Cedrus atlantica – Cedro dell’Atlante

Aggiornato nel gennaio 2026

Cedrus atlantica (Endl.) G. Manetti ex Carrière
Nome imposto da Elia-Abel Carrière nel poderoso volume Traité Général des Conifères del 1855 a pagina 285. La sigla ‘Endl’, tra parentesi, si riferisce a Stephan L. Endlicher che nel 1850 aveva dato alla specie il nome di Abies atlantica, mentre il termine ‘ex’ è posto a ricordare che Giuseppe Manetti (Architetto e botanico fiorentino) diede l’attuale nome alla pianta (1853) ma la descrizione che ne fece fu insoddisfacente (per qualche motivo che non sono riuscito ancora ad appurare) per poter riconoscere a lui il merito dell’attribuzione del nome.

Frontespizio dell’opera (su due colonne). Carrière è noto a questo Blog almeno per la cultivar di biancospino a lui dedicata (Crataegus x lavallei Carrieri)
La pagina 285, dove l’albero è descritto. Alla prima voce dell’elenco sottostante è riportato il riferimento alla pubblicazione del Manetti (Catalogi plantarum Caesarei Regii Horti prope modiciam; Supplementum secundum Hortus Regius, Monza, 1853). (Devo ringraziare la Professoressa Antonella Miola per il generoso aiuto su questa storia complicata)

Fenologia minima
Areale di origine (Native range) – Monti dell’Atlante (Africa settentrionale)

Cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica), originario della catene dei Monti dell’Atlante, come dice il suo nome, non solo è tra le specie più diffuse in città ma è una tra quelle che presidiano i luoghi più significativi.

Uno dei due magnifici cedri dell’Atlante presenti nella Piazza Antenore. In primo piano la così detta tomba dell’eroe. Vista da Via San Francesco.
Cedrus atlantica P Antenore C
Vista da Riviera Tito Livio
Portamento piramidale ma con la cima che accenna ad appiattirsi, branche basse possenti e ortogonali al tronco, mentre i rami superiori formano angoli acuti.
Via Cesarotti. I due cedri dell’Atlante che ornano l’abside della Basilica del Santo.
Cedrus atlantica Santa Croce
Piazzale Santa Croce, l’esemplare presso la chiesa. Sulla sinistra nell’ordine: un tiglio americano e un filare di deodara, si confronti il colore di questi ultimi con il protagonista di questo post.
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L’individuo della foto precedente da più vicino. Questi alberi sono veramente belli e ornamentali, per questo motivo sono quasi immancabili anche nei giardini privati.
Via Fusinato
Cedrus atlantica Savonarola
Due esemplari sul Bastione di Porta Savonarola. L’albero che si sporge dal parapetto è un gelso tra i più fruttiferi in città.
Ennesima vittima della ‘pulizia’ delle Mura (caldeggiata dal Comitato Mura e supinamente assecondata da certi settori del Comune). (Aggiornato Estate 2023)

Come si è detto in un altro post non è facile distinguere fra le tre specie di cedri più comuni (C. deodara, C. atlantica, C. libani) perché fra loro molto simili.

Cedrus atlantica Nazaret 1
Il colore di questa specie è utile per l’identificazione, ma bisogna prestare attenzione poiché alcuni esemplari di Cedro dell’Atlante sono decisamente verdi. Del resto in natura la versione glauca è meno comune, sono i giardinieri che l’hanno selezionata per i loro giardini. Cedro dell’Atlante, Giardino dei Tamerici (incrocio fra Via Nazaret e Via Sografi). Attenzione! cercarlo con cura poiché il posto è gremito di deodara; il Cacciatore di Alberi è avvisato.
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La specie fiorisce in autunno. Le infiorescenze maschili dapprima verdi imbruniscono rapidamente, rilasciando abbondante polline. Settembre.
L’infiorescenza ha forma di amento eretto, la superficie è tappezzata da piccole squame. Foto alla fine di ottobre.
La texture del cono maschile, squame sovrapposte come tegole

Il singolo ‘fiore’ (meglio sarebbe dire struttura riproduttiva maschile, o, meglio ancora, microsporofillo) è formato da un asse su cui si appoggiano due sacche polliniche allungate, sovrastate da una squama protettiva che si diparte perpendicolarmente

Il tutto forma una specie di L.
Sezione trasversale dell’infiorescenza. La base delle sacche polliniche è piantata sull’asse centrale dell’amento (il cerchio al centro in figura). E i fioretti si avvolgono a spirale lungo l’asse centrale.
Cedrus atlantica fiori 2
Un profluvio di fiori. Nella foto la cima di uno degli esemplari di Piazza Mazzini. I fiori finiscono col cadere tutti assieme, specialmente dopo un temporale, formando un tappeto rossomarrone.
Cedrus atlantica Busonera
In una aiuola del vasto giardino del complesso Busonera (Via Gattamelata). Il parco sul retro dell’edificio principale è ricco di specie pregiate e di alberi fra i più vecchi della città.
I ‘fiori’ femminili (infiorescenze) sono coni in miniatura. Ottobre.
Strutture composte da un asse centrale e, disposte a spirale, le coppie di una squama fertile (che porta gli ovuli) più una brattea protettiva.

Squama con due ovuli (tecnicamente macrosporofillo). Nella foto è mostrata la pagina superiore (la parte concava) e i due ovuli. Si distingue l’abbozzo di ali dei futuri semi. Gli ovuli sono attaccati alla squama e dalla parte opposta hanno un foro (micropilo) per il passaggio del polline; sui bordi del buco protuberanze tipiche delle pinacee (bracci micropilari).

Pagina inferiore della squama con, più piccola e bianco diafana, la brattea protettiva. Durante lo sviluppo la brattea, che originariamente copre la squama, cresce molto meno.
Brattea, dritto e rovescio.
Strobilo in febbraio a ingrandimento maggiore. Si riconosce l’andamento a spirale; ha passo diverso se si segue dal basso a sinistra salendo verso destra o verso sinistra. La geometria è affascinante legata com’è ai misteriosi numeri di Fibonacci, ma servirebbe un intero post per parlarne adeguatamente.
Sezione longitudinale del cono, nella foto sono indicati gli elementi costituenti, nell’ordine: una brattea a protezione delle squama, la quale squama porta sulla pagina superiore un ovulo nudo (trattasi di specie gimnosperma)
La foto precedente. Il piano di taglio determina su brattee, squame e ovuli sezioni sempre diverse a causa delle disposizione a spirale di questi elementi sull’asse.
Cono spezzato trasversalmente, si riconoscono le brattee protettive, bianche di pruina, e le squame fertili.
Cono femminile in marzo, le squame protettive ingrossano e si serreranno a protezione del seme.
Cono immaturo, in ottobre dell’anno dopo.
Cedrus atlantica Nazaret 2
I coni ci mettono due anni a maturare. Perdono le squame, e resta una rachide sulla pianta.
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Corteccia grigia e placche strette molto brevi.
Bellissimo esemplare, dal tronco di un deciso grigio chiaro, in Via Altinate.

Questo albero ha una sua storia da raccontare: ben due post in questo blog: Cedrus atlantica in Via Altinate; Cedrus atlantica in Via Altinate, errata corrige.