
Una pattuglia di campestri lungo un sentiero nel Parco del Brenta a VigodarzerePoco più in là un neo arrivato. Parco dei Girasoli, testimonianza di oppio maritato alla viteIl magnifico esemplare di Via Zancan in un’ampia aiuola fra la strada e le mura cinquecentescheIn Novembre. Sullo sfondo, pioppi ibridi a sinistra e platani a destra.Via dell’Orna alla Giuzza. Dietro il Nostro un Frassino americano in pieno foliage autunnale.Ai Giardini Treves gli aceri campestri sono numerosi, forse per compensare la copiosità di specie esotiche presenti in questo giardino storico.Un bellissimo esemplare al Parco Iris. Sullo sfondo, a destra, un filare di maestosi pioppi grigi. Il parco è sempre molto frequentato, anche in giornate uggiose come questa.
L’albero in tardo autunno dà il meglio di sé non soltanto per i suoi colori, dal giallo brillante all’ocra, ma soprattutto perché ingiallisce quando molte altre piante hanno ormai perso le foglie, è allora che camminando per la città lo si nota improvvisamente dopo che per il resto dell’anno la sua presenza discreta lo aveva fatto passare quasi inosservato.
Subitanea apparizione dal nuovo ponte pedonale che oltrepassando Via Venezia conduce al Giardino d’EuropaGiardino Cavalleggeri, lungo il muro divisorio con l’ex Caserma Prandina aceri campestri e carpini rivaleggiano nelle loro livree autunnali.Fine ottobre
Foglia
Fogli a cinque lobi moderatamente pronunciati. Pagine superiore verde brillanteTalvolta i lobi sono trePagina inferiore verde con sfumature grigie e comunque più chiara. Presenza di peluria lungo le venature.La foglia ha consistenza corposa (usata in passato come foraggio). Picciolo rossiccio e piuttosto lungo.Bordo dei lobi intero.
Fiore
La pianta fiorisce in Aprile, i fiori sono verdognoli, piccoli e poco appariscenti, e tendono a confondersi con le giovani foglie ancora verde tenero, tutto ciò contribuisce a far passare inosservato il fenomeno. Ed è un peccato poiché lo spettacolo è dei più belli e delicati.
La pianta fiorisce in Aprile, i fiori sono verdognoli, piccoli e poco appariscenti, e tendono a confondersi con le giovani foglie ancora verde tenero, tutto ciò contribuisce a far passare inosservato il fenomeno. Ed è un peccato poiché lo spettacolo è dei più belli e delicati.Infiorescenza a corimbo di pochi fiorettiPianta monoica ma ci sono anche fiori bisessuali. Nella foto un fiore maschile, visibili antere e stami lungo il bordo esterno e pistillo abortito al centro.
Il fiore dell’acero campestre al microscopio
Fiore bisessuale, otto stami e un pistillo bifido al centro. Si distinguono sepali e petali alternati; dello stesso colore e di dimensioni alquanto simili (i sepali sembrano leggermente più larghi). Calice ampio e piatto che supporta un nettario spesso e pure esso esteso. Nella foto si distinguono meglio i petali più sottili, quasi filiformi. Sepali e petali leggermente pelosi.Due ovari (le sferette rigonfie) ciascuno con una espansione laterale che ha già l’aspetto di un’ala. In basso, di colore verde arancio, sezione del nettario; e ancora più giù timidi resti di calice. Stigma bifido che denuncia due carpelli. Due ovuli per loculo, come in quasi tutti gli aceri. Si riconoscono le sezioni longitudinali di due ovuli, ma il basso ingrandimento non permette di vedere altro.
Diagramma fiorale di acero campestre
Applicando le ben note convenzioni, non è difficile riconoscere la morfologia del fiore.
Frutto
Frutto, samara doppia a lunghe ali allineateAlcuni esemplari presentano le samare rossissime.
Seme di acero campestre al microscopio
All’interno della samara un seme avvolto in un vello lanuginosoNell’ingrandimento si distingue la radichettaI semi degli aceri hanno già tutto bell’e pronto: la radichetta (di cui si è detto), i due cotiledoni che si riesce a srotolare non senza qualche difficoltà, epicotile ben visibile.
Corteccia
Lievi fratture in senso longitudinale e trasversale che determinano placche alquanto regolari di forma quasi perfettamente rettangolare.Forma che si mantiene anche negli esemplari anziani.